Abstract
Il Volontariato Ospedaliero ha raggiunto una maggiore consapevolezza della propria identità e delle proprie funzioni e una più precisa collocazione nel sistema socio-sanitario ma deve anche garantire prestazioni più efficaci e tecnicamente corrette. Per questo la formazione ha assunto un ruolo fondamentale per rispondere adeguatamente alle aspettative e per permettere a chi si avvicina all’esperienza del volontariato di essere cosciente delle difficoltà di tale esperienza.
Premessa
Negli ultimi anni c’è stato un aumento del fenomeno del volontariato in diversi ambiti e settori. Particolare rilievo ha avuto il volontariato in ambito sanitario. E’ una realtà che si è affermata sempre maggiormente negli ultimi anni, all’interno della quale si possono trovare i valori della solidarietà sociale, della partecipazione ed elementi caratterizzanti quali la spontaneità, la gratuità ed il servizio agli altri. Il volontariato ha raggiunto una maggiore consapevolezza della propria identità e delle proprie funzioni e una più precisa collocazione nel sistema socio-sanitario ma deve anche garantire una operatività efficace.
In tal senso, la formazione ha assunto un ruolo fondamentale per rispondere adeguatamente alle aspettative e per permettere a chi si avvicina all’esperienza del volontariato di farlo coscienti delle difficoltà e delle possibilità di tale una formazione di base che aiuti il volontario ad inserirsi con competenza nelle strutture dove è chiamato ad operare, ma è fondamentale anche una programmazione di un “continuum” formativo che permetta di ottimizzare il proprio contributo. Una formazione che riesca a focalizzare il ruolo del volontario visto all’interno della situazione in cui si inserisce, non dal punto di vista dell’aspetto organizzativo, ma sociale, culturale e motivazionale; che sappia far percepire e comprendere le modalità di approccio alla persona, la capacità di gestire conflitti e situazioni difficili, il proprio equilibrio psicologico e la capacità di mettersi in giuoco; che fornisca gli strumenti minimi indispensabili per poter iniziare un percorso, con margini minimi di errore, senza timore di incontrare “l’altro” con la sua malattia e sofferenza.