Cosa significa disturbi dell’umore
Per descrivere i disturbi dell’umore occorre partire dagli episodi di alterazione dell’umore: l’episodio depressivo maggiore, l’episodio maniacale, l’episodio misto e l’episodio ipomaniacale. Questi episodi costituiscono le fondamenta della diagnosi, perché ogni disturbo dell’umore si differenzia dagli altri in base alla presenza e alla frequenza dell’uno o dell’altro episodio. Un disturbo depressivo unipolare, per esempio, prevede solo episodi depressivi; i disturbi bipolari alternano fasi opposte.
Eziologia e trattamento
Il modello eziologico oggi prevalente è quello della vulnerabilità allo stress. Tra i fattori di vulnerabilità figurano l’ereditarietà e aspetti neuromorfologici, farmacologici, neurofisiologici, endocrinologici e psicologici. Tra i fattori di rischio si collocano un eccesso di avvenimenti traumatici nei 6-12 mesi precedenti l’episodio depressivo e le condizioni di stress prolungato. Nel 95% dei casi la terapia è ambulatoriale e il ricovero è necessario solo nei quadri molto gravi, mentre la cura in ospedale diurno è spesso di grande utilità. Di norma l’uso di farmaci antidepressivi viene associato alla psicoterapia.
Termini correlati
Episodio depressivo maggiore, episodio maniacale, disturbo depressivo maggiore, disturbo distimico, disturbi bipolari, vulnerabilità allo stress.
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