Alain Touraine osservò invece l’evoluzione tecnologica da un punto di vista nuovo, propositivo, anziché critico: la considerò non come il presagio di una irreversibile condanna al degrado del lavoro umano, ma come una possibilità di riqualificazione intellettuale:
“…l’evoluzione tecnica condanna lo spirito tecnocratico che ad essa immediatamente si richiama…”
L’autore focalizzò l’attenzione su l’autorealizzazione individuale, sulla possibilità per l’individuo di costruirsi una propria professionalità, contribuendo a edificare e a definire il clima organizzativo in cui poter crescere professionalmente:
“…accettiamo quindi la divisione del lavoro dove si dimostra necessaria, ma con la speranza che la macchina si incaricherà sempre di più dei lavori semplificati; e richiediamo […] un insegnamento che non soltanto li salvi dall’abbrutimento, ma soprattutto che li inciti a trovare il modo di comandare la macchina invece di essere loro stessi la macchina comandata.”
Touraine, partendo dalla considerazione dell’evoluzione tecnologica, individuò, nella sua opera del 1955, tre fasi storiche che corrispondono a tre differenti sistemi di lavoro e di scenari lavorativi; la ricerca si svolse tra il 1948 e il 1949 presso gli stabilimenti automobilistici Renault di Billancourt e consiste in una descrizione dell’evoluzione tecnologica e del corrispondente cambiamento dei ruoli che gli individui svolgono, in rapporto alle macchine, all’interno degli ambienti di lavoro.
Con l’introduzione e l’utilizzo delle “macchine automatiche”, si giunge, secondo Touraine, non ad un’ulteriore scomposizione del lavoro, ma ad una riumanizzazione di questo, supportata dall’innovazione e dall’evoluzione tecnico-produttiva.
Il lavoratore non è più al servizio della macchina, piuttosto questa dipende dal lavoratore, che la controlla e la manovra grazie alle sue capacità e competenze tecnico-specialistiche.
Ogni attore organizzativo occupa un ruolo, che diventa simbolo delle sue abilità e delle sue “qualità sociali, cioè della loro attitudine ad occupare un determinato posto in un’organizzazione allo stesso tempo tecnica e sociale”. Si stabilisce, quindi, una salda connessione tra elementi sociali e tecnici e quindi, anche a livello di gestione organizzativa, si manifesta l’esigenza di potenziare l’interesse per gli aspetti umani del lavoro.