1) Laurea in filosofia e specializzazione in psicologia. Come mai questo percorso di studi?
Mi sono stancato di lavorare con i computer (avevo finito per insegnare linguaggi di programmazione) e volevo lavorare con gli esseri umani.
2) Quali sono le sue aree di interesse?
Filosofie orientali, psicologia, psicoterapia.
3) Lei integra l’approccio psicologico occidentale con quello più solistico orientale, crede che sia possibile far capire a noi occidentali la cultura e la “filosofia di vita” orientale?
Sì: l’ho fatto vedere dei miei libri.
4) Prendendo spunto da un suo libro, cosa significa divenire un Buddha?
Raggiungere uno stato di serenità interiore, di gioia di vivere e di amore.
5) Si aspettava il successo clamoroso di “come smettere di farsi le seghe mentali”?
Sì, ma non in questa misura
5b) Cosa è cambiato nella Sua vita e nel Suo lavoro da quel successo?
Una vita sociale più intensa e una sicurezza economica
6) Perché ci facciamo così tante “seghe mentali”? Quali sono secondo Lei le cause?
Come ho spiegato nel mio libro, perché la nostra memoria accumula frustrazioni e traumi e ce li rimanda sotto forma di pensieri.
7) Fare lo psicologo clinico in Italia è possibile? Perché?
Sì, perché il disagio è molto diffuso
7b) Consiglierebbe ad un giovane di studiare psicologia e poi specializzarsi in psicoterapia?
Sì.
8) Si dice che la psicoanalisi sia morta. Lei cosa ne pensa?
In vent’anni di attività clinica ho visto soltanto due casi di nevrosi traumatica di tipo freudiano.
9) E’ possibile salvare il lavoro di Freud e dei suoi seguaci?
Certo: esso serve egregiamente per le nevrosi traumatiche, che però sono il 5% delle nevrosi oggi presenti.
10) Jung si è molto interessato all’oriente e alla filosofia orientale. Ha letto i suoi scritti sul mandala e sul fiore d’oro?
Sì, ma l’orientamento di Jung è fondamentalmente filosofico e metafisico; il mio è esclusivamente clinico.
10b) Sempre di Jung, ha letto lo scritto sulla sincronicità?
Sul piano teorico sono d’accordo con lui.
11) Cos’è per Lei la divulgazione scientifica?
Aiutare le persone che hanno disagi e problemi.
12) Può la psiche occidentale comprendere gli insegnamenti della filosofia orientale?
Certamente.
13) Conosce il lavoro dello psicoanalista indiano Kakar? Se sì, cosa ne pensa?
Non lo conosco.
14) Il suo ultimo libro ha un titolo molto accattivante: “Come diventare bella, ricca e stronza”. Come mai un manuale d’istruzioni per conoscere la psiche maschile?
Perché le donne ne hanno assolutamente bisogno.
15) Il titolo tocca due settori considerati superficiali (bella e ricca) e uno considerato negativo (stronza). Perché questa scelta anziché scavare nelle profondità dell’animo?
Il mio libro si propone soltanto di far capire alle donne come si conquistano gli uomini e come gli uomini sono fatti. Considerare questo superficiale o no dipende dai punti di vista.
16) Quali sono i suoi progetti per il futuro?
Continuare a scrivere libri.