I disturbi del linguaggio possono riguardarne l’articolazione, l’espressione, la comprensione, la fluidità in soggetti senza un deficit intellettivo e senza affezioni neuropsichiatriche e organiche locali o generali che le giustifichino.
I disturbi dell’articolazione (dislalia) consistono in frequenti e ricorrenti errori dell’articolazione e della pronuncia della parola che interessano il 10% dei bambini al di sotto e il 5% al di sopra degli otto anni. Nei casi leggeri è abituale la guarigione spontanea.
Il disturbo dell’espressione o della ricezione riguarda dal 3 al 10% dei ragazzi in età scolare e si manifesta a partire dai 18 mesi, a dire o capire parole semplici, nonostante il desiderio di farlo.
Le balbuzie consistono in frequenti ripetizioni, prolungamenti di suoni o sillabe, oppure in esitazioni e pause che disturbano la fluidità e il ritmo del discorso; si accentuano per influenze emotive e in seguito a forte desiderio di parlare. Evidente la familiarità. Colpiti il 10% dei ragazzi dai due ai sette anni. La maggior parte va incontro a guarigione spontanea.
Tutte le manifestazioni sopra descritte sono 2-3 volte più frequenti nei maschi che nelle femmine.
Le cause del disturbo non sono conosciute, ma in genere vengono invocati fattori psicogeni, di apprendimento, di ritardo maturativi, familiari e costituzionali. Importanti le conseguenze sul piano sociale e sullo stato soggettivo di chi ne soffre.
La prognosi, nei casi non troppo gravi, è in genere favorevole.
Sono vantaggiose le terapie del linguaggio, mentre per le conseguenze del disturbo, lo sono le abituali psicoterapie.