Cosa significano i contributi postfreudiani
Con questa espressione si raccolgono gli sviluppi della psicoanalisi che superano l’impianto classico di Freud. Il baricentro si sposta verso la relazione precoce tra bambino e madre e verso la costruzione del Sé. Melanie Klein descrive il passaggio da una posizione schizo-paranoide, dominata da distruzione e frustrazione verso il seno materno, a una posizione depressiva, in cui il bambino intuisce la propria separazione dalla madre e prova sensi di colpa.
I contributi postfreudiani in pratica
Winnicott pone l’accento sulla cura materna: individua un iniziale stato di fusione seguito da una progressiva separazione, e conia il concetto di oggetto transizionale, l’oggetto a cui il bambino attribuisce il valore simbolico di sostituto della madre. Spitz descrive tre stadi scanditi da organizzatori esterni: il sorriso verso i tre mesi, l’angoscia dell’estraneo all’ottavo mese, il diniego dopo i dodici mesi. Erikson, infine, propone otto stadi psicosociali segnati da crisi da superare, estesi per la prima volta all’intero arco di vita, dall’infanzia alla vecchiaia, con al centro il tema dell’identità.
Termini correlati
Concetti vicini sono l’oggetto transizionale, la posizione depressiva, gli stadi psicosociali e la teoria dell’attaccamento. Utile il confronto con le teorie freudiane classiche.
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