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Un giovane sta leggendo con attenzione seduto su di una sedia. Dopo qualche attimo un amico suona alla sua porta. Le immagini si spostano sulla conclusione di una lezione universitaria del prof. Gerald Lambeau, il quale sta presentando un problema di matematica di difficile soluzione.

Inizia così la storia di Will Hunting, il “genio ribelle” di South Boston che ha un passato da dimenticare: rimasto orfano molto presto, è stato affidato a vari genitori adottivi, di cui alcuni hanno usato violenza su di lui.

La violenza è entrata così nel suo stile di vita e, nonostante le sue doti superiori alla norma (Will risolve agevolmente il difficilissimo problema di matematica posto nella lavagna del corridoio dal prof. Lambeau), si caccia spesso nei guai ingaggiando risse, l´ultima delle quali conclusasi con un reato piuttosto grave (resistenza a pubblico ufficiale).

Mentre alla prestigiosa Massachusetts Institute of Technology tutti quanti si meravigliano per la soluzione al problema scritta di nascosto sulla lavagna del corridoio, Will viene liberato dalle forze dell´ordine (dovrà però comparire al processo).

Will torna al lavoro e risolve un´altro problema matematico ancora più difficile. Stavolta, però, dopo aver finito di scrivere la soluzione, viene scoperto dal prof. Lambeau. Will si allontana rispondendo malamente alle parole del luminare e abbandonando seduta stante anche il lavoro di bidello che aveva avuto tramite il tribunale (1).

Le immagini si spostano su Will che incontra in un pub Skyler, intelligente e bella studentessa dei quartieri alti. Tra i due inizia una tenera relazione di coppia, che però (come vedremo meglio in seguito) Will non riesce a vivere con la necessaria serenità a causa dei suoi trascorsi personali.

Il prof. Lambeau indaga e scopre l´identità di Will. Lo raggiunge in tribunale proprio nel momento in cui il giovane si sta difendendo dalle accuse di aggressione e di resistenza a pubblico ufficiale.

Durante il suo show di auto-difesa Will è in vena di citazioni: “(…) la libertà, è il diritto dell´anima di respirare e se non può farlo le leggi sono cinte troppo strette. Senza libertà l´uomo è una sincope!”.

Ma Will ha troppi precedenti per aggressione e stavolta, il suo doloroso passato non gli impedisce di essere condannato alla prigione (2).

Interviene quindi il prof. Lambeau, che ottiene dal giudice un programma di recupero a due condizioni: 1) incontri settimanali col prof. Lambeau per sviluppare (e possibilmente “sfruttare”) il suo genio; 2) incontri settimanali con uno “strizzacervelli” per gestire le sue dinamiche di violenza.

Will è costretto ad accettare entrambe le condizioni, ma crea problemi al suo benefattore perché non vuole avere a che fare con uno psicologo (3). Will si sente minacciato e, nel tentativo di sfiancare Lambeau (e il giudice), stende ben 5 analisti, che rinunciano all´incarico alla prima seduta!

I pregi e difetti di Will (tra cui evidenti tratti antisociali) sembrano essere protetti da difese piuttosto difficili da penetrare.

Il prof. Lambeau, allo scopo di “fare breccia”, ricorre allora ad un suo compagno di Università, il prof. Sean McGuire (Robin Williams), col quale però non è in buoni rapporti (4).

Lambeau fa visita a McGuire proprio mentre sta tenendo una lezione sulla fiducia: “perché la fiducia è il fattore più importante per operare una breccia sul paziente? (…) se il paziente non arriva a fidarsi di te non sarà mai sincero e non serve a niente che venga in analisi..”.

A cena insieme a McGuire, Lambeau chiede aiuto al suo ex-compagno di scuola: “Ci vuole qualcuno che apra una breccia in lui..”. Anche McGuire è di “Southy” e l´idea di questo giovane genio in difficoltà tocca il suo cuore (accetta di incontrare Will) (5).

Will si presenta con un “sì, sono gasato! Che la guarigione cominci!”. Sean apre con un semplice “come va?” e Will inizia con il suo programma “cerca il suo punto debole e stendilo subito!”.

