Una critica alle convinzioni diffuse
Likert si distingue da altri studiosi del suo tempo perché parte da una posizione critica. A differenza di chi sosteneva che il miglior rendimento dipenda sempre e unicamente dalla soddisfazione dei dipendenti e dal loro rapporto positivo con l’azienda, egli mette in dubbio questa relazione automatica. La sua riflessione nasce proprio dall’esigenza di osservare la realtà del lavoro senza dare nulla per scontato.
Likert fa notare che, dove le mansioni sono particolarmente ripetitive, è possibile raggiungere un alto livello di rendimento anche in assenza di soddisfazione. In questi casi si verifica una sorta di subordinazione voluta della variabile umana, in cui la persona produce molto pur senza un reale coinvolgimento. Questa osservazione apre la strada a una distinzione fondamentale tra tipi diversi di lavoro.
I lavori variati e il limite del modello tayloristico
Non tutte le mansioni possono essere ridotte a procedure schematiche e standardizzate secondo la logica tayloristica. Esistono lavori che richiedono adattabilità, capacità di decisione e coinvolgimento personale, e che Likert definisce variati. È proprio a questa tipologia di attività che lo studioso dedica la maggior parte della sua attenzione.
Nei lavori variati la semplice imposizione di procedure rigide non basta a garantire buoni risultati, perché la qualità del lavoro dipende dalla partecipazione attiva delle persone. Qui la soddisfazione, la motivazione e la possibilità di esprimere il proprio contributo tornano a essere variabili decisive. La distinzione tra lavori ripetitivi e lavori variati permette così di superare l’idea che esista un’unica ricetta valida per ogni contesto organizzativo.
Dall’approccio motivazionalista alle Relazioni Umane
Il pensiero di Likert mette in luce la differenza tra l’approccio motivazionalista e quello delle Relazioni Umane. Mentre alcuni studiosi si concentravano soprattutto sui contenuti del lavoro e sui fattori che generano motivazione, Likert approfondisce prevalentemente il rapporto tra rendimento e stile di leadership, ampliando così la prospettiva di analisi.
In questa cornice egli sottolinea l’importanza non solo della modalità relazionale tra superiori e collaboratori, ma anche e soprattutto del rispetto dell’autonomia di ogni dipendente. A questo aggiunge il valore di scambi di idee continui e collaborativi, considerati un elemento essenziale per il buon funzionamento dell’organizzazione. La leadership, in altre parole, non è un fattore secondario ma il cuore stesso del rendimento.
Ristrutturare l’organizzazione del lavoro
Sulla base di queste premesse, Likert promuove una vera e propria ristrutturazione dell’intera organizzazione del lavoro. Le modalità che propone si avvicinano per molti aspetti a quelle suggerite da altri studiosi delle organizzazioni, in particolare a chi aveva insistito sulla necessità di rendere il lavoro più ricco e partecipativo.
L’idea di fondo è che la struttura organizzativa non debba limitarsi a distribuire compiti e responsabilità in modo gerarchico, ma debba favorire la collaborazione e la circolazione delle idee. Questo richiede un ripensamento profondo dei rapporti tra le persone e tra i diversi livelli aziendali, con l’obiettivo di trasformare l’organizzazione in un sistema più dinamico e cooperativo.
I gruppi di lavoro come unità fondamentale
Al centro della proposta di Likert c’è la formazione di gruppi di lavoro dotati di effettive capacità collaborative. Non si tratta di semplici insiemi di persone che condividono uno spazio, ma di unità coese in cui i membri cooperano realmente per raggiungere obiettivi comuni. Il gruppo diventa così l’elemento base attorno a cui si organizza l’attività dell’azienda.
Questa scelta riflette la convinzione che il rendimento e il benessere dipendano in larga misura dalla qualità delle relazioni all’interno del gruppo. Un gruppo ben funzionante permette di condividere conoscenze, di sostenersi reciprocamente e di affrontare i problemi in modo più efficace rispetto a quanto potrebbe fare il singolo individuo isolato. Per questo Likert pone tanta enfasi sulla loro costruzione e sul loro funzionamento.
