Cosa significa sviluppo secondo Piaget
Piaget descrive lo sviluppo mentale, percettivo e sensomotorio come il risultato di due processi complementari. L’assimilazione permette di incorporare negli schemi già esistenti, di azione e mentali, i dati provenienti dall’esterno, senza modificarli. L’accomodamento entra in gioco quando le nuove informazioni rendono inadeguati i vecchi schemi e ne richiedono la modifica. Quando i due processi raggiungono un equilibrio, si crea una nuova strutturazione cognitiva che consente il passaggio a uno stadio superiore di intelligenza. Lo sviluppo, in questa prospettiva, non è un semplice accumulo di nozioni, ma una successione di riorganizzazioni qualitative del pensiero.
Lo sviluppo secondo Piaget in pratica
Piaget individua quattro grandi tappe. Nello stadio sensomotorio, da 0 a 2 anni, il bambino interagisce con l’ambiente tramite azioni concrete sugli oggetti, passando dai riflessi ai primi movimenti intenzionali. Nello stadio preoperatorio, dai 2 ai 6-7 anni, compare un pensiero prelogico e intuitivo: il bambino imita e gioca in modo simbolico, ma resta ancorato alla realtà concreta e all’egocentrismo. Nello stadio delle operazioni concrete, dai 7 agli 11 anni, la conquista della reversibilità avvia il pensiero logico applicato a supporti concreti. Nello stadio delle operazioni formali, dagli 11 ai 15 anni, il pensiero ipotetico-deduttivo permette di ragionare anche su situazioni astratte.
Termini correlati
Concetti collegati sono l’assimilazione, l’accomodamento, l’equilibrio cognitivo, la reversibilità del pensiero e l’egocentrismo, insieme ai singoli stadi, in particolare quello sensomotorio e quello preoperatorio.
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