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Una modalità del fare grammatica nella scuola primaria che ha come fine:

  • sviluppare il linguaggio,
  • accrescere conoscenze sulla lingua: scoprire come funziona una lingua e possibilmente perché funziona in quel modo,
  • maturare nei bambini la capacità di ragionare, sulle cose e in astratto.

La pista di lavoro è quella della costruzione-insieme, secondo la quale i bambini sviluppano conoscenza modificando, riformulando e ridescrivendo quella che già possiedono.
Funziona così in tutti gli ambiti della conoscenza.
Conosciamo della nostra lingua cose che nessuno ci ha mai insegnato, che ci mettono in grado di dare giudizi su frasi mai sentite, distinguendo tra frasi grammaticali e frasi agrammaticali;
Un bambino di 3 anni indica le piante nel parco e dice “l’albero”.
Non dice “Lo albero” ma “l’albero”.
Eppure non sa che quando si incontrano due vocali la prima va via per fa spazio a un apostrofo. Un bambino di 3 anni non conosce la grammatica ma sa produrre nella sua lingua un´infinita varietà di frasi mai sentite prima, nuove non solo per contenuto ma anche per la loro strutturazione interna.
La grammatica è scolpita nel cervello, vivere la grammatica è anche acquisire consapevolezza di modi tradurre il pensiero in parole secondo modi che appartengono già alla mente.(1)
Il bambino riesce a dominare la grammatica della sua lingua verso i 4-5 anni di età, pur avendo un´incompleta conoscenza del lessico e nessuna esperienza di lingua scritta.
Qui il campo coinvolto è quello della riflessione metalinguistica che ha come oggetto la lingua.
I bambini fanno, dunque, grammatica in aula, in un discorso a puntate che mai si conclude.(2)
Il dato rilevante è che, se viene loro offerta l’opportunità di dialogare attorno a fenomeni linguistici e, nel contempo, di rappresentare graficamente il proprio pensiero nei modi in cui le idee camminano e si incontrano e si fondono in una parola che tutte le comprende, i risultati rivelano un aumento considerevole sia della loro conoscenza grammaticale, sia dell’attenzione per i fenomeni linguistici in genere.
Mappe che i bambini costruiscono tracciando linee che legano parole, che le allontanano e le stringono poi in un nodo di definizione più alta.
Il rapporto tra il linguaggio e la realtà. Il nome serve ad indicare un oggetto dato, non è un oggetto. Una riflessione sul confine, non sempre coscientemente chiaro, tra i due termini.

Domandare per capire, non per avere ma per essere.

I bambini si incontrano sulle parole e sulla loro caratteristica di presentarsi raggruppate in certi modi per costruire un senso.

I bambini stabiliscono rapporti fra elementi linguistici compresenti in una frase e le relazioni con altri elementi che non compaiono nella frase.

Si avviano a saper rilevare in una frase, “rapporti sintagmatici” e “rapporti paradigmatici”.

La distinzione tra la ben-formatezza sintattica (corrispondenza a determinate regole formali), la sensatezza (coerenza semantica) ed il valore di verità (vero/falso in un determinato contesto) degli enunciati è una procedura che chiama in campo l´orizzonte di senso e significato del paradigma culturale cui la lingua si riferisce.

Grammaticalità, sensatezza, falsità: comprendere cosa una frase significa e in quali condizioni è vera è cosa fondamentale per un sistema di dialogo.

Pina Montesarchio

Pina Montesarchio

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