Il tabagismo, una «sindrome tossica conseguente all’uso eccessivo e protratto di tabacco», va propriamente considerato una tossicofilia, contraddistinta da un elevato grado di dipendenza. Le proprietà del tabacco sono in larga misura riconducibili alla nicotina, un alcaloide liquido, oleoso e volatile. Questa sostanza, contenuta nelle foglie in concentrazioni comprese tra lo 0,6 ed il 9 per cento, agisce sui gangli del sistema nervoso, che funzionano come stazioni intermedie di molte funzioni, centrali e periferiche, di tipo sia eccitatorio sia inibitorio. L’azione della nicotina tende ad invertirsi con le dosi: a quelle basse spesso, ma non sempre, prevale l’eccitazione, a quelle alte l’inibizione, fino alla paralisi. A livello del letto arterioso prevale la vasocostrizione, unita ad un aumento della coagulabilità del sangue. Tuttavia, la risposta alla nicotina dipende anche da fattori genetici ed ambientali: infatti, la stessa persona può ricavare dalla sigaretta un senso di piacere e di serenità in alcuni momenti, di eccitazione ed euforia in altri; è stata dimostrata, inoltre, un’azione favorevolesull’apprendimento e sulla capacità di concentrazione.
Col passare del tempo l’organismo si controadatta alla nicotina, sviluppando funzioni di senso opposto. Ne derivano i due fenomeni, tra loro strettamente collegati, della tolleranza e della dipendenza. Entrambi sono in larga misura espressione di un controadattamento a carattere difensivo da parte dell’organismo, che tende a ripristinare il suo originale stato funzionale.
La nicotina viene classificata dal DSM IV- TR , ovvero il “Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders IV Edizione”, come una sostanza d’abuso,al pari di tutte le altre. Tuttavia, va confinata in una categoria speciale perché non comporta alterazioni mentali acute, con perdita del controllo delle proprie azioni, che si osservano nel caso di altre droghe (OMS, 1991).
Il tabacco ha manifestato in pieno la sua pericolosità solo in tempi relativamente recenti, principalmente in relazione a quattro elementi: la sua diffusione, sotto forma di tabagismo, presso strati sempre più ampi della popolazione; l’emergere, col progressivo allungamento della vita, degli effetti ritardati, soprattutto cancerogeni; il ricorso ad estese indagini epidemiologiche, che hanno accertato la correlazione esistente tra consumo di tabacco ed alcune patologie; la ricerca scientifica che, oltre a isolare, identificare e caratterizzare i principi attivi del tabacco anche sul piano tossicologico, ha documentato la mutagenicità e carcinogenicità dei prodotti della sua combustione.