Psicologia Sociale e del Comportamento

La Psicologia dei Gruppi e l’Esperienza Turistica

Nell’esperienza turistica e di viaggio lo “stare in gruppo” e una dimensione fondamentale. Dai viaggi con gli amici alle vacanze organizzate, dai villaggi turistici alle crociere, il gruppo e spesso l’elemento costitutivo dell’esperienza. Comprendere le dinamiche di gruppo, dalla coesione ai fenomeni di ingroup e outgroup, aiuta a capire la soddisfazione del turista e il […]

Psicolab — La Psicologia dei Gruppi e l’Esperienza Turistica
Nell’esperienza turistica e di viaggio lo “stare in gruppo” e una dimensione fondamentale. Dai viaggi con gli amici alle vacanze organizzate, dai villaggi turistici alle crociere, il gruppo e spesso l’elemento costitutivo dell’esperienza. Comprendere le dinamiche di gruppo, dalla coesione ai fenomeni di ingroup e outgroup, aiuta a capire la soddisfazione del turista e il valore dell’incontro interculturale.

Cos’e un gruppo

Che cos’e un “gruppo”? La mente corre subito alla definizione che ne ha dato Lewin (1948): “Il gruppo e qualcosa di piu o, per meglio dire, qualcosa di diverso dalla somma dei suoi membri: ha struttura propria, fini peculiari e relazioni particolari con altri gruppi. Quel che ne costituisce l’essenza non e la somiglianza o la dissomiglianza riscontrabile tra i suoi membri, bensi la loro interdipendenza. Esso puo definirsi una totalita dinamica. Cio significa che un cambiamento di stato in una sua parte o frazione qualsiasi interessa lo stato di tutte le altre”.

L’opera di Lewin rappresenta il primo fondamentale tentativo di collegare la ricerca psicologica all’azione sociale (action-research). Il presupposto da cui Lewin partiva e che attraverso l’azione si acquisiscono elementi e informazioni necessarie alla ricerca e allo studio dei fenomeni sociali.

Come si forma un gruppo

Quali elementi determinano la formazione di un gruppo? La vecchia concezione funzionalista sosteneva che per la formazione di un gruppo fosse necessario che i membri avessero uno scopo comune. Gli studi sulle dinamiche di gruppo hanno invece dimostrato che la condizione necessaria e sufficiente per la formazione di un gruppo e “l’essere etichettati come gruppo”. In altre parole, la semplice categorizzazione sociale determina l’identificazione con il proprio gruppo da parte dei suoi membri.

Nel momento in cui i membri di un gruppo si identificano con il gruppo stesso, si verificano i fenomeni di discriminazione e ostilita verso coloro che non appartengono al gruppo (l’outgroup) e di favoritismo verso coloro che invece ne fanno parte (l’ingroup). Tali fenomeni sono funzionali al mantenimento e all’accrescimento di un’identita sociale positiva da parte dei membri del gruppo (Tajfel e Billig, 1973). Un altro fenomeno che caratterizza le dinamiche gruppali e la tendenza ad accentuare le somiglianze con gli altri membri del gruppo e le differenze rispetto a coloro che non ne fanno parte (Tajfel e Turner, 1979).

La coesione: il cemento del gruppo

Fra i processi elementari che si verificano nei gruppi, la coesione rappresenta senza dubbio un processo fondamentale per capire le dinamiche che scaturiscono all’interno dei gruppi legati all’esperienza turistica. Grazie alla creazione e al mantenimento di una forte coesione, i membri di un gruppo possono sperimentare la piacevolezza dello stare insieme in una situazione particolare come quella della vacanza, in cui si puo condividere tempo, spazi, atmosfera e attivita proprie della condizione di svago.

Il turista che viaggia in gruppo ricerca una sicurezza che ottiene attraverso la compagnia degli altri partecipanti, la cui presenza consente alla persona di affrontare con meno ansie le incognite del viaggio. E ampiamente dimostrato che una coesione molto forte nel gruppo unisce i partecipanti, li fa sentire sicuri e solidali verso l’esterno e rende il gruppo un insieme psicologicamente rassicurante.

La coesione indica il grado di attrazione tra i membri di un gruppo. Puo essere considerata il “cemento” che tiene insieme i membri e mantiene le loro reciproche relazioni (Schacter, 1951). E favorita da qualunque fattore in grado di innalzare il valore del gruppo agli occhi del singolo componente: puo aumentare se il gruppo riesce a raggiungere i suoi obiettivi, se sono presenti minacce esterne (che possono accrescere la stima reciproca tra i membri) o se vi e competizione con altri gruppi. Al contrario, la competizione all’interno del gruppo puo provocare effetti opposti e quindi lo scioglimento del gruppo stesso.

Turismo e incontro interculturale

Molti condividono l’idea che il turismo possa facilitare la comprensione internazionale, concorrendo al cambiamento degli atteggiamenti e all’indebolimento dei pregiudizi che ciascun gruppo sociale nutre nei confronti di un altro; in tal senso il turismo si configurerebbe come veicolo di diffusione culturale e mezzo per allargare la conoscenza (Ariani Vergani, 1979).

