Cosa significa parlare di obiettivi in arteterapia
Il fare arte mette in gioco registri sensoriali e comunicativi che il linguaggio verbale da solo non raggiunge. Proprio per questo l’arteterapia supera i limiti delle terapie esclusivamente verbali: recupera modalità espressive vicine a quelle infantili, stimola la creatività e apre un canale a chi, per qualsiasi ragione, incontra difficoltà di comunicazione.
Gli obiettivi non riguardano la qualità estetica di quanto viene prodotto. Il disegno, il gesto o la forma modellata sono strumenti, non prestazioni da valutare. Ciò che conta è il processo che si attiva mentre la persona dà forma a qualcosa di proprio.
Gli obiettivi dell’arteterapia in pratica
Nella pratica clinica ed educativa, il lavoro arteterapeutico tende a perseguire alcuni traguardi ricorrenti:
- esprimere emozioni e sentimenti inibiti, o di cui è difficile parlare;
- identificare e affrontare conflitti e blocchi emozionali;
- migliorare la conoscenza e il rapporto con il proprio corpo;
- aumentare l’autoconsapevolezza;
- incrementare l’autostima e la percezione di autoefficacia;
- affermare sé stessi, la propria identità e la propria individualità;
- sviluppare nuove strategie di comportamento;
- incrementare le capacità relazionali e comunicative.
Questi obiettivi vengono calibrati sulla persona e sul contesto: in ambito psichiatrico prevale il sostegno alla comunicazione, in riabilitazione il rapporto con il corpo e l’autonomia, in ambito educativo la crescita dell’autoconsapevolezza.
Termini correlati
Arteterapia, area terapeutica, area riabilitativa, area dell’educazione, autoefficacia, autoconsapevolezza.
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