Il “fumo passivo” (passive smoke o second hand smoke) è quello che viene inalato involontariamente dalle persone che vivono a contatto con uno o più fumatori attivi ed è il principale inquinante degli ambienti chiusi. Quando una sigaretta viene fumata, il fumo che si sviluppa è di due tipi:
–centrale (in inglese mainstream smoke) che rappresenta il fumo attivo ed è prodotto dall´aspirazione del fumatore in gran parte inalato (corrente primaria), e solo in parte espirato (corrente terziaria).
–laterale (in inglese sidestream smoke) che rappresenta il fumo passivo ed è prodotto prevalentemente dalla combustione lenta della sigaretta lasciata bruciare passivamente nel portacenere o in mano fra un “tiro” e l´altro (corrente secondaria), e dal fumo espirato dal fumatore attivo (corrente terziaria).
Questa distinzione tra i due tipi di fumo corrisponde a differenze nella loro composizione.
Ricerche di chimica analitica hanno dimostrato che nel fumo laterale alcune sostanze irritative, ossidanti e cancerogene sono presenti in concentrazione superiore a quella del primo centrale; naturalmente il fumo “laterale” è molto diluito nell´aria ambiente, mentre il fumo “centrale è concentrato tutto all´interno dell´apparato respiratorio del fumatore.
E´ importante ricordare che, quando il fumatore inspira profondamente il fumo, più della metà dei prodotti tossici (particolarmente catrame e monossido di carbonio) vengono trattenuti. Inoltre, è necessario sottolineare anche la profonda nocività del fumo passivo, che viene respirato dal non fumatore senza però la protezione data dal filtro, di cui di solito sono provviste la maggior delle sigarette in commercio; il filtro svolge infatti la funzione di assorbire in parte le sostanze tossiche dovute alla combustione della sigaretta, cercando di limitare i danni causati dal fumo. L´inquinamento ambientale è costituito per 6/7 dal fumo laterale e per 1/7 dal fumo centrale espirato dal fumatore.