Psicologia Sociale e del Comportamento

Modello IMAGO: un approccio alla Relazione di Coppia

L’idea che scegliamo partner che riproducono le figure della nostra infanzia è affascinante e ha generato un intero approccio terapeutico. Vale la pena distinguere cosa in quell’idea è sostenuto dai dati e cosa appartiene alla suggestione. Articolo divulgativo, non sostituisce una valutazione professionale. Gli approcci di coppia non sono indicati in presenza di violenza domestica: […]

Modello IMAGO: un approccio alla Relazione di Coppia
L’idea che scegliamo partner che riproducono le figure della nostra infanzia è affascinante e ha generato un intero approccio terapeutico. Vale la pena distinguere cosa in quell’idea è sostenuto dai dati e cosa appartiene alla suggestione.
Articolo divulgativo, non sostituisce una valutazione professionale. Gli approcci di coppia non sono indicati in presenza di violenza domestica: 1522, emergenze 112.

La proposta del modello

L’approccio parte da un’ipotesi: nella scelta del partner opererebbe un’immagine inconsapevole costruita a partire dalle relazioni infantili con chi si è preso cura di noi, comprensiva dei tratti positivi e di quelli che hanno ferito.

Ne deriverebbe che il conflitto di coppia riattiva ferite precoci, e che la relazione adulta offre l’occasione di ripararle.

Sul piano pratico l’approccio ha prodotto una tecnica specifica, il dialogo strutturato: uno parla, l’altro rispecchia letteralmente quanto ha sentito, verifica di aver capito, poi valida e infine esprime empatia. Solo dopo si scambiano i ruoli.

Va detto subito ciò che regge meglio: la tecnica è più interessante della teoria che la giustifica.

Cosa è sostenuto e cosa no

La distinzione va fatta con precisione.

Sull’attaccamento: che i modelli relazionali precoci influenzino le relazioni adulte ha un supporto empirico ampio. Le aspettative su disponibilità e rifiuto orientano l’interpretazione dei comportamenti del partner, ed è documentato.

Va però ridimensionata la versione forte: la corrispondenza fra stile di attaccamento infantile e relazioni adulte è modesta, gli stili cambiano nel tempo e in funzione delle esperienze, e la determinazione dell’infanzia sulla vita adulta è molto più debole di quanto le divulgazioni suggeriscano.

Sulla scelta del partner come riproduzione di figure genitoriali: non esiste un supporto empirico consistente per l’ipotesi nella forma in cui viene formulata. Ciò che gli studi trovano è una somiglianza fra partner su variabili come età, istruzione, valori e atteggiamenti, che non richiede spiegazioni inconsce.

Sull’efficacia dell’approccio: le evidenze sono limitate rispetto ad altri modelli di terapia di coppia, con pochi studi controllati. Non è fra gli approcci con il maggiore supporto empirico, e presentarlo come tale sarebbe scorretto.

Perché la tecnica del dialogo funziona comunque

Questo è il punto utile, e vale anche fuori da quell’approccio.

Il rispecchiamento (ripetere quanto si è sentito prima di rispondere) interrompe la sequenza in cui si prepara la replica mentre l’altro parla. È l’errore comunicativo più comune nei conflitti.

Impone dei turni, il che disattiva l’escalation e la sequenza domanda-ritiro, che è il pattern più associato a insoddisfazione di coppia.

Richiede validazione prima della risposta: riconoscere che il punto di vista dell’altro ha una sua logica, senza doverlo condividere. È la componente con più supporto in tutta la letteratura sulla comunicazione.

E rallenta: la lentezza forzata riduce la reattività, che è ciò che rende distruttivi i conflitti.

Va notato che nessuno di questi elementi dipende dalla teoria sulle ferite infantili. Funzionano per ragioni proprie, ed è per questo che tecniche simili compaiono in approcci molto diversi.

Cosa farsene, in pratica

  • Provare il rispecchiamento in un momento di calma, non durante un conflitto acceso: le tecniche si apprendono quando non servono.
  • Validare prima di rispondere, distinguendo il riconoscimento dall’accordo.
  • Ricordare che una parte dei disaccordi di coppia riguarda differenze stabili e non è risolvibile: ciò che distingue le coppie soddisfatte è come ci convivono.
  • Se si sceglie un percorso, chiedere quali evidenze sostengono l’approccio per il problema specifico. È una domanda legittima.
  • E diffidare delle spiegazioni totali: un modello che spiega tutto della propria storia relazionale è affascinante proprio perché non è verificabile.

Domande frequenti

Scegliamo partner simili ai nostri genitori?

L’ipotesi non ha un supporto empirico consistente. Gli studi trovano somiglianza fra partner su eta, istruzione, valori e atteggiamenti, che non richiede spiegazioni inconsce.

L’infanzia determina le relazioni adulte?

I modelli precoci influenzano le aspettative, ma la corrispondenza e modesta e gli stili cambiano nel tempo e con le esperienze.

L’approccio IMAGO ha evidenze?

Le evidenze sono limitate rispetto ad altri modelli di terapia di coppia, con pochi studi controllati disponibili.

Perche il dialogo strutturato funziona?

Perche impone turni, obbliga ad ascoltare prima di replicare, richiede validazione e rallenta lo scambio: elementi che funzionano indipendentemente dalla teoria.

L’ipotesi che scegliamo partner che riproducono figure infantili non ha supporto empirico consistente, e l’influenza dell’infanzia sulle relazioni adulte e piu debole di quanto si dica. L’approccio ha evidenze limitate rispetto ad altri modelli. Ma la tecnica del dialogo strutturato funziona per ragioni proprie: impone turni, obbliga ad ascoltare, richiede validazione e rallenta. E questo si puo usare comunque.
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