Psicologia del Lavoro e Organizzazioni

Allenameto all’armonia ed alla positività

La psicologia positiva ha prodotto esercizi semplici e verificabili, con effetti reali ma piccoli. Ha anche prodotto una retorica del pensiero positivo che, applicata alle situazioni sbagliate, fa danno. Articolo divulgativo, non sostituisce una valutazione professionale. Se il malessere è persistente il riferimento è il medico di base o uno psicologo; in caso di crisi: […]

Allenameto all’armonia ed alla positività
La psicologia positiva ha prodotto esercizi semplici e verificabili, con effetti reali ma piccoli. Ha anche prodotto una retorica del pensiero positivo che, applicata alle situazioni sbagliate, fa danno.
Articolo divulgativo, non sostituisce una valutazione professionale. Se il malessere è persistente il riferimento è il medico di base o uno psicologo; in caso di crisi: 112, Telefono Amico 02 2327 2327.

Cosa ha evidenze

Gli interventi della psicologia positiva sono stati sottoposti a verifica, e il quadro è chiaro nella sua modestia.

Le meta-analisi indicano effetti piccoli su benessere e sintomi depressivi, con una tendenza alla riduzione nel tempo dopo la fine dell’intervento.

Va segnalato che le prime stime erano più ottimistiche: analisi successive, che hanno tenuto conto della qualità metodologica e della tendenza a pubblicare solo i risultati positivi, le hanno ridimensionate.

Fra i singoli esercizi, quelli con supporto più consistente sono l’annotazione regolare di eventi positivi con la loro spiegazione, l’espressione di gratitudine rivolta a una persona specifica, e l’uso deliberato dei propri punti di forza in modi nuovi.

Il fattore che predice meglio il beneficio non è l’esercizio scelto ma la continuità con cui viene praticato, insieme alla convinzione che possa funzionare.

Il meccanismo più solido

Al di là degli esercizi, esiste una competenza con basi molto più robuste: la rivalutazione cognitiva, cioè la capacità di modificare il significato attribuito a una situazione.

È una delle strategie di regolazione emotiva con il miglior supporto empirico, e si contrappone alla soppressione dell’espressione emotiva, che è fra quelle con esiti peggiori: non riduce l’esperienza interna e aumenta il carico fisiologico.

La distinzione è importante perché nel linguaggio comune vengono confuse. Rivalutare significa vedere la situazione in un altro modo; sopprimere significa nascondere ciò che si prova continuando a provarlo.

Va aggiunta una precisazione che vale come criterio: la rivalutazione funziona bene sulle situazioni che non si possono cambiare. Dove la situazione è modificabile, cambiarla è più efficace che reinterpretarla.

Quando fa danno

È la parte che la divulgazione omette, ed è documentata.

La pressione a mostrarsi positivi in situazioni di sofferenza reale (lutto, malattia, perdita del lavoro, violenza) produce quello che è stato descritto come positività tossica: invalida l’esperienza della persona e la lascia sola.

Esiste un risultato sperimentale netto: incoraggiare a ripetersi affermazioni positive migliora l’umore in chi ha già un’autostima elevata, e lo peggiora in chi ha un’autostima bassa, cioè proprio in chi le tecniche vorrebbero aiutare. Ripetersi qualcosa a cui non si crede rende più saliente la distanza.

Va aggiunto un elemento che riguarda la salute: la convinzione che l’atteggiamento mentale determini il decorso di una malattia grave non è sostenuta dalle evidenze, ed espone le persone malate a un senso di colpa aggiuntivo se le cose vanno male.

Infine, sul piano sociale: attribuire il benessere alla sola disposizione individuale sposta l’attenzione dalle condizioni materiali (reddito, lavoro, salute, relazioni) che pesano in modo documentato e non si correggono con un esercizio.

Cosa funziona meglio degli esercizi

Un’osservazione utile per chiudere.

Gli interventi con gli effetti più consistenti sul benessere quotidiano non appartengono alla psicologia positiva: sonno regolare, attività fisica, relazioni di sostegno e riduzione dell’insicurezza economica.

Un’ulteriore indicazione con supporto: perseguire la felicità come obiettivo esplicito è associato, in alcuni studi, a minore benessere. Il benessere si comporta più come un sottoprodotto dell’impegno in attività dotate di senso che come un traguardo da raggiungere direttamente.

La versione difendibile della proposta iniziale è quindi più circoscritta: alcuni esercizi aiutano un po’, a chi li pratica con costanza e in condizioni non estreme. È poco rispetto alle promesse, ma è vero, e non colpevolizza nessuno.

Domande frequenti

Gli esercizi di psicologia positiva funzionano?

Hanno effetti piccoli su benessere e sintomi depressivi, tendenzialmente in riduzione dopo la fine della pratica. Le prime stime, piu ottimistiche, sono state ridimensionate.

Qual e la strategia con basi piu solide?

La rivalutazione cognitiva, cioe modificare il significato attribuito a una situazione. Da non confondere con la soppressione delle emozioni, che ha esiti peggiori.

Ripetersi affermazioni positive aiuta?

Migliora l’umore in chi ha gia un’autostima elevata e lo peggiora in chi l’ha bassa, cioe proprio in chi dovrebbe trarne beneficio.

L’atteggiamento mentale influenza il decorso di una malattia?

Non nella misura che si dice: la convinzione non e sostenuta dalle evidenze ed espone le persone malate a un senso di colpa aggiuntivo.

Gli esercizi di psicologia positiva hanno effetti reali ma piccoli e tendenzialmente transitori, e contano piu la costanza e l’aspettativa dell’esercizio scelto. La competenza con basi solide e la rivalutazione cognitiva, utile dove la situazione non e modificabile: altrimenti conviene cambiarla. Le affermazioni positive peggiorano l’umore in chi ha bassa autostima, e la pressione a essere positivi in una sofferenza reale invalida chi la vive. E cio che pesa di piu resta sonno, movimento, relazioni e sicurezza economica.
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2 risposte a “Allenameto all’armonia ed alla positività”

  1. […] Avere un approccio positivo è fondamentale nella vita, soprattutto per superare gli ostacoli nel proprio lavoro e non essere troppo rigidi verso se stessi. E’ opportuno saper staccare la “ spina “ e lasciare i problemi lavorativi a lavoro. Il tempo che si trascorre con i propri cari per essere “ buono ” deve essere privo di pensieri e tensioni che altrimenti potrebbero compromettere anche le relazioni che si vivono in quel momento […]

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