Cosa cambia davvero
Il primo dato è quantitativo: l’incontro online è oggi fra le modalità più diffuse di formazione delle coppie, e in alcuni paesi la più diffusa in assoluto.
Il secondo è che le relazioni nate online non risultano peggiori di quelle nate altrove per stabilità e soddisfazione. È il dato che ridimensiona buona parte dell’allarme.
Un effetto documentato e meno discusso: l’incontro online aumenta la probabilità di legami fra persone di gruppi diversi (per origine, formazione, provenienza geografica) perché supera i confini delle reti sociali preesistenti.
Ciò che cambia in modo sostanziale è il numero di opzioni disponibili, e su questo la ricerca ha qualcosa da dire.
Il problema della scelta
Un ampio numero di alternative non produce necessariamente scelte migliori.
Con molte opzioni si passa più facilmente a una valutazione superficiale, basata su criteri facilmente confrontabili (l’aspetto, l’altezza, la professione) che sono proprio quelli che predicono peggio la soddisfazione della relazione.
Si aggiunge un risultato solido della ricerca sulle coppie: le caratteristiche dichiarate come desiderate non predicono chi si troverà attraente dal vivo. Le preferenze esplicite hanno scarso valore predittivo, e i profili si basano esattamente su quelle.
E c’è un dato che smonta la promessa degli algoritmi di compatibilità: le caratteristiche dei singoli partner predicono la soddisfazione molto meglio della loro combinazione. L’idea di poter calcolare l’incastro fra due persone prima che si conoscano non ha supporto empirico.
Sull’idealizzazione
Il testo originale coglie un elemento reale, e vale la pena renderlo preciso.
Quando le informazioni sono poche, la mente riempie i vuoti in modo favorevole. È un fenomeno documentato nella comunicazione mediata: si costruisce un’immagine dell’altro più coerente e più desiderabile della persona reale.
Ne segue che il rischio non è tanto la delusione all’incontro, quanto il divario fra un’immagine costruita e una persona con caratteristiche proprie. La ricerca suggerisce che tempi lunghi di scambio prima dell’incontro aumentano quel divario anziché ridurlo.
Va però aggiunto qualcosa che riequilibra il quadro: una moderata idealizzazione del partner è associata a maggiore soddisfazione nelle relazioni già stabilite, non a minore. Vedere l’altro un po’ meglio di quanto sia sembra proteggere, purché resti ancorata alla persona reale.
Cosa predice la soddisfazione
Indipendentemente da dove ci si è conosciuti, i fattori sono gli stessi.
La reattività (rispondere in modo che l’altro si senta compreso) è l’ingrediente relazionale meglio documentato. Il modo di reagire alle buone notizie pesa quanto la gestione dei conflitti. La riparazione dopo l’attrito conta più della sua assenza. E la percezione di equità nei carichi condivisi è associata in modo consistente alla soddisfazione.
Nessuno di questi elementi è visibile in un profilo, ed è probabilmente la ragione per cui la selezione preliminare aiuta meno di quanto prometta.
Due cautele
La prima riguarda la sicurezza: l’incontro con persone conosciute online comporta rischi reali, e le precauzioni ordinarie (primo incontro in luogo pubblico, informare qualcuno, mantenere autonomia negli spostamenti) restano appropriate.
La seconda riguarda l’uso: la ricerca associa l’uso intensivo di queste applicazioni a maggiore insoddisfazione corporea e a umore peggiore in una parte degli utilizzatori, con relazione probabilmente reciproca, chi sta peggio le usa di più, e usarle di più peggiora l’umore.
Un criterio pratico coerente con i dati: la selezione preliminare ha rendimenti decrescenti. Poiché ciò che conta emerge nell’interazione e non nel profilo, incontrarsi presto e con aspettative contenute funziona meglio del cercare a lungo la corrispondenza perfetta.
Domande frequenti
Le coppie nate online funzionano peggio?
No: per stabilita e soddisfazione non risultano peggiori delle altre. E l’incontro online aumenta i legami fra persone di gruppi sociali diversi.
Piu opzioni significano scelte migliori?
No: con molte alternative si scivola verso criteri superficiali e facilmente confrontabili, che sono quelli che predicono peggio la soddisfazione.
Gli algoritmi di compatibilita funzionano?
Le caratteristiche dei singoli predicono la soddisfazione meglio della loro combinazione: calcolare l’incastro prima che due persone si conoscano non ha supporto.
Idealizzare il partner e sempre negativo?
Nelle relazioni gia stabilite una moderata idealizzazione e associata a maggiore soddisfazione. Il problema e costruire un’immagine su informazioni scarse prima di conoscersi.
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