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Abilità Cognitive ed Intenzione di scegliere la Facoltà Universitaria

Le abilità cognitive di un adolescente influenzano il suo orientamento verso la scelta universitaria? Uno studio condotto su studenti delle scuole superiori ha indagato proprio questo, mettendo in relazione i profili attitudinali con l’indirizzo scolastico frequentato e l’intenzione di iscriversi a una determinata facoltà, con risultati utili per ripensare l’orientamento formativo. Il problema di partenza […]

Psicolab — Abilità Cognitive ed Intenzione di scegliere la Facoltà Universitaria
Le abilità cognitive di un adolescente influenzano il suo orientamento verso la scelta universitaria? Uno studio condotto su studenti delle scuole superiori ha indagato proprio questo, mettendo in relazione i profili attitudinali con l’indirizzo scolastico frequentato e l’intenzione di iscriversi a una determinata facoltà, con risultati utili per ripensare l’orientamento formativo.

Il problema di partenza

La dimensione cognitiva è una variabile individuale importante quando ci si orienta verso una scelta. Eppure, indagini precedenti mostrano che le caratteristiche attitudinali sono state più spesso studiate in relazione al rendimento accademico, cioè ai risultati ottenuti una volta iscritti, piuttosto che rispetto alla scelta scolastico-professionale in sé. In altre parole, si è studiato molto come le abilità cognitive predicano il successo negli studi, e molto meno come esse si intreccino con l’intenzione di scegliere un percorso.

Partendo dai risultati di uno studio precedente, che considerava la scelta effettiva, ovvero la reale immatricolazione dello studente, questa ricerca si è posta l’obiettivo di studiare le abilità cognitive degli adolescenti rispetto a tre elementi: il genere, il tipo di scuola media superiore frequentato e l’intenzione di scegliere una facoltà universitaria. L’ipotesi di lavoro prevedeva differenze significative soprattutto rispetto all’indirizzo scolastico.

Come è stata condotta la ricerca

Il campione era costituito da 268 studenti delle ultime due classi superiori, provenienti da indirizzi diversi di un plesso scolastico in provincia di Firenze. Ai partecipanti sono stati somministrati due strumenti: un Questionario sull’Intenzione Comportamentale, che rileva la scelta ipotetica tra dodici facoltà universitarie, e una Batteria di Test di Abilità Cognitive.

L’analisi dei dati

Dopo aver codificato in aree il grado di preferenza espresso dagli studenti per ciascuna facoltà, i ricercatori hanno utilizzato due test non parametrici per le differenze tra i sessi e due analisi della varianza a una via, una per le differenze tra indirizzi scolastici e l’altra per quelle tra aree universitarie. A queste si è aggiunta un’analisi discriminante, pensata per individuare l’abilità cognitiva che differenzia maggiormente le intenzioni comportamentali degli studenti.

I risultati principali

Gli studenti che frequentano indirizzi diversi di scuola superiore, senza differenze marcate rispetto al sesso, sembrano distinguersi fra loro per profili attitudinali diversi. Gli stessi studenti, però, esprimono intenzioni di scelta universitaria sulla base delle quali non risultano invece differenziabili per le loro abilità cognitive. Tra le cinque abilità considerate, quella generale è risultata la più capace di discriminare i gruppi di intenzione comportamentale.

Emerge quindi un quadro sfaccettato: l’indirizzo scolastico si accompagna a profili attitudinali distinti, mentre l’intenzione di scelta universitaria non si lascia leggere in modo netto attraverso le sole abilità cognitive.

Che cosa suggeriscono le conclusioni

I risultati sembrano confermare l’utilità di contemplare misure attitudinali all’interno di un intervento di orientamento formativo. Conoscere il profilo di abilità di uno studente non serve a prevedere meccanicamente la sua scelta, ma può arricchire il lavoro di orientamento, aiutandolo a leggere meglio le proprie risorse. Lo studio suggerisce inoltre la necessità di una prospettiva longitudinale nell’indagine della scelta universitaria, capace cioè di seguire gli studenti nel tempo anziché fotografarli in un solo momento.

Domande frequenti

Le abilità cognitive determinano la scelta della facoltà?

Secondo lo studio, no in modo diretto: gli studenti non risultavano differenziabili per abilità cognitive in base alla facoltà che intendevano scegliere. Le abilità restano però una variabile utile da considerare nell’orientamento.

Che cosa distingueva maggiormente gli studenti?

L’indirizzo di scuola superiore frequentato: studenti di indirizzi diversi mostravano profili attitudinali diversi, senza differenze marcate legate al sesso.

Perché si parla di prospettiva longitudinale?

Perché la scelta universitaria è un processo che si sviluppa nel tempo. Seguire gli studenti lungo più fasi, invece di misurarli una sola volta, permetterebbe di comprendere meglio come maturano le loro intenzioni.

A che cosa serve questo tipo di ricerca?

A migliorare gli interventi di orientamento formativo, integrando misure attitudinali che aiutino i ragazzi a conoscere le proprie risorse cognitive e a compiere scelte più consapevoli.

Lo studio mostra che le abilità cognitive, da sole, non spiegano quale facoltà un adolescente intende scegliere, mentre l’indirizzo scolastico si accompagna a profili attitudinali distinti. Il messaggio pratico è chiaro: l’orientamento formativo ha molto da guadagnare dall’integrare misure attitudinali e da adottare uno sguardo che segue i ragazzi nel tempo, senza ridurre una scelta complessa a un solo punteggio.
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