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Le Motivazioni a fumare

Perché si comincia a fumare? Le motivazioni che spingono a fumare sono numerose e molto diverse fra loro. Per il giovane, la naturale curiosità che si prova per tutto ciò che è nuovo, oppure il valore simbolico di comportamenti che per il giovane rappresentano l’iniziazione al mondo degli adulti; un atto di ribellione verso la famiglia e la società oppure, viceversa, la ricerca di un sostegno nel caso di difficoltà scolastiche, lavorative ed ambientali in genere.per la donna l’emancipazione da un certo stato di soggezione Tale motivazione vale anche per gli adulti, come anche la noia e l’insofferenza per l’ambiente nel quale si vive. In un secondo tempo subentra un fattore che moltiplica gli effetti delle motivazioni specifiche: la libera disponibilità della droga, sotto forma di sigaretta facilmente acquistabile o, addirittura, liberamente disponibile nell’ambiente familiare.
Qualunque sia la motivazione iniziale, il quadro cambia quando il tabacco comincia a manifestare i suoi effetti. Molti ricordano la nausea, i giramenti di testa, le palpitazioni provocate dalla prima sigaretta; nonostante ciò, raramente essi si sono trattenuti dal riprovare. Già la seconda volta gli inconvenienti si attenuano, poi scompaiono. È allora che si manifestano, in tutta la loro forza, gli effetti caratteristici del tabacco.
A differenza di quanto si verifica con altre droghe, gli effetti mentali del tabacco e della nicotina sono disgiunti da un rischio apprezzabile di abuso. Al contrario, secondo studi condotti prima nell’animale (Bovet et al., 1966) ed in seguito nell’uomo, essi comportano un miglioramento dell’attenzione e dell’apprendimento, associati a proprietà calmanti e stimolanti insieme. È stato dimostrato che la nicotina aumenta il livello di eccitazione del Nucleus accumbens, una struttura cerebrale che gioca un ruolo centrale nella percezione del piacere; questo fenomeno rende allettante il fumo e ne spiega la vasta diffusione.
È utile ricordare che, di là delle loro diversità, tutte le droghe sono accomunate da effetti mentali piacevoli e desiderabili ; essi si traducono in una disattivazione dei meccanismi che mantengono entro limiti fisiologici alcuni importanti processi mentali. Alcune droghe riducono i segnali spiacevoli, come il dolore, l’ansia e la paura, procurando un senso di sollievo che attenua la percezione della loro pericolosità. Altre, invece, disattivano il segnale di allarme costituito dal senso di fatica, di fame e di sete, consentendo di sostenere sforzi altrimenti impossibili.
Questa è la caratteristica centrale delle droghe, quella che spinge alloro utilizzo; da ciò deriva una serie di sensazioni ed effetti da un lato pericolosi, ma dall’altro piacevoli e, talvolta, anche utili. Anche il tabacco non si sottrae a questa regola.

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