Psicologia Sociale e del Comportamento

Giovani Narcisi

Che i giovani di oggi siano più narcisisti delle generazioni precedenti è un’affermazione ripetuta da decenni. È anche una delle tesi più contestate della psicologia della personalità, e vale la pena vedere perché. Articolo divulgativo, non sostituisce una valutazione professionale. Il narcisismo come tratto è cosa diversa dal disturbo di personalità: quest’ultimo richiede una diagnosi […]

Psicolab — Giovani Narcisi
Che i giovani di oggi siano più narcisisti delle generazioni precedenti è un’affermazione ripetuta da decenni. È anche una delle tesi più contestate della psicologia della personalità, e vale la pena vedere perché.
Articolo divulgativo, non sostituisce una valutazione professionale. Il narcisismo come tratto è cosa diversa dal disturbo di personalità: quest’ultimo richiede una diagnosi clinica.

Tratto e disturbo

La distinzione preliminare evita gran parte dei fraintendimenti.

Il narcisismo come tratto è una dimensione distribuita nella popolazione, misurata con questionari, presente in tutti in grado variabile.

Il disturbo narcisistico di personalità è una condizione clinica con criteri definiti, che richiede pervasività, stabilità nel tempo e compromissione significativa del funzionamento. La sua prevalenza nella popolazione è bassa.

Fra le due cose non c’è continuità automatica: un punteggio elevato su un questionario non è una diagnosi, e usare la parola come insulto rende più difficile parlare della condizione clinica.

Due forme molto diverse

La ricerca distingue oggi almeno due configurazioni, ed è la distinzione più utile per capire di cosa si sta parlando.

Il narcisismo grandioso: sicurezza elevata, ricerca di ammirazione, tendenza a dominare. È quello che il senso comune riconosce.

Il narcisismo vulnerabile: ipersensibilità alla critica, vergogna, ritiro, aspettative elevate accompagnate da fragilità. È molto meno visibile e più associato a sofferenza soggettiva.

Va corretta un’idea diffusa: il narcisismo non è alta autostima, e non è nemmeno bassa autostima mascherata, l’ipotesi dell’autostima nascosta non ha ricevuto conferma consistente. Le due forme hanno rapporti diversi con l’autostima, e vanno tenute separate.

L’epidemia che non c’è

Sulla tesi di un aumento generazionale il quadro è controverso, ed è opportuno riportarlo per intero.

Alcune analisi su studenti universitari hanno riportato un incremento nel tempo dei punteggi. Altre analisi, su campioni diversi e con metodi differenti, non lo hanno trovato, e alcune hanno riportato una diminuzione nelle coorti più recenti.

Il problema di fondo è metodologico, e riguarda tutte le tesi generazionali: separare l’effetto della coorte da quello dell’età e da quello del periodo. Confrontare studenti di oggi con studenti di trent’anni fa significa confrontare anche popolazioni universitarie diverse per composizione sociale.

Si aggiunge un dato robusto della ricerca sulla personalità: i tratti associati al narcisismo diminuiscono con l’età. I giovani ottengono punteggi più alti degli adulti in ogni epoca, inclusa quella di chi oggi lamenta il fenomeno.

Ne segue che la percezione di una gioventù più narcisista è probabilmente un effetto d’età scambiato per un effetto di generazione, ed è una lamentela che ricorre in ogni epoca documentata.

E i social network?

Anche qui la prudenza è d’obbligo.

Le associazioni fra uso dei social e punteggi di narcisismo sono positive ma piccole, e prevalentemente correlazionali.

La direzione più plausibile è di selezione: chi ha punteggi più alti tende a usare maggiormente strumenti che offrono visibilità e riscontro. L’ipotesi che le piattaforme producano narcisismo è meno supportata di quella che ne attirino le manifestazioni.

Va aggiunto un punto sul metodo delle notizie che circolano: molti risultati su selfie e personalità provengono da studi piccoli e non replicati, e alcune ricerche molto citate su questo tema sono state successivamente ritirate.

Cosa favorisce lo sviluppo

Sulle origini esistono dati più solidi delle tesi generazionali.

Gli studi longitudinali sulla genitorialità indicano che il narcisismo è predetto dalla sopravvalutazione (genitori che comunicano al figlio di essere speciale e superiore agli altri) mentre il calore affettivo predice l’autostima, che è cosa diversa.

È un risultato con una conseguenza pratica netta: dire a un bambino che è più bravo degli altri e dirgli che gli si vuole bene producono esiti diversi, e solo il secondo protegge.

Va segnalato infine il costo relazionale: le persone con tratti narcisistici elevati risultano inizialmente attraenti e simpatiche, e la valutazione peggiora con la conoscenza prolungata. È un effetto documentato che spiega molte traiettorie di relazione e di leadership.

Domande frequenti

I giovani di oggi sono piu narcisisti?

Le analisi si contraddicono, e il dato robusto e un altro: i tratti narcisistici diminuiscono con l’eta. I giovani ottengono punteggi piu alti in ogni epoca.

Narcisismo e alta autostima?

No, ed e distinto anche dall’ipotesi di una bassa autostima mascherata, che non ha ricevuto conferma. Esistono inoltre una forma grandiosa e una vulnerabile, molto diverse.

I social creano narcisismo?

Le associazioni sono piccole e correlazionali. L’ipotesi piu plausibile e che chi ha punteggi elevati usi di piu strumenti che offrono visibilita.

Cosa lo favorisce nell’infanzia?

La sopravvalutazione da parte dei genitori, non il calore affettivo, che predice invece l’autostima. Sono due messaggi diversi con esiti diversi.

Il narcisismo come tratto va distinto dal disturbo, e si presenta in due forme molto diverse: grandiosa e vulnerabile. L’epidemia generazionale non regge, le analisi si contraddicono, e i tratti narcisistici calano con l’eta in ogni epoca. Il legame con i social e piccolo e va probabilmente nella direzione della selezione. Cio che i dati indicano con piu forza riguarda l’infanzia: la sopravvalutazione predice il narcisismo, il calore affettivo predice l’autostima.
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