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Agriturismo: Numeri in Positivo

Breve Estratto

Cultura, ambiente e fantasia spingono italiani e stranieri in agriturismo (+11% gli arrivi) per un volume d’affari complessivo di 900 milioni di euro (+10.8% di incremento 06/05). È la specializzazione dell’offerta fatta di nuove proposte, meglio se accompagnata dai prodotti agroalimentari del territorio (6 strutture su 10 organizzano vendita diretta), a incrementare la crescita del settore. Questo il succo dei dati Istat, con la presenza di Anagritur (il consorzio che riunisce le tre organizzazioni nazionali dell’agriturismo: Turismo Verde-Cia, Terranostra-Coldiretti e Agriturist-Confagricoltura).
Sono 16.765 gli agriturismi in Italia con un incremento del 9.4 per cento (+ 1.438, rispetto a fine 2005), di cui 13.854 con alloggio (per 160mila posti letto), 7.898 quelli che fanno ristorazione, 2.664 degustazione. In forte crescita le altre attività (9.643 strutture, con un aumento medio del 10%) che puntano alla valorizzazione del territorio, inteso come ambiente e cultura. Fra le preferite: escursionismo (3.130), equitazione (1.550) e trekking (1.465), ma anche osservazioni naturalistiche e mountain bike (2.311), oltre a diversi sport (3.680) e ai corsi (1.025) in particolare di cucina. Nel 2006 sono stati 2milioni e 700mila gli arrivi per un totale di 12milioni di agrituristi.
Oltre ai prodotti tipici sembra essere la cultura e la tradizione unita all’ambiente una delle motivazioni principali per la vacanza in agriturismo.
La collina continua ad essere l’ubicazione ideale delle aziende italiane (50,4%), più di un terzo sono situati in montagna (35,6%) e solo il 14,0% in pianura. Il 45,7% del totale degli agriturismi si concentra nel Nord del Paese, il 35,1% nel Centro e il restante 19,2% nel Mezzogiorno.

Complessivamente, si conferma una presenza agrituristica capillarmente diffusa e storicamente radicata in Toscana e Alto Adige, ove sono localizzate, rispettivamente, 3.798 e 2.916 aziende. L’attività agrituristica presenta dimensioni significative anche in Veneto (1.124), Lombardia (966), Umbria (952), Piemonte (795), Emilia-Romagna (772), Campania (734), Marche (670) e Sardegna (656).
Fra gli incrementi più consistenti va segnalato quello delle Marche +27,4% (con 677 strutture, +144 rispetto al 2005); il +18% dell’Emilia Romagna (+118); l’Abruzzo + 16,6% (535, +76). Crescono anche il sud (+8.4) e isole, con Sicilia +10.2% (377 agriturismi) e Sardegna + 7.4%.
Svetta la Toscana nelle quote rosa, regione in cui le donne gestiscono ben 1.536 agriturismi, pari al 40.4% dei conduttori toscani (contro una media nazionale del 34.1%).
Secondo un’indagine condotta dall’Osservatorio di Turismo Verde l’agriturista estero è amante dei buoni cibi genuini, predilige le aziende dell’Italia centrale (inglesi e tedeschi, in particolare) e specialmente quelle vicine alle città d’arte e ai luoghi che hanno attrattive culturali (musei, mostre) e religiose (conventi, abbazie), ma anche in zone dove ci sono terme. Quindi, non solo buona tavola e tranquillità. Cultura e aspetti salutistici, specie in questi ultimi anni, hanno fatto breccia. Il turista straniero ama molto fare passeggiate a cavallo e il relax in piscina, che risulta uno dei servizi più richiesti. La buona cucina della tradizione italiana, fatta di cibi tipici e genuini che non si trovano nei normali circuiti commerciali, e la tranquillità dell’azienda, dove si ha un clima famigliare, restano i motivi principali della scelta agrituristica degli stranieri. I quali sono molto abitudinari e scelgono di trascorrere la vacanza sempre nella stessa azienda.

Trend di Mercato

Quello della spesa in campagna, soprattutto se in luoghi diversi da quello di origine, magari soggiornando in agriturismo, sta diventando anche in Italia un aspetto molto importante. Secondo l’Osservatorio nazionale omonimo, promosso da Coldiretti, sette italiani su dieci hanno fatto almeno una volta acquisti direttamente dal produttore agricolo giudicandoli in maggioranza convenienti. Ammonterebbe a 2,4 miliardi di euro il valore degli acquisti di vini, ortofrutta, olio, formaggi, e altre specialità effettuati direttamente in 48.650 aziende agricole che nell´arco degli ultimi cinque anni hanno fatto segnare una crescita record del 25%.
Autenticità poi, è una delle parole più ricorrenti dei tour operator, perché è ciò che più chiede il popolo dell’agriturismo, italiano e internazionale in particolare. Della vacanza rurale piace il luogo vero, autentico e vissuto con e dalla gente del posto. Il turismo asettico e preconfezionato, secondo standard impersonali, insomma, comincia a far emergere degli scricchiolii.
Vince poi chi è in grado di proporre pacchetti completi, che tengano però conto della stagionalità: ad esempio pacchetti nel periodo della vendemmia o della raccolta delle olive. L’ospite avrà così la possibilità di vivere in prima persona delle esperienze di agricoltura, e poter effettuare tutte quelle attività ricreative connesse, dalla degustazione di prodotti tipici ai corsi di cucina, agli antichi mestieri rurali.
All’agriturista piace poi andare alla scoperta di luoghi particolari da visitare, chiesette di campagna e piccoli borghi, scovare la trattoria tipica e originale, come le cantine dove assaggiare i vini del territorio.
Sono i servizi, inoltre, l’aspetto da potenziare: il turista, specialmente estero, vuol conoscere con esattezza tutto sui trasporti regionali e locali, oltre ai collegamenti e le distanze dagli aeroporto e stazioni ferroviarie più vicine al luogo di vacanza.

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