Il prof. Lambeau e l´assistente sono (giustamente) invitati ad uscire. Tra Sean e Will inizia un dialogo-duello. Sean lascia che sia Will a condurre il dialogo. Will, come un cecchino ossessionato dal metodo, cambia continuamente argomento allo scopo di trovare “gli argomenti caldi” di Sean (vuole stenderlo al primo round come gli altri incontrati precedentemente).

E sferra l´attacco: “questo (quadro) è una merda!”. Sean ha appeso nel suo studio un suo dipinto e Will analizza sia l´opera che lo stato d´animo del pittore con una certa precisione: “secondo me lei è a un passo dal tagliarsi quel suo orecchio del cazzo!”.

Sean incassa di nuovo, ma è chiaro che Will ha centrato un suo punto debole. Will: “Una tempesta.. una bella cazzo di tempesta (…) qualsiasi porto nella tempesta” e continua con la sua demolizione sistematica. “Forse ha sposato la donna sbagliata..”.

Argomento caldo. Caldissimo. Sean lo invita a fermarsi. Ma Will vuole lo strike ed esagera con le provocazioni. E´ davvero troppo e Sean non si fa pregare ulteriormente: prende il collo di Will con una mano soltanto e lo immobilizza al muro: “se manchi ancora di rispetto a mia moglie ti finisco! Ti finisco cazzo! Chiaro capo?”.

E´ Will che stavolta chiede il time out.. Sean è sconvolto, ma non si tira indietro ed accetta la sfida. Subito dopo vediamo Will che si relaziona piuttosto efficacemente con Skyler (i due sembrano essere piuttosto affini tra loro).

Durante la seduta successiva Sean accompagna Will al parco. Gli racconta del dipinto, della sua vita, di come si è sentito dopo l´incontro-duello e di come aveva gestito quello stato d´animo (un dialogo che da solo vale il prezzo dell´acquisto del film!).

“Mi sono calmato quando ho capito che sei solo un ragazzo.. non hai la minima idea delle cose di cui parli.. tu hai studiato, ma non hai vissuto (…) io ti guardo e non vedo un uomo intelligente, sicuro di sé.. Vedo un bulletto che si caga sotto per la paura.. Ma sei un genio, Will, chi lo nega.. Nessuno può comprendere ciò che hai nel profondo, ma tu hai la pretesa di sapere tutto di me perché hai visto un mio dipinto e hai fatto a pezzi la mia vita del cazzo? (…) Credi che io riesca a capire la tua vita perché ho letto Oliver Twist?”.

“Personalmente me ne strafrego di tutto questo, perché non c´è niente che possa imparare da te che non sia scritto in qualche libro del cazzo.. A meno che tu non voglia parlare di te, di chi sei, allora la cosa mi affascina.. Ci sto.. Ma tu non vuoi, vero campione? Sei terrorizzato da quello che diresti.. A te la mossa capo”. Si alza e se ne va (Will ci resta di stucco).

Altra seduta. Sean: “Vietato fumare”. Will non accende la sigaretta ma resta in silenzio tutto il tempo. Silenzio. McGuire dirà a Lambeau: “è una prova di forza e io non posso iniziare per primo..”.

La seduta successiva Will rompe il silenzio: “io ho scopato, sa? (…) (però) ho paura di rovinare tutto..” e continua parlando di Skyler come della sua ragazza perfetta. Inizia così la terapia vera e propria tra i due.

Sean non si comporta come un terapeuta ortodosso e risponde all´apertura di Will parlando brevemente della sua vita coniugale. Sua moglie è morta di cancro due anni prima e lui racconta al giovane paziente alcuni particolari della loro vita insieme, concludendo con un “puoi toglierti questo peso di dosso perché tu non sei perfetto e non lo è neanche lei (…) la questione non è se tu sei perfetto e lei è perfetta (ma se) siete perfetti (o no) l´uno per l´altra..”

Will afferma che l´approccio di Sean è diverso dagli psicologi incontrati finora e lui candidamente risponde: “io insegno questa merda.. non ho mai detto di saperlo fare!”. A Will viene voglia di analizzare a sua volta: “ha mai pensato di risposarsi?” ma Sean risponde prontamente: “il tempo è scaduto!”(6).

Con Skyler intanto Will non riesce ad essere sincero: lei vuole incontrare i suoi familiari e lui le dice di avere 11 fratelli! Will facendole conoscere i suoi amici in un certo senso soddisfa le richieste della giovane donna (i suoi amici sono la sua famiglia!).

