L’individuo per sopravvivere deve adattarsi al proprio ambiente compiendo delle continue modifiche del proprio comportamento: questo è in un certo senso l’apprendimento!
L’apprendimento non può essere riconducibile ad un´unica teoria, perché non tutto si apprende nello stesso modo o nelle stesse condizioni, sono molto importanti i fattori di contenuto, di situazione, oltre che la cultura, il contesto relazionale e l’attività che si impara.
L’apprendimento è ciò che resta: un processo che ha avuto luogo quando qualcosa che un individuo ha letto, detto, scritto, resta nella sua memoria e può essere rimaneggiato a posteriori. In poche parole la prova che un apprendimento ha avuto buon esito è data dalla traccia in memoria che ne rimane e dalla possibilità di recuperarlo in un secondo momento.
Apprendere a scuola significa appropriarsi di ciò che ci viene insegnato e che riteniamo possa migliorare la nostra qualità di vita e arricchire le nostre conoscenze.
Ultimamente non si è fatta molta attenzione a quella che è l’intima natura dell’insegnamento e dell’apprendimento scolastico; ha preso campo tra gli insegnanti l’interesse quasi esclusivo per le prestazioni e le valutazioni dei soggetti, ignorando i contenuti, i contesti, i rapporti e le interazioni che caratterizzano il processo d’apprendimento/insegnamento.
Lo stile d’apprendimento dello studente, il suo modo di elaborare le informazioni, è alla base delle sue scelte strategiche.
Non è nuova l’idea che il modo in cui si impara, insieme agli atteggiamenti e alle convinzioni, condiziona il proprio modo di insegnare. L’insegnamento è un processo attraverso cui si tramandano delle conoscenze, si stimolano gli allievi a risalire alle cause degli avvenimenti e a comprenderne le ragioni profonde.
All’allievo si deve però offrire una visione organica del sapere, ossia un’interdisciplinarità e a tale scopo è necessaria la collaborazione dei docenti delle varie materie.