Abstract
L’autore si propone di analizzare una classe di reti neurali ancora scarsamente utilizzata nell’ambito delle scienze cognitive, ma che presenta particolari vantaggi. Essi sono l’alta plausibilità biologica dell’algoritmo di apprendimento ivi implementato, la possibilità di analizzare in modo quantitativo e obiettivo l’andamento della rete e la capacità del sistema di sviluppare comportamenti emergenti. Questi punti risultano essere di notevole importanza per lo scienziato della mente qualora fosse interessato alla costruzione di modelli realistici delle capacità mentali, e alla comprensione di come avvenga il passaggio dalla struttura cerebrale alla funzione cognitiva presa in esame.