Le ricerche tuttavia dimostrano che in una prima fase il turista e a caccia di prove che confermino la sua rappresentazione mentale della realta (i genovesi sono avari, gli inglesi freddi, i francesi arroganti). In questa fase puo succedere che si escludano dal proprio orizzonte cognitivo alcuni elementi che non confermano le nostre aspettative, oppure si elaborino dei controfatti: se una persona con accento genovese si mostrera generosa, sara perche non e genovese, oppure spera di ottenere qualcosa da noi. Tuttavia, se ha sufficiente tempo, il turista supera le dissonanze cognitive che la realta gli produce e in questo senso si arricchisce.

Le prove del cambiamento di atteggiamento

Sono molti i contributi che dimostrano l’attenuarsi dei pregiudizi sociali e delle tensioni interrazziali grazie a contatti interculturali (Mann, 1959; Robinson e Preston, 1976). Nell’agosto 1984 un gruppo di turisti francesi in Sicilia ha donato il sangue per i bambini colpiti da anemia mediterranea; una ricerca di Shipka (1978) sugli europei in vacanza in America ha mostrato che questi trovavano gli americani piu amichevoli di quanto avessero immaginato, il paese piu sicuro del previsto e i prezzi non cosi esorbitanti; Amir e Ben-Ari (1985) hanno trovato che degli israeliani con atteggiamenti negativi nei confronti degli egiziani li cambiavano positivamente dopo aver visitato l’Egitto.

Le condizioni perche il contatto funzioni

Occorre tuttavia chiarire che e sicuramente illusorio pensare che il semplice contatto interculturale possa avere questi effetti benefici. E necessario che tale contatto sia volontario e non casuale, stabile per un certo tempo, tra persone di pari situazione sociale e non con notevole dislivello (Fisher e Price, 1991). Anche i fattori individuali sono importanti, come lo stile inferenziale del turista, piu o meno disposto a disconfermare i preconcetti di partenza (Nisbett e Ross, 1989).

Infine, se e vero che il contatto sociale tra due diversi gruppi etnici, nelle condizioni sopra esposte, conduce a una modificazione di atteggiamenti, la direzione del mutamento dipende molto dalle condizioni in cui tale contatto ha luogo (Anastasopoulos, 1992). Ad esempio, se il turista viaggia in un gruppo organizzato, per le dinamiche di favoritismo verso l’ingroup e discriminazione verso l’outgroup, sara maggiormente portato a sviluppare relazioni all’interno piuttosto che all’esterno del gruppo, limitando cosi il contatto con la popolazione locale.

Domande frequenti

Cosa determina la formazione di un gruppo?

Contrariamente alla concezione funzionalista, secondo cui serve uno scopo comune, gli studi sulle dinamiche di gruppo hanno dimostrato che la condizione necessaria e sufficiente e “l’essere etichettati come gruppo”. La semplice categorizzazione sociale basta a innescare l’identificazione dei membri con il proprio gruppo.

Cosa sono l’ingroup e l’outgroup?

L’ingroup e il gruppo di appartenenza, l’outgroup e chi ne resta fuori. Quando i membri si identificano con il proprio gruppo, tendono a favorire i membri interni (ingroup) e a discriminare o mostrare ostilita verso gli esterni (outgroup). Questi fenomeni servono a mantenere e accrescere un’identita sociale positiva.

Perche la coesione e importante nel turismo di gruppo?

La coesione e il “cemento” che tiene insieme i membri e li fa sentire sicuri e solidali. Nel viaggio, una forte coesione permette di condividere piacevolmente tempo, spazi e attivita, e offre al turista la sicurezza necessaria per affrontare con meno ansia le incognite del viaggio. E favorita dal raggiungimento di obiettivi comuni, dalle minacce esterne e dalla competizione con altri gruppi.

Il turismo riduce davvero i pregiudizi?

Puo farlo, ma non automaticamente. Perche il contatto interculturale riduca i pregiudizi deve essere volontario, stabile nel tempo e tra persone di pari situazione sociale. Paradossalmente, viaggiare in un gruppo organizzato puo limitare il contatto con la popolazione locale, favorendo le relazioni interne al gruppo e riducendo l’effetto positivo dell’incontro con l’altro.

Il gruppo e una dimensione centrale dell’esperienza turistica e un’area importante per comprendere la soddisfazione del viaggiatore. La coesione rende il viaggio rassicurante e piacevole, ma le stesse dinamiche di ingroup e outgroup che uniscono il gruppo possono limitare l’apertura verso la popolazione locale. Il turismo puo ridurre i pregiudizi e favorire la comprensione interculturale, ma solo a determinate condizioni: contatto volontario, stabile e paritario. La qualita di questi incontri, sia interni al gruppo sia con l’altro, determina in gran parte la valutazione finale della vacanza.
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