Cosa distingue il cervello umano
Le differenze rilevanti non stanno dove il senso comune le colloca.
La dimensione assoluta non è un buon criterio: altri mammiferi hanno cervelli più grandi del nostro, e anche il rapporto con la massa corporea è una misura imperfetta.
Ciò che risulta più informativo riguarda il numero di neuroni nella corteccia e l’organizzazione delle connessioni, più che il volume complessivo.
Va segnalato un dato che sorprende: il volume cerebrale medio della nostra specie è diminuito nel corso degli ultimi millenni. L’interpretazione è dibattuta (sono state proposte spiegazioni legate a cambiamenti corporei, alla domesticazione o all’esternalizzazione di funzioni nella cultura) e nessuna è stabilita.
E va aggiunto un limite di fondo: dal cervello fossile si ricava la forma, non il funzionamento. Le ricostruzioni sulle capacità cognitive dei nostri antenati sono inferenze indirette, e vanno presentate come tali.
L’asimmetria
La lateralizzazione delle funzioni è reale e va descritta con precisione, perché è la fonte del mito più diffuso in neuroscienze.
Nella maggior parte delle persone il linguaggio è lateralizzato prevalentemente a sinistra, e alcune funzioni visuospaziali e attentive mostrano una prevalenza destra.
Va aggiunto che asimmetrie strutturali e funzionali sono documentate anche in altre specie: non sono una nostra esclusiva, e questo indebolisce l’idea che siano il tratto che ci definisce.
E va corretta con forza la versione popolare: la mappa che assegna la logica a un emisfero e la creatività all’altro non corrisponde ai dati. Gli studi che hanno cercato profili individuali di dominanza emisferica non li hanno trovati, e praticamente ogni funzione complessa impegna entrambi gli emisferi.
Va infine ricordato che nemmeno il mancinismo coincide con la lateralizzazione del linguaggio: anche fra i mancini la maggioranza ha il linguaggio a sinistra.
Perché queste spiegazioni vanno maneggiate con cautela
Le narrazioni evoluzionistiche sul cervello hanno alcune caratteristiche ricorrenti e problematiche.
Sono retrospettive: si osserva un tratto attuale e si costruisce una storia che lo giustifichi, senza che quella storia sia verificabile.
Sono non falsificabili: qualunque tratto può essere raccontato come adattivo, e questa flessibilità è un difetto, non un pregio.
E vengono usate per naturalizzare differenze sociali: le presunte differenze cerebrali fra gruppi umani hanno una storia lunga di uso ideologico, e le affermazioni forti in quest’area si sono ripetutamente rivelate infondate.
Va aggiunto un elemento sulle differenze fra sessi, dove la letteratura è oggetto di dibattito: le differenze medie in alcune misure esistono, ma la sovrapposizione fra le distribuzioni è ampia e le analisi su grandi campioni indicano che i cervelli individuali non si dividono in due categorie distinte.
Cosa resta valido
- La plasticità: la struttura cerebrale si modifica con l’esperienza lungo tutta la vita, ed è il risultato con più conseguenze pratiche.
- La ridondanza: dopo una lesione, altre aree possono assumere in parte funzioni compromesse, in particolare in età precoce.
- Il ruolo del contesto: le capacità cognitive dipendono anche da strumenti culturali (scrittura, numeri, istruzione) che modificano ciò che il cervello fa.
- E la cautela sulle immagini: mostrare che un’area si attiva durante un compito non spiega il compito, ed è la confusione più frequente nella divulgazione neuroscientifica.
Domande frequenti
Il cervello umano e il piu grande?
No: altri mammiferi hanno cervelli piu grandi. Contano piu il numero di neuroni corticali e l’organizzazione delle connessioni.
Il volume cerebrale e diminuito?
Il dato e riportato per gli ultimi millenni, ma l’interpretazione e dibattuta e nessuna spiegazione e stabilita.
L’emisfero sinistro e razionale e il destro creativo?
No: la mappa non corrisponde ai dati, non esistono profili individuali di dominanza e le funzioni complesse impegnano entrambi gli emisferi.
Esistono cervelli maschili e femminili?
Le differenze medie in alcune misure esistono, ma la sovrapposizione e ampia e i cervelli individuali non si dividono in due categorie distinte.