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In questo articolo andremo ad analizzare la semantica e la funzione di una particolare forma di comportamento del singolo individuo e di esso legato ad altri per un comune scopo, L’EGOISMO COLLETTIVO, le sue peculiarità, andremo a cercare di comprendere anche tramite degli esempi, quali sono le spinte che inducono più soggetti a compiere azioni di egoismo collettivo. Quali sono i suoi aspetti psicologici, quali sono le sue influenze sulla collettività, su un singolo individuo o su un gruppo e le due variabili positive e negative della messa in atto di tale azione.

L’Egoismo Collettivo da Mario Draghi a Joseph Zen Ze-hiu

Di tanto in tanto sentiamo parlare di “EGOISMO COLLETTIVO” persino nella mia breve biografia lo troverete scritto, questo termine usato anche dall’ex governatore della Banca Centrale Europea Mario Draghi e dal Card. Joseph Zen Ze-kiun durante un intervento internazionale tenuto a Roma, per far emergere una problematica che si stava diffondendo ad Hong-Kong, dove egli è appunto vescovo emerito. Mentre il termine è usato con determinazione da Mario Draghi in un suo discorso al meeting tenuto a Rimini che vado a citare testualmente: Per anni una forma di egoismo collettivo ha indotto i governi a distrarre capacità umane e altre risorse in favore di obiettivi con più certo e immediato ritorno politico…

Cosa è l’Egoismo Collettivo

Ma cos’è l’Egoismo Collettivo? Leggendo il contesto in cui viene inserito può sembrare divergente fra interpretazione fra l’uno e l’altro che ne fanno uso, è possibile quindi che questo termine possa avere più di un senso o essere interpretato in forme diverse? Andiamo quindi a comprenderne cosa si vuole indicare utilizzando tal termine. Quando si parla di egoismo collettivo andiamo ad indicare appunto un fenomeno che coinvolge più individui, siano essi gruppi politici, che se pur sotto un solo simbolo, hanno dietro di esso un gruppo di persone, ossia di singoli individui che utilizzando lo stesso atteggiamento, per l’appunto quello egoistico, essi si trovano ad essere parte di un gruppo non formale, come quello degli egoisti collettivi.

Un esempio pratico di egoismo collettivo possono essere le squadre di calcio, poiché in modo egoistico pensando al raggiungimento di uno scopo, dimenticando “i valori” per cui si svolge uno sport, l’influenza che ne scaturisce sui loro sostenitori, agendo, pensando solo al loro gruppo e l’oggetto proposto come finalità o ricompensa, dimenticando spesso che raggiungere quell’obiettivo per un maggiore guadagno, avrà effetto solo per loro, mettendo in atto a volte comportamenti violenti, che concorderete sono del tutto fuori luogo nello sport, anche perché sono personaggi pubblici quindi di gran risalto per i mass media e ritorneremmo a parlare dell’apprendimento sociale e sul loro effetto sulle generazioni emergenti.
E’ ovviamente chiaro che una squadra di calcio non perderà volutamente una partita decisiva per vincere una coppa, affinché la coppa sia vinta dall’altra squadra!
Per semplificare la comprensione del termine analizzeremo i due termini che lo caratterizzano e poi ne daremo una conclusione definitiva. Partiamo da Egoismo: ha origine dal latino Ego “IO” ed un comportamento assunto da un soggetto che ha come pensiero solo se stesso e del proprio benessere, questo individuo è generalmente attaccato a ciò che possiede, siano essi beni materiali o conoscenza, che non condivide con gli altri. Esempio due uomini dispersi in una foresta trovano una fonte di cibo, l’egoista tenderà a sfamare prima se stesso e se restasse qualcosa “forse” la cederebbe all’altro, sempre se non invaso dall’idea che essendo ancora disperso nella foresta potrebbe volerci molto tempo a raggiungere un luogo abitato e quindi terrebbe tutto il cibo per se, credendo di non trovare un’altra fonte di cibo, quindi di sopravvivenza ( infatti ritengo che l’egoismo come forma morbosa o psicotica non siano altro che l’estremizzazione dell’istinto di sopravvivenza, che si sviluppa troppo in individui con patologie come Narcisismo o in individui che avendo avuto tutto in eccesso, in momenti di “magra” vedano ciò che hanno anche se fosse in comune, come oggetto solo proprio). Passiamo a Collettivo: proviene dal latino collettivus “che raccoglie insieme” è un aggettivo che va ad indicare ciò che più individui condividono, quindi implica non il singolo ma più individui, i quali collaborano per ottenere un beneficio che sarà utile ai soggetti che ne fanno richiesta. Esempio: un gruppo di operai che chiede di poter avere sul luogo di lavoro maggior luminosità per evitare incidenti nel capannone ritenuto da loro (quindi un insieme di individui) poco luminoso e quindi un luogo con maggiori rischi. A contrario la direzione aziendale si opporrebbe perché ritenendo la richiesta non sufficientemente valida, potrebbe quindi negare il beneficio, che avrebbe un costo per l’azienda.

