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Il complesso di Edipo determina una prima divaricazione tra i due sessi, sia il maschio che la femmina si rendono conto delle diverse conformazioni dei loro genitali. La bambina idealizza il corpo materno maturo e desidera averlo uguale, ma allo stesso tempo lo considera mancante di quel pene che invece il padre possiede. Il suo […]
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La prospettiva psicoanalitica inaugurata da Freud ha collegato lo sviluppo affettivo alle fasi di sviluppo psicosessuale. La fase orale vede nell’atto del succhiare e nella stimolazione della mucosa orale una fonte di grande piacere ed è un primo modo di esplorazione del mondo. Nello stadio anale, durante il secondo anno, il bambino è alle prese […]
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Già nel neonato è presente il bisogno di contatto e di cura, oltre che di essere sfamato, come ha dimostrato l’esperimento sui cuccioli di scimmia rhesus che tra una madre artificiale nutritiva ma metallica preferivano una madre artificiale di stoffa calda e morbida che offriva conforto. Le più recenti ricerche hanno evidenziato che fin da […]
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Le ricerche sullo sviluppo emotivo hanno affrontato diversi aspetti: il riconoscimento delle emozioni inteso come la capacità di distinguere le diverse espressione facciali quindi anche la diversa emozione. Gli esperimenti dimostrano che i bambini piccolissimi si accorgono del diverso atteggiamento del viso e riescono, se pur in modo primitivo, a comprenderne il contenuto. La comprensione […]
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La teoria della comunicazione (Watzlawick, Bateson, Jackson), dagli anni Settanta in poi, si concentra sulla comunicazione come portatrice di informazioni non solo sul piano dei contenuti ma anche della relazione tra i soggetti, ogni comunicazione va oltre le parole dette, lo stesso silenzio rappresenta una forma di comunicazione. Viene data rilevanza all’intenzionalità che sottende ogni […]
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Bruner, (1956) precursore della scienza cognitiva, si interessa all’interazione tra strategie, quali abilità che consentono al bambino di padroneggiare il reale, inizialmente innate poi sempre più raffinate e rappresentazione come mezzo per interpretare l’ambiente circostante. Il bambino passa da una rappresentazione esecutiva in cui è determinante l’azione conoscitiva sugli oggetti attraverso la manualità, ad una […]
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La teoria dello sviluppo percettivo di Gibson, negli anni Cinquanta e Sessanta, pone l’attenzione sulla percezione come competenza necessaria per adattarsi all’ambiente e considera il suo sviluppo legato all’apprendimento percettivo che consiste nella capacità del bambino di esplorare, confrontare, ricercare e astrarre informazioni sugli oggetti e cogliere le relazioni. Tale capacità si raffina nel tempo […]
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La scuola storico-culturale di Vygotskij (1923) da’ importanza all’ambiente culturale che circonda il bambino e alla quantità e qualità degli strumenti offerti da questo che influenzeranno il tipo di sviluppo del bambino. Vengono evidenziati 4 stadi, i cui contenuti però non possono essere stabiliti in modo uguale per tutti perché dipendono dall’ambiente. Vygotskij elabora concetto […]
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Piaget (1926) propone una quadro teorico dello sviluppo mentale, sensomotorio, percettivo e della memoria e pone l’attenzione su due passaggi fondamentali responsabili dell’adattamento di ogni organismo, quali il processo di assimilazione che permette di incorporare in schemi di azione e mentali dati provenienti dall’esterno senza però modificare gli schemi già esistenti e il processo di […]
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Le teorie etologiche di Lorenz (1935) focalizzandosi sull’osservazione naturalistica dei comportamenti animali e degli istinti, portano alla scoperta del cosidetto imprinting, che pone in rilievo l’importanza della relazione di cura e del legame affettivo tra il piccolo e chi se ne occupa. Tale concetto, esteso poi al comportamento spontaneo del bambino, induce Bowlby (1969), a […]