Informazioni sull'autore

Disponibile Solo versione Premium

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

Disponibile Solo versione Premium

Robert Blauner

Breve Estratto

Nel 1964, si colloca il contributo di Robert Blauner, che nasce da un’indagine comparata condotta in quattro diversi settori (grafico, meccanico, tessile, chimico) dell’industria americana, all’interno dei quali l’autore volle osservare il differente grado di alienazione del settore operaio.
Il concetto di “alienazione”, così come viene considerato da Blauner, sottolinea l’importanza della condizione operaia all’interno dell’industria.
Non si parla dunque, in modo specifico, del concetto di clima, come, invece, già facevano gli autori che in questo periodo operavano in ambito psicologico, ma le variabili oggetto di studio, sono quelle che successivamente saranno inserite nel novero di fattori determinanti il clima organizzativo.
L’alienazione denota, secondo l’autore, “falsa coscienza” della propria condizione sociale, ossia uno stato di accettazione passiva della propria condizione, vista non come espressione del dominio capitalista, ma come naturale risultato di una situazione immutabile, che prevede l’esistenza di una classe dominate e di una classe subalterna.
Due variabili fondamentali nel definire il grado di alienazione sono, secondo l’autore, la natura professionale e tecnologica del lavoro svolto cioè il tipo di mansione alla quale il lavoratore è addetto e, tornando a Touraine, il tipo di tecnologia della quale egli dispone.
Ancora una volta, si ritorna quindi a considerare variabili, che supponiamo abbiano una diretta influenza sulla definizione del clima organizzativo.
Secondo l’autore, all’opposto dell’alienazione si colloca la libertà, ossia la possibilità di capire e controllare il proprio lavoro, potendo giungere a percepirlo come gratificante e a fare della propria professione una forma di identificazione personale.
A dimostrazione che i due fattori, quello legato alla mansione e quello tecnologico, influenzano notevolmente il grado di alienazione e la percezione del proprio ambiente lavorativo, Blauner espone i risultati della sua ricerca.
Tra le quattro aree industriali osservate, il settore meccanico è quello dove l’alienazione è più intensa; è caratterizzato dalla mancanza di potere decisionale circa la propria mansione, da una tecnologia rigida e ripetitiva, da dequalificazione e parcellizzazione dei compiti, isolamento sociale e scarsissime possibilità di carriera. In queste enormi fabbriche, l’anonimato e la mancanza di libertà fanno sì che la professione venga percepita nell’ottica strumentale e cinica dello svolgere un lavoro unicamente per ottenere un guadagno.

Condividi questo Post
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

ARTICOLI RECENTI
ARTICOLI CORRELATI
Iscriviti alla Newsletter