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Schizofrenia

La schizofrenia viene diagnosticata solo se il disturbo dura da non meno di sei mesi. Questo periodo di 6 mesi deve includere almeno 1 mese in cui si verifichino almeno due dei sintomi propri della fase “attiva” (meno di 1 mese se trattati con successo):

  • deliri;
  • allucinazioni;
  • eloquio disorganizzato (per es., frequenti deragliamenti o incoerenza);
  • comportamento grossolanamente disorganizzato o catatonico;
  • sintomi negativi, cioè appiattimento dell´affettività, alogia (povertà di linguaggio; consiste nel dare risposte brevi, laconiche, vuote), abulia.

La diagnosi richiede che almeno due dei cinque sintomi sopraelencati siano presenti contemporaneamente da almeno un mese. Tuttavia è richiesta la presenza di un solo sintomo, che duri almeno un mese, se esso è costituito da deliri bizzarri, o da allucinazioni uditive (il soggetto riferisce di sentire una voce che continua a commentare il suo comportamento o i suoi pensieri, o più voci che conversano tra loro). Inoltre una o più delle aree di funzionamento generale della persona (relazioni interpersonali, lavoro, cura di sé) devono risultare seriamente compromesse.
Altre manifestazioni associate ai suddetti sintomi che si possono riscontrare:

  • appiattimento dell’espressività; affettività inadeguata;
  • perdita di interesse per il cibo
  • alterazioni nell’attività motoria.

Se presenti comportamenti motori catatonici il soggetto mostra una diminuita reattività all´ambiente rilevabile dalla postura rigida e dalla resistenza attiva ai comandi. Se presenti comportamenti grossolanamente disorganizzati il soggetto può manifestare un’agitazione imprevedibile che a volte sfocia nella stupidità infantile; una varietà di convinzioni inusuali o strane; esperienze percettive insolite; aspetto molto disordinato, abbigliamento inusuale e possibile comportamento sessuale inappropriato; possibili episodi di depersonalizzazione, derealizzazione e preoccupazioni somatiche in proporzioni deliranti.

Il tasso di suicidio è alto (circa il 10% dei soggetti). I fattori di rischio includono: sesso maschile, età sotto i 30 anni, sintomi depressivi, disoccupazione e recente dimissione dall´ospedale. Le ricerche hanno dimostrato chiare anomalie strutturali nell´encefalo. Le valutazioni neuropsicologiche possono rilevare un ampio spettro di disfunzioni. I soggetti sono a volte fisicamente goffi e possono mostrare segni di alterazione neurologica come: confusione fra sinistra e destra, deficit di coordinazione o tendenza a specchiarsi di continuo. L´esordio della malattia si colloca generalmente fra l’adolescenza e i 35 anni. La remissione completa del disturbo è altamente improbabile. Alcuni soggetti sembrano avere un decorso relativamente stabile, mentre altri mostrano un progressivo peggioramento associato a grave disabilità.

Immagine di Laura Cioni

Laura Cioni

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