Cosa significa sviluppo affettivo
Già nel neonato è presente il bisogno di contatto e di cura, oltre a quello di essere sfamato. Lo ha dimostrato il celebre esperimento sui cuccioli di scimmia rhesus: potendo scegliere tra una madre artificiale metallica, ma dotata di biberon, e una madre artificiale di stoffa calda e morbida che offriva solo conforto, i piccoli preferivano la seconda, tornando alla prima soltanto per nutrirsi.
Il risultato smentiva l’idea, allora diffusa, che l’attaccamento alla madre fosse un effetto secondario dell’alimentazione, una specie di riconoscenza appresa verso chi porta il cibo. Il legame non nasce dal nutrimento: nasce dal contatto.
Lo sviluppo affettivo in pratica
Le ricerche più recenti hanno evidenziato che fin da subito il piccolo possiede le competenze per impegnarsi in una precoce interazione con l’altro. Non è un ricevente passivo di cure: guarda, cerca il volto, risponde alla voce, regola il proprio stato in rapporto a quello dell’adulto.
Questo spostamento di prospettiva ha messo in primo piano la relazione con la madre, o più in generale con la figura di riferimento, intesa come uno scambio a due direzioni. Lo sviluppo affettivo, in altre parole, non accade dentro il bambino: accade tra il bambino e chi si prende cura di lui.
Termini correlati
Attaccamento, contatto confortevole, interazione precoce, figura di riferimento, sviluppo emotivo.
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