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Quando la Tv è educativa: il successo di SOS Tata

Breve Estratto

Era il 1964 quando Mary Poppins divenne l’icona della tata perfetta al suon di supercalifragilistichespiralidoso. Oggi invece abbiamo tata May, tata Francesca, tata Mara, tata Rita, tata Adriana, tata Renata e tata Lucia. Loro non arrivano volando con l’ombrello come Mary Poppins, ma arrivano tramite un programma tv intitolato “SOS Tata” che va in onda su Fox Life e La7 dal 2005.
Il titolo è una rilettura del programma americano “Nanny 911”. Negli Stati Uniti, così come in Italia, si fa un numero di “emergenza”, una tata risponde, valuta la situazione con lo staff di tate e invia la tata più adatta. Un reality giocoso, senza casi drammatici, dove la tata deve ristabilire un ordine familiare dove mamma e papà non riescono.
Non abbiamo a che fare quindi con una tata versione signorina Rottermeier di Heidi, ma con una via di mezzo tra la bambinaia di un tempo e le educatrici dei nostri giorni che cercano di focalizzare il problema e consigliare i genitori su come muoversi per riportare l’ordine in famiglia. Insomma un reality in cui molte famiglie italiane si ritrovano, e gli ascolti lo dimostrano. La riuscita di un gioco che vuol mettere in luce le difficoltà dei rapporti genitori-bambini ai giorni nostri. Giorni in cui “basta un poco di zucchero e la pillola va giù” sembra non funzionare più. Giorni in cui la vita frenetica e stressante dei genitori porta a non saper più dosare la disciplina con il lassismo.
Ci troviamo infondo in un momento in cui grandi cambiamenti culturali si sono infiltrati anche nelle mura domestiche: fragilità dei vincoli affettivi; cultura della rapidità, che non lascia mai tempo alla riflessione; prevalgono i valori dell’apparenza; i mass media si impadroniscono dei figli; in molte famiglie domina di più la preoccupazione di farsi amare che non quella di educare. Guardando il programma ci si rende conto, infatti, che sono proprio questi i nei delle famiglie di oggi.
Avendo i bambini di queste famiglie dai due ai dieci anni ovviamente il gioco è alla base di tutto. Il far sembrare un gioco anche le attività che di solito annoiano i bambini (mettere in ordine, fare i compiti ecc.) è l’ABC di queste tate. In fin dei conti l’importanza del gioco per la crescita del bambino è uno dei punti focali della pedagogia e della psicologia infantile. Grandi nomi come Piaget, Winnicott, Klein, ritenevano che il gioco è un elemento base per la crescita sana del bambino.
Nel libro di Tata Lucia, andato a ruba nelle librerie dopo il successo del programma, troviamo una serie di definizioni fondamentali:
famiglia= squadra
ambito del gioco= la vita
scopo del gioco= la felicità di tutti
membri delle squadra= allenatori (genitori) e giocatori (figli e genitori  insieme).
Oltre all’insegnare giocosamente ai bambini, un altro punto focale su cui le tate lavorano è la funzione della famiglia e il tempo che i genitori passano con i bambini, e come lo passano. Nel programma infatti le tate cercano anche di riportare quella atmosfera familiare che oggi in molte case manca. Le tate in una settimana guardano tutto ciò che la famiglia fa, o non fa, e stilano una lista delle cose negative che devono essere cambiate non solo per i bambini, ma proprio nella routine della famiglia.
Sempre nel libro sopra citato troviamo scritto “I membri della famiglia devono trascorrere del tempo di qualità insieme, il che significa condividere emozioni, preoccupazioni, pensieri e progetti. Momenti di qualità sono anche quelli in cui genitori e figli dialogano e sono capaci di ascoltare. Inoltre per essere una famiglia dobbiamo comunicare le nostre emozioni“. Già, il tempo di qualità, questo sconosciuto! Perché oggi si pensa sempre più alla quantità ma poco alla qualità. Non si pensa che quindi minuti di gioco all’aria aperta sono più divertenti, e istruttivi, di due ore in silenzio davanti ad un televisore, o che parlare con il bambino di quello che lui ha fatto a scuola crea un legame più saldo di quello che può creare il “parcheggiarlo” davanti ai video games.

La mia non è assolutamente un’accusa ai genitori, anzi. La famiglia oggi attraversa un periodo in cui si intrecciano crisi e speranze. Il mercato del lavoro porta i genitori a veder crescere i loro figli ma a non riuscire a godersi la loro crescita. I turni e gli straordinari  per portare il pane a casa per sfamare la famiglia e pagare le bollette hanno la priorità, ahimè! Oltre tutto i tempi sono cambiati e anche i genitori devono ancora adeguarsi e capire come crescere i figli in un tempo in cui i bambini a sei anni chiedono in regalo il cellulare e a dodici pretendono di andare in discoteca. Bambini che oggi sembrano crescere troppo in fretta. Anzi, togliamo il “sembra”!

Il format televisivo ha mostrato come i problemi siano identici in tutte le famiglie, a tal punto che le famiglie lo seguono posizionate davanti la tv per “prendere appunti” perché ricordiamolo: genitori non si nasce, ci si diventa. Ben vengano quindi prodotti televisivi validi come SOS Tata, invece dei tanti reality da cui siamo bombardati e che, permettetemi, di istruttivo non hanno un bel niente.
Bibliografia
Lucia Rizzi, “Fate i bravi! Dalla tata più famosa d’Italia regole e consigli per diventare genitori sereni di figli felici”, Ed. Rizzoli, 2007.

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