Azienda e Organizzazione

Il Lettore Modello

Ogni giornale contiene al suo interno una serie di riferimenti che legati l’uno all’altro danno un’idea del lettore previsto dalla testata, un Lettore Modello con cui viene stabilito un asse comunicativo privilegiato, una specie di contratto in cui la testata si pone come un vero interlocutore.
Sulla base delle ipotesi che un giornale fa sui propri lettori, i valori di fondo e le opzioni politiche che fanno parte del tessuto del quotidiano vengono dati per scontati e considerati condivisi, diventando così realmente parte dei contenuti di quel dato giornale.
Il Lettore Modello può essere definito in base al livello cognitivo, che determina la modalità interpretativa e l’attribuzione di senso al testo, e al livello passionale, relativo all’atteggiamento con cui il testo suggerisce di porsi nei confronti di eventi e personaggi.
Come vedremo in seguito, i giornali formulano e raccontano le notizie in base a due caratteristiche del Lettore Modello: l’enciclopedia, cioè l’insieme di competenze, saperi, sistemi di valori, e le conoscenze, presupposte sui fatti di cui si parla. Ogni titolo, ogni articolo, presuppone una base di competenza al livello sia linguistico che della materia trattata, per una corretta comprensione della notizia è infatti indispensabile capire la terminologia utilizzata e conoscere almeno in parte l’argomento trattato poiché il giornale non può mai essere esaustivo.
Il testo è dunque intessuto di spazi bianchi, di interstizi da riempire, e chi lo ha emesso prevedeva che essi fossero riempiti e li ha lasciati bianchi per due ragioni. Anzitutto perché un testo è un meccanismo pigro (o economico) che vive sul plusvalore di senso introdottovi dal destinatario (…) E in secondo luogo perché, via via che passa dalla funzione didascalica a quella estetica, un testo vuole lasciare al lettore l’iniziativa interpretativa, anche se di solito desidera essere interpretato con un margine sufficiente di univocità. Un testo vuole che qualcuno lo aiuti a funzionare.” (Eco, 1979: 52)
Il testo è il risultato di una strategia dell’autore che mira a far compiere al lettore una serie di operazioni cognitive tali da fargli attualizzare certi percorsi interpretativi e dunque fargli comprendere nel modo più opportuno il significato del testo stesso.
L’uso delle presupposizioni, degli impliciti testuali, è una delle tecniche che permette di far passare, insieme al significato esplicito, anche dei contenuti impliciti più difficili da negare, in quanto non asseriti in modo diretto e di conseguenza, più l’inferenza è lasciata al lettore, minore è la responsabilità dell’enunciatore.


Cfr. Eco 1979
Immagine di Marta Maddaloni

Marta Maddaloni

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