Tra i contributi dei postfreudiani troviamo la Klein (1935) secondo cui lo sviluppo psichico del bambino passa da una posizione schizo-paranoide durante la quale prevalgono sentimenti di distruzione e frustrazione nei confronti del seno materno che non può essere interamente posseduto e controllato, ad una posizione depressiva durante la quale il bambino intuisce la sua differenziazione dalla madre e l’impossibilità di controllare il suo seno, con conseguenti sentimenti di colpa per le sue idee di distruzione e timore di perdere l’amore della madre. Winnicot (1957, 1965) pone l’attenzione sulla relazione di cura e sui comportamenti che la madre attua naturalmente nei confronti del piccolo e individua un iniziale stato di fusione con la madre necessario alla sopravvivenza del bambino, seguito poi da un progressivo processo di separazione che consente la formazione del Sé e la presa di contatto autonoma col mondo esterno. Winnicot elabora concetto di oggetto transizionale per indicare gli oggetti a cui il bambino da’il significato simbolico di sostituti della madre, che gli permettono di superare l’angoscia per la sua assenza. Anche Spitz (1965) da’ rilevanza alla diade madre-bambino ed individua tre stadi di sviluppo in cui si assiste ad un’ iniziale fusione tra i due, seguita da una progressiva e sempre più strutturata separazione psichica del bambino. Segnali esterni chiamati organizzatori accompagnano tale sviluppo: il sorriso verso i 3 mesi, l’angoscia dell’estraneo tipica dell’ottavo mese, il diniego dopo i 12 mesi come mezzo di affermazione della propria individualità. Tra i più recenti neofeudiani, Erikson (1950, 1968) sostiene che lo sviluppo sia caratterizzato da una serie di “crisi” psicologiche legate al processo di maturazione naturale e alle aspettative sociali, ogni crisi è tipica di uno stadio, il superamento del conflitto permette di passare allo stadio successivo. Distingue otto stadi evolutivi, che però a differenza delle teorie precedenti, non si limitano all’infanzia, ma prendono in considerazione l’intero arco di vita includendo anche l’età adulta e la vecchiaia, dal momento che i cambiamenti interessano l’individuo dalla nascita alla morte. Concetto portante della sua riflessione è il tema dell’identità che si struttura progressivamente da uno stadio all’altro, la domanda “Chi sono?” è presente per tutta la vita e in ogni stadio le viene data una risposta diversa anche se le forme precedenti di identità influenzano quelle successive.