La forma diversa dell’Egoismo Collettivo

A questo punto potremmo parlare si di egoismo collettivo, ma di forma diversa, presupponiamo che venga ottenuto il beneficio, non sarà al sicuro un solo individuo ma l’intero reparto di operari presenti in quel capannone ora e in futuro (starete pensando ma anche per i calciatori il premio partita sarà lo stesso, ma se pensate bene riuscirete a vedere invece l’enorme differenza fra le due messe in atto, il premio partita del giocatore verrà utilizzato per i propri scopi, mentre l’intervento sull’illuminazione del capannone resterà anche ai dipendenti di domani, in più potrebbe aprire all’azienda una visione di miglioramento degli impianti totali, se non ci fosse un solo capannone ma più e quindi mettere al sicuro altri operai) ovviamente non lo saranno tutti gli operai di tutti i capannoni del mondo, ma quelli di quel capannone si. Quindi in quel capannone vi è stata un presa di coscienza dei probabili rischi che gli operai correvano e che ognuno abbia volutamente un miglioramento del sistema d’illuminazione, affinché non solo egli fosse più al sicuro ma anche tutti gli altri, quindi una forma di egoismo collettivo, che potrebbe portare ad uno sciopero degli operai, poiché si richiede un beneficio che loro ritengono essenziale, nonostante ci sia la conoscenza del costo da parte della direzione e delle eventuali perdite economiche in caso di sciopero, andando quindi a non interessarsi della parte degli individui che compone il reparto della direzione.

Conclusioni sull’Egoismo Collettivo

Andiamo quindi a concludere, L’EGOISMO COLLETTIVO se pur condiviso da più persone e quindi difficilmente creerebbe una dissonanza cognitiva fra pensare in modo socialmente utile e agire in modo di usufruire di benefici rivolti al singolo ma condivisi allo stesso modo e alla stessa consistenza con quel gruppo, escludendo quindi il “resto del mondo” è una forma di atteggiamenti aventi due variabili quella finalizzata all’utilità della comunità o finalizzata al solo benessere di un gruppo e quindi negativa come appunto un l’egoismo in se per se, non ha alcuna utilità sociale e non comporta benefici alla collettività se non a quel determinato gruppo che meccanicamente condivide quell’atteggiamento che è appunto l’egoismo collettivo. Quindi la domanda se questo termine può avere ulteriori interpretazioni dal mio punto di vista è si, se per ottenere un beneficio che vada a migliorare le attività di quel gruppo nel senso di sicurezza che verrà poi trasmesso al gruppo di operai seguente, come l’esempio degli operai. L’altra interpretazione può essere quella del finale del discorso di Draghi su riportato come da egli esposto:… ciò non è più accettabile oggi. Privare un giovane del futuro è una delle forme più gravi di diseguaglianza”. Rivolgendosi alla messa in atto dell’egoismo collettivo che, isolerebbe i giovani ma l’intera comunità dove agisce un partito politico, pensando solo a se stessi e non al resto del mondo.

Dottor Luciano Adolfo Di Prata

Dottor Luciano Adolfo Di Prata

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