Chi è Edith Kramer
Edith Kramer, artista e teorica attiva negli Stati Uniti a partire dagli anni Cinquanta, si muove da un’ottica radicalmente diversa rispetto alla lettura diagnostica dell’immagine. Al centro del suo pensiero non c’è il significato nascosto dell’opera, ma l’atto stesso del creare, considerato di per sé uno strumento terapeutico.
Il contributo all’arteterapia
Per Kramer l’espressione artistica del paziente non serve soltanto a portare alla luce i conflitti inconsci, ma a elaborarli e risolverli attraverso il lavoro creativo. Il meccanismo chiave è la sublimazione: dando forma, materia e ordine alle pulsioni, la persona le trasforma in qualcosa di costruttivo, con un effetto di crescita e di maturazione personale. L’opera diventa così una risorsa e non un semplice referto da decifrare. In questo senso Kramer segna il passaggio all’arte come terapia, distinguendosi dall’impostazione di Margaret Naumburg, per la quale il prodotto artistico restava soprattutto materiale da interpretare ai fini del percorso clinico.
Termini correlati
Voci collegate sono arteterapia, processo creativo, sublimazione, crescita personale e Margaret Naumburg, l’altra fondatrice della disciplina rispetto alla quale la posizione di Kramer viene di solito contrapposta.
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