Psicologia Clinica e Psicopatologia

La variabile Caronte

E se si potessero imparare i contenuti di qualsiasi disciplina con lo stesso metodo con cui si impara a suonare uno strumento? Partendo dal “Progetto Zero” di Harvard e dalla teoria delle intelligenze multiple di Howard Gardner, questo articolo propone la musica come “strada maestra” cognitiva: un unico cantiere di apprendimento in cui costruire saperi […]

Psicolab — La variabile Caronte
E se si potessero imparare i contenuti di qualsiasi disciplina con lo stesso metodo con cui si impara a suonare uno strumento? Partendo dal “Progetto Zero” di Harvard e dalla teoria delle intelligenze multiple di Howard Gardner, questo articolo propone la musica come “strada maestra” cognitiva: un unico cantiere di apprendimento in cui costruire saperi diversi. Un’idea che invita docenti e studenti a una reale apertura mentale e alla condivisione delle conoscenze.

Onde di simbolizzazione e correnti cognitive

Presso l’Università di Harvard esiste il “Progetto Zero”, un programma di ricerca portato avanti da studiosi che si dedicano allo studio della valutazione basata sulle prestazioni. La teoria cognitiva delle intelligenze multiple è la chiave di lettura di questo approccio e si collega direttamente all’educazione al comprendere, così come all’uso di forme di insegnamento e valutazione più personalizzate. In questa ottica, Howard Gardner, co-direttore del progetto, e Dennie Wolf hanno introdotto nella pedagogia i concetti di onde di simbolizzazione e correnti cognitive.

Le correnti cognitive riguardano lo sviluppo delle diverse intelligenze, con processi tipici per ciascuna, mentre le onde di simbolizzazione si formano all’interno di un particolare ambito, pur diffondendosi rapidamente in altri. In altri termini, un preciso percorso mentale a cui ogni essere umano fa ricorso è un’onda di simbolizzazione, mentre la disciplina all’interno della quale lo si attiva è una corrente cognitiva. Quel percorso mentale, però, può essere “speso” anche all’interno di una diversa corrente cognitiva. È proprio questo alternativo incanalamento dell’onda di simbolizzazione musicale ad aver ispirato queste riflessioni.

Imparare tutto come si impara la musica

Il metodo qui presentato è legato alla didattica delle discipline e rappresenta un nuovo modo di applicare i concetti di onde di simbolizzazione e correnti cognitive. In termini precisi, sostiene che sia possibile imparare i contenuti di qualsiasi disciplina utilizzando lo stesso metodo con cui si impara a suonare uno strumento musicale. Alla base c’è l’assunto didattico secondo cui ogni essere umano impara più facilmente saperi diversi quanto più questi presentano al loro interno alcune familiarità.

Un elemento unificante e familiare a cui gli studenti possano far riferimento nel proprio percorso di apprendimento può essere proprio il modo in cui imparano la musica. In una sorta di prospettiva ecumenica di messa in comune dei saperi, esisterebbe un unico cantiere di apprendimento generale in cui fabbricare oggetti di sapere diversi. Dovendo imparare “nello stesso modo della musica” tutte le altre conoscenze, lo studente si sentirà rassicurato e facilitato: la musica è assunta come facilitatrice della conoscenza e ne diventa l’espressione più intima.

Perché proprio la musica

Si tratterà quindi di far sfociare le onde di simbolizzazione musicali nelle correnti cognitive che finora sono state loro estranee. La musica, benché riferibile a precise competenze cognitive (motorie, spaziali, emotive, relazionali), si presta comunque, nella sua interezza, a molteplici significati, proprio perché non ne possiede uno intrinseco. Per queste sue caratteristiche è particolarmente adatta a un’universalizzazione in direzione delle altre discipline.

Se assumiamo valida l’idea che la formazione della propria identità è la costruzione, pezzo dopo pezzo, della propria memoria, la musica è una disciplina capace di trasmettere il valore dell’attesa e della memoria, senza le quali non può esserci identità né apprendimento. Sia eseguita sia ascoltata, la musica si apre facilmente alle diversità e all’altro: nelle sue manifestazioni ibride possono coesistere, per esempio, musica araba e musica occidentale, con i contenuti melodici della prima innestati in quelli armonici della seconda. La lezione metodologica deducibile dalle impostazioni di Gardner e Wolf è quindi rivolta allo sviluppo di un’apertura mentale, in primis da parte dei docenti, verso una reale condivisione dei saperi, che passa anche attraverso la commistione di altre culture. In questa lettura per analogie, una sequenza musicale può diventare simbolico paesaggio storico, in cui rileggere la storia e la filosofia nel dipanarsi delle loro domande.