Il prof. Lambeau ha fretta di utilizzare Will e chiede a Sean di poter usare (e abusare) della breccia che il terapeuta ha aperto nel genio ribelle. Lambeau: “il ragazzo ha questo dono.. va soltanto indirizzato.. possiamo farlo noi.. (…) dobbiamo dargli un orientamento.. (Will) può dare un contributo al mondo e noi possiamo aiutarlo!”.

Ma Sean conosce la posta in gioco e preferisce perpetrare il conflitto di relazione col luminare che rischiare di condurre in modo errato la terapia: “l´orientamento è una cosa, la manipolazione è un´altra cosa (…) perché non gli diamo il tempo di capire cosa vuole (veramente)?”.

Intanto Skyler si avvicina troppo al nucleo incandescente di Will: “Vieni con me in California?”. Troppo vicino. Troppo presto. Troppo tutto. Will va in tilt e si difende da Skyler come da un nemico (7). Messo alle strette, Will (8) le racconta il suo vero passato di bimbo-orfano-violato e se ne va dicendole di non amarla.

Durante una delle sedute successive, Will narra a Sean del colloquio alla N.S.A. (National Security Agency, una specie di C.I.A. ma molto più importante) che Lambeau gli aveva organizzato. Sean gli risponde: “ci tieni a qualcuno Will? Tu puoi fare quello che vuoi.. Non hai legami che ti costringono.. Cosa ti appassiona? Cosa desideri?”

Sean cerca di lavorare sui temi importanti della vita di tutti noi. Will si difende come può. Sean: “(…) lavoro onorevole fare il muratore e lavoro onorevole pulire i pavimenti (…) però per farlo perché hai scelto una tra le Università tecniche più prestigiose al mondo? Perché risolvi problemi e poi neghi di averlo fatto? Perché questo non mi sembra onorevole..”

Will: “(ho capito che voglio fare) voglio fare il pastore!”. Sean: “guardami.. che cosa vuoi fare?”. Nessuna risposta. Anzi, Will risponde con una non-risposta impacciata. Sean: “Tu e le tue puttanate.. ne hai da rifilare a chiunque!” (seduta conclusa).

La scena si sposta poi sull´incontro tra Lambeau e McGuire: il luminare si lamenta con l´ex-compagno di scuola perché non sta gestendo Will come lui vorrebbe. Lambeau vorrebbe che McGuire “pungolasse” (9) Will, così da condizionare il giovane dall´esterno, ma McGuire ovviamente non è d´accordo (litigano furiosamente..).

McGuire: “non si fida di nessuno. Si nasconde perché è stato abbandonato proprio dalla persone che dovevano amarlo di più (…) le persone lui le respinge prima che loro abbandonino lui.. E´ un meccanismo di difesa!”

Mentre il conflitto è al suo apice arriva Will (Lambeau non ci fa una bella figura e si defila). E´ l´ultima seduta tra i due. Will: “le è successo qualche altro caso come il mio?”. Dopo qualche esitazione, Sean risponde: “mio padre era alcolista (…)” (10).

Poi Sean inizia a bombardare benevolmente l´inconscio del suo giovane paziente: “io so poche cose, ma (vedi Will) tutta questa merda non è colpa tua.. non è colpa tua..”. Il ragazzo si difende con dei “lo so.. lo so..”. Ma Sean continua come a voler seminare quella frase nel giovane, perché da quel semino ne venga su una pianta forte e robusta.

“No, figliolo, forse non mi hai capito.. non è colpa tua.. tutto questo non è colpa tua.. non è colpa tua..”. Will ha uno scatto di rabbia verso Sean, ma si lascia abbracciare forte dal suo terapeuta, il quale offre al ragazzo due braccia (autenticamente paterne) sulle quali riposare per qualche attimo (11).

Anche per Sean è stata un´occasione per elaborare il suo lutto (ha deciso di farsi un viaggio e, magari, trovare una nuova compagna). Gli amici, intanto, hanno regalato a Will un´automobile usata (Will ha accettato uno dei lavori proposti da Lambot), ma lui la utilizzerà per un altro scopo…

Alessandro Gambugiati

Alessandro Gambugiati

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