Azienda e Organizzazione, Psico Wiki

Philip Selznick

Del contributo di Merton hanno risentito altri due autori funzionalisti: Selznick ed Etzioni.
Philip Selznick, tra gli anni ’50 e ’60 evidenziò l’importanza dei fini informali e naturali che si sviluppano, all’interno di ogni organizzazione, parallelamente a quelli formali e razionali.
Secondo l’autore, questi obiettivi individuali, che dipendono prevalentemente dagli attori organizzativi, non potranno mai essere del tutto dominati dalla dimensione formale e normativa dell’organizzazione.
Le realtà lavorative, secondo Selznick, sono il risultato dell’influenza dell’ambiente esterno, ma soprattutto delle caratteristiche e del grado di coinvolgimento di chi opera all’interno della realtà lavorativa.
La variabile soggettiva si trova a dover interagire con i mezzi attraverso i quali l’organizzazione si prefigge il raggiungimento dei propri fini. L’interazione può portare allo scontro e ad un processo degenerativo, che solo in parte, secondo l’autore, può essere arginato.
Questo percorso, che venne descritto e ampiamente trattato da Selznick nei suoi scritti, sottolineò l’importanza data alle strutture comportamentali, considerate al pari delle variabili formali normative.
La comprensione dell’imprescindibilità del consenso dei propri dipendenti potrà portare, secondo l’autore, alla capacità di gestire lo stesso consenso in maniera strategica, riportandolo a vantaggio del processo produttivo.
L’importanza del vissuto positivo viene riconosciuta nel contributo di Selznick; il consenso, l’integrazione, l’equilibrio, sono variabili indispensabili affinché possa essere percepito positivamente l’ambiente all’interno del quale si lavora. Questa percezione, questo clima organizzativo, viene riconosciuto nei suoi effetti determinanti proprio quando Selznick sottolinea i suoi effetti sul processo produttivo.
Si sollecitava, quindi, una modalità di osservazione e di gestione delle realtà organizzative, finalizzata e incentrata sull’individuo, sul suo modo di percepire l’ambiente di lavoro, sul sentirsi parte di esso, sul grado di coinvolgimento con i fini organizzativi.
Solo riconoscendo l’importanza di queste componenti sarebbe stato possibile, secondo Selznick, passare dall’organizzazione, all’istituzione, ovvero da un sistema razionale, concepito unicamente come strumento atto allo svolgimento di un lavoro, ad un organo che nasce dall’aver accolto le richieste sociali.
Le istituzioni auspicate da Selznick, si distinguono dalle organizzazioni per il fatto di incorporare dei valori e per avere una propria caratteristica identità, che le rende qualcosa di più e di diverso rispetto a meri strumenti tecnici.

Immagine di Elena Gaiffi

Elena Gaiffi

Aggiungi commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.