La musica come “strada maestra”

In questo modo la centralità epistemologica della musica risiede nel suo messaggio adattativo: essere il luogo di partenza e di arrivo della maggior parte delle capacità cognitive. La musica può diventare una strada maestra, nel senso di unica maestra cognitivamente multidisciplinare. Nel sistema scolastico italiano è però ancora praticamente ignorata, forse perché il musicista necessita di un’alfabetizzazione di base a tutto tondo, che un tempo solo l’antico filosofo o magister possedeva: insegnare musica ha sempre voluto dire insegnare anche filosofia e storia. Utilizzare il solco cognitivo che la musica lascia nelle menti, profondo per la sua capacità di essere appresa e vissuta visceralmente da ogni individuo, può rivelarsi un enorme vantaggio didattico; ma richiede una grande padronanza di diversi campi, sia da parte dell’insegnante di musica sia dell’intero corpo docente.

Contenuti e apprendimento musicali

Strumentalizzare la musica in questo modo significa riferirsi sia ai contenuti sia all’apprendimento musicali, che insieme giocano un ruolo fondamentale. Ci si attende che i contenuti musicali producano suggestioni capaci di perfezionare e puntualizzare le conoscenze maturate in altri campi. Dal punto di vista dei contenuti, in una qualunque composizione può celarsi la filosofia hegeliana della tesi (l’esecuzione della mano sinistra), dell’antitesi (la mano destra) e della sintesi (il concerto delle due).

Nell’Adagio dell’opera 37 di Ludwig van Beethoven parlano le scienze sociali, con il concetto di leadership incarnato dalla voce del soprano. Il basso, le note della mano sinistra, è lo sfondo armonico, ma simboleggia anche le fondamenta dell’emergenza architettonica e la progressiva creazione dello spazio; le altre voci rappresentano la società composta di più individui. La bellezza di questo adagio risiede nella sua dimensione per nulla monodica: è l’eterogeneità a ravvivare e a lottare contro l’omogeneità dell’entropia e della morte. La riflessione sociale può essere condotta sull’accentazione sia del basso sia del soprano, quasi a significare che per un vero dialogo tra le classi occorre il confronto paritetico: se prevalessero solo le frequenze più basse dominerebbero le esigenze della base, turbando l’armonia, ma non si potrebbe nemmeno lasciare la sola melodia, la leadership. La struttura dell’opera evoca infine una società che nasce dal basso verso l’alto.

Quanto all’apprendimento, l’appoggio delle mani del pianista sulla tastiera consente al cervello di ricreare una mappa spaziale dei suoni, anche attraverso l’accentazione di alcune note, così da allungare il tempo di latenza. Insomma, la musica può tornare a essere un luogo didattico per eccellenza, in cui tutte le discipline si confrontano, nel metodo e nei contenuti.

Domande frequenti

Cosa sono le onde di simbolizzazione e le correnti cognitive?

Sono concetti introdotti da Gardner e Wolf. La corrente cognitiva è la disciplina e il processo di sviluppo di un’intelligenza; l’onda di simbolizzazione è un percorso mentale che nasce in un ambito ma può essere “speso” anche in altri, permettendo di trasferire un metodo da un campo all’altro.

Perché la musica è adatta a insegnare altre discipline?

Perché non possiede un significato intrinseco e si presta a molteplici sensi, coinvolgendo competenze motorie, spaziali, emotive e relazionali. È appresa in modo profondo e viscerale da tutti, e questo la rende un potente elemento familiare a cui ancorare l’apprendimento.

Cosa significa che la musica è una “strada maestra”?

Significa che può diventare l’unica maestra cognitivamente multidisciplinare: punto di partenza e di arrivo di molte capacità cognitive. Usare il solco che lascia nella mente permette di far confluire in essa storia, filosofia e scienze sociali.

Serve una preparazione particolare per applicare questo metodo?

Sì. Richiede una grande padronanza di più campi disciplinari, non solo da parte dell’insegnante di musica ma dell’intero corpo docente, e soprattutto un’apertura mentale verso la reale condivisione dei saperi e la commistione tra culture.

La teoria delle intelligenze multiple di Gardner suggerisce di usare la musica come metodo universale di apprendimento: un unico cantiere in cui costruire saperi diversi. Priva di un significato intrinseco e appresa in modo viscerale, la musica può diventare la “strada maestra” cognitiva, capace di ospitare filosofia, storia e scienze sociali. La sfida, oggi, è un’apertura mentale dei docenti verso una reale condivisione delle discipline.
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