Cosa afferma il metodo
La kinesiologia applicata sostiene che la forza di un muscolo (tipicamente il braccio esteso, contro la pressione dell’operatore) vari a seconda di ciò che la persona pensa, dice o tiene in mano.
Un muscolo che «cede» indicherebbe una risposta negativa, un conflitto interiore, un’intolleranza o una carenza.
Va precisato che questa pratica è cosa diversa dalla kinesiologia come disciplina accademica, che studia il movimento umano ed è materia scientifica a tutti gli effetti. La sovrapposizione dei nomi è essa stessa fonte di equivoci.
Cosa hanno mostrato le verifiche
Il metodo si presta bene alla verifica sperimentale, ed è stato verificato più volte.
Il disegno decisivo è il doppio cieco: né l’operatore né la persona sanno cosa contiene la fiala o la busta usata nel test. In queste condizioni l’accuratezza del test muscolare risulta equivalente al caso.
Le rassegne concludono che la kinesiologia applicata non è utile come strumento diagnostico e che i risultati positivi riportati provengono da studi senza controlli adeguati.
Si aggiunge un dato altrettanto importante: l’accordo fra operatori è basso. Kinesiologi diversi ottengono risultati diversi sulla stessa persona.
Perché sembra funzionare
La spiegazione è nota da oltre un secolo, e riguarda un fenomeno reale.
L’effetto ideomotorio: piccoli movimenti muscolari prodotti senza intenzione consapevole, guidati dall’aspettativa. È la spiegazione stabilita del pendolino e della tavola ouija.
Nel test muscolare opera in entrambe le direzioni: la persona modula involontariamente la resistenza in base a ciò che si aspetta, e l’operatore modula involontariamente la direzione e la forza della pressione, anche di poco, e la differenza è sufficiente.
Ci sono poi elementi meccanici semplici: variando l’angolo del braccio o il punto di applicazione della pressione si può far cedere qualunque muscolo. La fatica dopo ripetizioni successive va nella stessa direzione.
Va sottolineato che nulla di tutto questo implica malafede. L’esperienza soggettiva di entrambi è genuina, ed è proprio questo a rendere la pratica convincente per chi la esegue.
Perché non è innocuo
Va detto, perché la pratica viene spesso presentata come priva di rischi.
Il test muscolare è usato per diagnosticare intolleranze alimentari, con conseguenti eliminazioni dalla dieta che possono comportare carenze: in particolare nei bambini.
Viene usato per raccomandare integratori e per orientare scelte terapeutiche.
E può ritardare l’accesso a una diagnosi corretta: è il costo più grave, e riguarda condizioni in cui il tempo conta.
Un ulteriore rischio riguarda l’ambito psicologico: usare il test per «scoprire» conflitti o memorie può contribuire a costruire ricordi non corrispondenti agli eventi, vissuti come autentici, un fenomeno documentato.
Va infine ripreso il presupposto: l’idea di un subconscio che sabota deliberatamente non è sostenuta. Ciò che rende difficile cambiare (abitudini innescate dal contesto, evitamento rinforzato, costi pratici) è studiato, e su quello si può intervenire con metodi che sono stati verificati.
Domande frequenti
Il test muscolare funziona?
In condizioni di doppio cieco l’accuratezza risulta equivalente al caso, e l’accordo fra operatori diversi e basso.
Perche allora sembra dare risposte sensate?
Per l’effetto ideomotorio: sia la persona sia l’operatore modulano involontariamente forza e resistenza in base all’aspettativa. L’esperienza e genuina, non ingannevole.
E la stessa cosa della kinesiologia universitaria?
No: quella e lo studio scientifico del movimento umano. La sovrapposizione dei nomi genera confusione.
Puo essere dannoso?
Si: viene usato per diagnosticare intolleranze ed eliminare alimenti, per raccomandare integratori e puo ritardare diagnosi corrette.
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