I soggetti che soffrono di bulimia nervosa fanno ricorso a frequenti abbuffate e all’uso ricorrente e inappropriato di condotte compensatorie per il controllo del peso.
Per abbuffata si intende l’assunzione di una quantità di cibo in un periodo di tempo definito (entro le due ore) molto maggiore di quella che la maggior parte della gente mangerebbe nello stesso arco di tempo e in situazioni simili. Durante l’episodio il soggetto vive la sensazione di un’ irrimediabile perdita di controllo che si manifesta con il non riuscire a smettere di mangiare.
Le condotte compensatorie per controllare l’aumento di peso sono: vomito autoindotto, abuso di purganti, diuretici o enteroclismi, digiuno, esercizio fisico eccessivo.
In particolare si parla di due sottotipi:
-Bulimia nervosa con condotte di eliminazione, se il soggetto pratica vomito autoindotto, uso inappropriato di purganti, diuretici o enteroclismi.
-Bulimia nervosa senza condotte di eliminazione, se il soggetto alterna il digiuno all’esercizio fisico eccessivo senza ricorrere alle altre condotte espulsive.
Secondo i criteri stabiliti dal DSM-IV le abbuffate e le condotte compensatorie si verificano almeno due volte a settimana per almeno tre mesi.
I livelli di autostima sono fortemente influenzati dalla forma e dal peso del corpo.
In genere e i soggetti tengono nascoste le loro pratiche alimentari di cui si vergognano notevolmente. Pur non riuscendo a controllare l’impulso ad abbuffarsi i soggetti al termine degli episodi riferiscono di sentirsi in colpa e di provare forti sentimenti di inadeguatezza e di frustrazione. In genere, sebbene questi soggetti siano normopeso, hanno ideali “anoressici”, ovvero desiderano raggiungere il sottopeso e vivono come un fallimento il non riuscire a farlo.