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Amitai Etzioni

Gli aspetti dell’organizzazione più propriamente legati e dipendenti dagli individui che la compongono si annoverano tra gli elementi centrali del pensiero sociologico di Selznick, come di quello di Amitai Etzioni, presentato nel 1960.
L’autore sottolineò, infatti, che i sistemi aziendali si reggono, fondamentalmente, sulla congruenza tra il tipo di controllo organizzativo e l’orientamento dei sottoposti.
Già il suo assunto di base ci riporta su un piano più incentrato sull’individuo e il suo concetto di compliance, sottolineò ancora di più l’importanza della dimensione soggettiva.
Per compliance Etzioni intese la disposizione individuale ad adottare una condotta conforme agli ordini ricevuti.
Questo concetto fu considerato dall’autore come una variabile strategica per l’analisi aziendale ed in funzione delle modalità di manifestazione di questa, Etzioni individuò tre tipologie di organizzazioni, che definì coercitive, remunerative e normative.
Le organizzazioni coercitive sono caratterizzate da un potere esercitato sotto forma di minaccia di sanzioni o di punizioni al quale si contrappone un atteggiamento di alienazione e di pressoché http:\\/\\/psicolab.neto coinvolgimento da parte di chi sottostà al potere.
Le organizzazioni remunerative sono invece caratterizzate dall’uso di mezzi economici attraverso i quali si esercita potere su sottoposti che si rivolgono all’azienda prevalentemente con un atteggiamento di tipo utilitaristico.
Le organizzazioni normative, infine, fanno ricorso a risorse morali e simboliche rivolgendosi a soggetti motivati da convinzioni e volontariamente aderenti.
Questa classificazione ci mostra come le tipologie organizzative vengano definite a partire dagli atteggiamenti e dai comportamenti dei soggetti che le costituiscono. Sono quindi gli individui e le loro disposizioni a costituire l’organizzazione, che non può essere considerata come un’entità a se stante.
La compliance di cui parla Etzioni è una variabile che può essere ricondotta al concetto di clima. Infatti, se il grado e le modalità di disposizione all’obbedienza determinano la tipologia di organizzazione di fronte alla quale ci troviamo, determineranno, in parte, anche il modo di vivere e di percepire l’ambiente all’interno del quale i soggetti svolgono la propria professione.
La compliance può essere quindi intesa come una variabile potenzialmente connessa a quella di clima, se la intendiamo come determinante il rapporto tra ruoli gerarchicamente verticali.
La mia affermazione deriva, tra l’altro, dalle posizioni teoriche di noti autori, come Hemphill e Payne e Pheysey, che, parlando di orientamento alle regole/norme ed identificandolo come uno dei 24 fattori del Group dimensions descriptive questionnaire, evidenziarono l’influenza della disposizione all’accettazione delle regole sulla percezione climatica.

Immagine di Elena Gaiffi

Elena Gaiffi

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