Continuando sulla scia del soggettivismo, nel 1977, comparve un interessante articolo scritto da Lyanne Zucker che rivendicò la necessità di partire, nello studio delle organizzazioni, dal punto di vista dei soggetti.
La Zucker prese le distanze, in particolar modo, proprio dal funzionalismo di Parsons e dalla sua tendenza a considerare le organizzazioni come entità esterne e indipendenti dai soggetti, capaci di esercitare un’azione quasi costrittiva sulle condotte individuali, senza così riconoscere agli individui un ruolo autonomo nel mantenimento e nella trasmissione di valori e norme.
La Zucker non rifiutò il fatto che l’organizzazione potesse esercitare una notevole influenza sui soggetti, ma riconobbe anche che le regole attraverso le quali l’organizzazione esercita tale influenza si definiscono sulla base di comportamenti esemplificativi, che legittimano la validità della norma e la rendono comprensibile ai soggetti che la seguono.
Il metodo etnometodologico della Zucker seguì proprio questo principio, partendo dall’assunto secondo il quale la realtà è una costruzione sociale, cioè tutto ciò che noi esperiamo dipende e si costituisce alla stregua dei modi attraverso i quali lo osserviamo. L’etnometodologia consiste prevalentemente nell’analisi microsociologica delle più svariate situazioni di vita, soprattutto le più insolite e inattese ed ha lo scopo di conoscere il ruolo delle istituzioni nella trasmissione di cultura da una generazione all’altra.
L’impronta lasciata dall’etnometodologia, ci fa pensare ad un sempre maggiore avvicinamento all’osservazione e all’analisi dei vissuti, che devono e possono essere esperiti solo a partire dalle azioni e reazioni comportamentali dei soggetti.
La marcata attenzione nei confronti delle esperienze soggettive è un’attestazione palese dell’importanza riconosciuta alle modalità di percezione della realtà e all’influenza che tali modalità percettive possono esercitare sulle realtà organizzative.
Dedicarsi, come fece la Zucker, all’elaborazione di un modello che potesse condurre ad un’efficace osservazione dei comportamenti e delle reazioni individuali, significa avvicinarsi ad uno studio sistematico dei vissuti dei soggetti anche in ambito organizzativo, significa avvicinarsi alla convinzione che è indispensabile sapere come il soggetto vive la propria realtà lavorativa per comprendere l’efficacia del suo funzionamento.