I metodi proiettivi, in generale, fanno appello alla produzione spontanea del soggetto a partire da una situazione standardizzata e uguale per tutti, che sia il più possibile neutra ed ambigua in modo da favorire i meccanismi di proiezione. Come indica il termine stesso, infatti, i test proiettivi sono basati sul meccanismo psicologico della proiezione, meccanismo inconscio per cui il soggetto “organizza e struttura un’esperienza proiettando su questa la sua esperienza interiore, la struttura stessa della sua personalità” (Passi Tognazzo, 1975, p. 12).
In particolare, i test proiettivi che utilizzano il disegno, detti test grafici proiettivi, sono particolarmente utili per conoscere in maniera poco intrusiva, grazie al ricorso ad un esperienza ludica e divertente, gli aspetti più intimi dei soggetti, che presi appunto dal piacere del disegno, proiettano senza accorgersene sentimenti, emozioni, paure e desideri.
I più noti sono il Test della Figura Umana di Manchover, il Test della casa di Buck, e il Test dell’Albero e della Famiglia di Koch.
Nell’interpretazione del disegno vengono valutati sia gli aspetti di contenuto, diversi per ciascun tipo di test a seconda della consegna e del tema di partenza, che i così detti aspetti grafici formali, comuni invece a tutti i tipi di test, ma anche alle produzioni grafiche spontanee.
I principali aspetti grafici formali che devono essere presi in esame sono l’impugnatura, l’utilizzo dello spazio (la dimensione, la collocazione e l’orientamento spaziale del disegno rispetto al foglio), il tipo di tratto e la pressione, la linea, il colore, la presenza di omissioni o di trasparenze.
Per quanto riguarda l’impugnatura, occorre valutare se questa è sciolta, segno di serenità sicurezza e rilassatezza, o se invece appare tesa e costretta, espressione di tensioni e ansie di vario genere. L’utilizzo dello spazio fa invece riferimento a vari aspetti che bisogna valutare. Innanzitutto il punto di partenza e la collocazione del disegno sul foglio: solitamente un disegno posto al centro del foglio è indice di buon equilibrio interiore, sicurezza ed estroversione; mentre, al contrario, un disegno che occupa una parte periferica del foglio è indice di insicurezza, inibizione e introversione. In particolare, la disposizione del disegno sul foglio segue una legge interpretativa, detta simbolismo spaziale, che assegna a ciascuna delle zone del foglio un particolare significato.
Ricordo
Fantasia
Sogno
Legame con le origini
Ego-centrismo
Proiezione nel futuro
Paura
Insicurezza
Desiderio
(Lo schema è stato tratto da Crotti e Magni, 1996, p. 64).
Nella valutazione dell’utilizzo dello spazio vanno inoltre considerate le dimensioni del disegno rispetto al foglio, che rappresentano il modo in cui il soggetto si relaziona al mondo esterno. Così un disegno mediamente grande e che occupi buona parte della totalità del foglio indica sicurezza, estroversione e auto-assertività, mentre, un disegno piccolo è indice di insicurezza, inibizione e bassa autostima.
Il tratto, il tipo di linee e le forme riflettono l’energia impiegata da chi disegna e lo stato emotivo in cui questi si trova. Per cui può essere interessante notare le eventuali differenze presenti nelle diverse parti del disegno. In linea generale, un tratto forte, deciso e sicuro indica sicurezza e impulsività, ma quando è eccessivamente marcato indica eccesso di controllo e aggressività; mentre un tratto leggero, spezzato o tremolante è indice di insicurezza, timidezza e ansia. La prevalenza di linee morbide e curve ci dice che la persona è rilassata; le linee spezzate e angolate indicano aggressività; quelle strette e compresse, invece, sono segnale di malessere e tendenza alla depressione.
Per quanto riguarda il colore, anche questo indicatore dello stato emotivo del soggetto, è un criterio di valutazione più soggettivo degli altri. Infatti, sebbene comunemente si riconosca a ciascun colore un significato e una valenza emotiva particolare, tale valenza può essere spesso molto diversa a seconda delle persone e delle specifiche esperienze di vita. Così il nero, ad esempio, cui di solito si attribuisce un significato di lutto, chiusura vuoto, può essere invece per qualcuno espressione di forza e sicurezza. È consigliabile dunque confrontarsi con chi ha fatto il disegno, chiedendogli ad esempio quale tipo di emozione gli trasmette quel dato colore.