L’incomprensione da parte degli insegnanti, delle motivazioni e dei sentimenti dell’alunno rischia di essere negativa per la crescita e la qualità dell’apprendimento di quest’ultimo.
I docenti più diffusi nella nostra scuola sono di due tipi:
- colui che è incapace di occuparsi realmente dei suoi allievi, dai quali teme di lasciarsi occupare;
- colui che li strumentalizza per i propri fini narcisistici, mascherando con una disponibilità apparente la sostanziale assenza di disponibilità.
Bottani ritiene che cambiare la formazione degli insegnanti serve a ben poco, è l’istituzione che va cambiata. Pochi buoni insegnanti possono fare poco, all’interno di un’istituzione soffocante; proprio per questo bisogna sperare che siano più numerosi i docenti in grado di educare in modo consapevole e attento.
Il grosso deficit della capacità di comprensione del docente nei confronti dell’alunno dipende in gran parte dal contesto istituzionale in cui l’insegnamento si svolge.
L’insegnante dovrebbe perciò porsi opportunamente in sintonia con le parti più autentiche della personalità degli allievi, rispettando la loro individualità e lasciandoli liberi di esprimersi. Tali capacità sono purtroppo possedute da pochi docenti, la maggioranza nuoce!
Clotilde Pontecorvo evoca l’opportunità che gli alunni, sin dalle scuole materne ed elementari, siano resi più attivi e critici, educati a pensare in maniera autonoma, in modo da fronteggiare con maggior successo gli eventuali professori plagianti che potranno incontrare successivamente.