I linking pins e l’interconnessione tra i gruppi
Perché un’organizzazione funzioni bene, i gruppi di lavoro non possono restare isolati tra loro. Likert introduce a questo proposito il concetto di linking pins, ovvero i membri che fanno parte contemporaneamente di due gruppi sovrapposti dal punto di vista gerarchico. Questi individui fungono da ponte e collegano i diversi livelli dell’organizzazione.
Grazie ai linking pins si raggiungono due obiettivi complementari. Da un lato si garantisce la specializzazione dei singoli gruppi, che possono concentrarsi sui propri compiti specifici. Dall’altro si assicura la loro interconnessione, attraverso un continuo scambio di comunicazione e di influenza reciproca. In questo modo l’organizzazione diventa una rete integrata, in cui le informazioni circolano dal basso verso l’alto e viceversa, evitando che i gruppi lavorino in compartimenti stagni.
Comunicazione e percezione dell’ambiente
Secondo Likert il processo di comunicazione svolge un ruolo determinante nel modellare il comportamento delle persone. La comunicazione, infatti, influenza il modo in cui i membri dell’organizzazione percepiscono l’ambiente di lavoro in cui sono inseriti. Una comunicazione aperta e collaborativa genera percezioni positive, mentre una comunicazione carente o distorta produce diffidenza e disorientamento.
Questa percezione dell’ambiente organizzativo si traduce poi in comportamenti concreti. Le persone tendono ad agire in coerenza con il modo in cui interpretano il contesto che le circonda. Per questo curare la qualità e la trasparenza della comunicazione non è un dettaglio formale, ma una leva strategica capace di orientare l’intero clima aziendale e di incidere sui risultati.
L’atmosfera organizzativa
L’insieme di questi processi contribuisce a determinare ciò che Likert chiama atmosfera. Per funzionare secondo relazioni di sostegno, l’organizzazione deve darsi un’atmosfera favorevole alla costruzione dell’ego delle persone, un clima in cui ciascuno si senta valorizzato e rispettato e in cui possano svilupparsi confidenza e fiducia reciproca.
Un’atmosfera di questo tipo è permeata da un senso di miglioramento, anziché di sminuimento, e non presenta aspetti coercitivi nei confronti delle persone. Si tratta di un ambiente in cui il dipendente non si sente schiacciato o controllato, ma sostenuto nel proprio percorso di crescita. È proprio questa qualità del clima interno, secondo Likert, a rendere possibile un rendimento elevato che si accompagna al benessere e alla partecipazione, e non alla semplice subordinazione.
Domande frequenti
Chi era Rensis Likert?
Rensis Likert è stato uno studioso di psicologia del lavoro e delle organizzazioni, noto per aver approfondito il rapporto tra stile di leadership e rendimento. Le sue idee hanno influenzato profondamente il modo di concepire la comunicazione interna e la partecipazione dei dipendenti.
Che cosa sono i lavori variati secondo Likert?
Sono quei lavori che non possono essere ridotti a procedure rigide e standardizzate, ma richiedono adattabilità e coinvolgimento personale. È proprio in queste attività che la motivazione, l’autonomia e la qualità delle relazioni diventano fattori decisivi per il buon rendimento.
Che cosa sono i linking pins?
I linking pins sono i membri che appartengono contemporaneamente a due gruppi collegati gerarchicamente. Fungono da ponte tra i diversi livelli dell’organizzazione, garantendo sia la specializzazione dei gruppi sia la loro interconnessione attraverso un continuo scambio di comunicazione.
Che cosa si intende per atmosfera organizzativa?
È il clima complessivo dell’organizzazione. Per Likert un’atmosfera positiva è quella in cui le persone si sentono valorizzate e rispettate, in cui si sviluppano fiducia e confidenza e in cui prevale un senso di miglioramento, senza aspetti coercitivi.
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