è un’attività pensata per valorizzare il potenziale filosofico dei preadolescenti e creare ripetute occasioni in cui i bambini abbiano modo di riflettere, dire, obiettare, argomentare, insomma agitare problemi genuinamente filosofici. Sono ormai circa trent’anni che si fa qualcosa del genere in molti paesi. È un peccato, però, che le riflessioni di bambine e bambini lascino una traccia solo nella mente, nel cuore o tutt’al più nei taccuini dell’insegnante, e questa collana si propone come suo obiettivo principale (non esclusivo) proprio di raccogliere e preservare simili tracce. Che nel caso possono interessare non solo docenti e filosofi, ma anche una più vasta cerchia di genitori, zii, nonni. (Livio Rossetti)
Questioni di filosofia
La logica e il suo linguaggio
Il testo di matematica per bambini di quinta elementare, riporta alla pagina 2 delle simpatiche vignette e nuvolette che da quelle prendono forma.
Il titolo del paragrafo è “La logica e il suo linguaggio”.
Cos´è la logica?, chiedo ai bambini.
Li vedo perplessi, chiedono aiuto alle mani perché siano i gesti a dire la linearità di ciò che è logico.
“E´ logico, vuol dire è normale così, che fila”.
Ma cos´è la logica?, incalzo non contenta.
Poi continuo, “La logica è modo di unire i pensieri, di farli camminare perché abbiano a dire qualcosa di significativo, di chiaro, che abbia senso.”
Ciò che riporta la prima vignetta ha senso logico, sono tutti d´accordo nel riconoscerlo “Il diario serve per scrivere appunti”.
Ma l´altra che segue trova gli alunni discordanti.
“Il mio diario è più bello”.
Roberta: “Si, è una frase corretta, che ha significato, però non è vera perché quando io dico che il mio diario è più bello, gli altri possono rispondermi che invece i loro diari sono più belli del mio.”
Enunciati veri e falsi.
“Dobbiamo stare attenti quando mettiamo insieme i pensieri, per non sbagliare”, osserva Antonio.
Disegno alla lavagna un ovetto di cioccolata.
Il riferimento è chiaro a tutti.
Nell´ovetto tanti pezzetti che ordinati nel modo giusto, uniti secondo il montaggio che indica l´istruzione, consente di avere poi un piccolo giocattolo, sorpresa dal sapore più dolce del cioccolato.
“E nella nostra mente quali istruzioni seguiamo per mettere insieme i nostri pensieri, perché ne vengano fuori delle frasi chiare, comprensibili a noi che le diciamo e agli altri che le ascoltano?”, il mio intervento non lascia spazio per alcuna divagazione su quanto è buona la cioccolata e quanto è piacevole la sorpresa.
“Con il tempo lo sai, impari come fare”, dal tono di Antonio capisco che il suo dire sottende un rimproverarmi “Come fai a non saperlo?”
Scrivo alla lavagna “Il cane ha 4 zampe”.
“E´ vero!” rispondono tutti.
Non c´è il cane, osservo.
“Non importa, anche se non c´è sempre 4 zampe deve avere.”
“La mela non è un frutto”.
E di seguito “E´ falsooooo”.
“Il gatto è l´animale più bello”.
Jessica abbozza una smorfia “Solo per alcuni!”
Continuo a scrivere alla lavagna: “ha due zampe”.
Luciano agita la mano “Chi ha due zampe? Se me lo dici ti dico se è vero”.
“Una gallina” suggerisce Nicola, “oppure un´oca o un uccello”.
E un elefante? La mia provocazione li diverte, adesso i bambini ridono.
“Perché queste cose le hanno scritte in un libro di matematica?”, la curiosità di Ilaria presto è condivisa dai più.
Ritorno alla lavagna: 4+4=8
“Vero, logico”, i bambini si rivelano miei complici in questo excursus, sono curiosi di sapere dove porterà tutto questo ragionare.
6-2=45
“Sbagliatoooooo”, puntuale il loro intervento.
Altro esempio:…….=36
“Cosa?” mi chiedono i bambini.
Non so, rispondo, decidetelo voi, questo è il vostro compito in classe.
“E´ una addizione?” mi chiede Filippo.
No, preciso, non solo, posso utilizzare anche la sottrazione per giustificare quel risultato.
E´ il momento della consegna, riporto alla lavagna altri numeri di cui non si conosce l´origine e invito gli alunni a trovare i numeri che attraverso le quattro operazioni, possono dare il risultato indicato.
Poi sorridendo dico “Buon lavoro bambini”, fa eco un “uffà!” come da copione.