Psicologia Sociale e del Comportamento

Gli Uomini che Tradiscono di più

Le classifiche su chi tradisce di più circolano con regolarità e hanno quasi sempre la stessa origine: un comunicato, non una ricerca. Vale la pena vedere cosa si sa davvero, e come riconoscere la differenza. Articolo divulgativo, non sostituisce una consulenza professionale. Il testo originale citava una ricerca di cui non risulta pubblicazione scientifica verificabile: […]

Psicolab — Gli Uomini che Tradiscono di più
Le classifiche su chi tradisce di più circolano con regolarità e hanno quasi sempre la stessa origine: un comunicato, non una ricerca. Vale la pena vedere cosa si sa davvero, e come riconoscere la differenza.
Articolo divulgativo, non sostituisce una consulenza professionale. Il testo originale citava una ricerca di cui non risulta pubblicazione scientifica verificabile: se ne discute qui come esempio, senza attribuirle valore probatorio.

Come riconoscere una ricerca che non c’è

Alcuni segnali ricorrono nelle notizie di questo genere, e imparare a individuarli vale più del contenuto specifico.

  • Non è indicata la rivista in cui lo studio è stato pubblicato, e la ricerca dell’autore non porta a pubblicazioni corrispondenti.
  • I risultati arrivano in forma di classifica (professioni, segni, caratteristiche) formato tipico della comunicazione promozionale e non della letteratura scientifica.
  • Il committente è spesso un’azienda con un interesse commerciale nel tema.
  • Le percentuali sono precise e senza margini di errore, mentre gli studi reali riportano intervalli di confidenza.
  • Il campione è descritto in modo generico, senza criteri di selezione.

Va aggiunta la formulazione che ricorre nel testo originale: l’idea di un “istinto primordiale al tradimento” è una spiegazione che non può essere smentita da alcuna osservazione, e quindi non spiega nulla. È la stessa struttura delle affermazioni che si adattano a qualunque esito.

Cosa mostrano i dati veri

Sulle differenze fra uomini e donne, gli studi su campioni rappresentativi indicano un divario più stretto di quanto si creda, e in progressiva riduzione: nelle coorti più giovani le percentuali tendono ad avvicinarsi.

Va segnalato un limite metodologico rilevante: si tratta di comportamenti socialmente sanzionati, e le modalità di rilevazione influenzano molto le risposte. Le differenze fra i sessi si riducono ulteriormente quando la riservatezza è garantita in modo credibile.

Sulla definizione c’è un problema ulteriore: le persone intendono cose diverse (dal rapporto sessuale al coinvolgimento emotivo agli scambi digitali) e questo da solo spiega parte della variabilità fra le stime.

I predittori documentati

Ciò che la ricerca associa in modo più consistente all’infedeltà non ha nulla di misterioso.

La insoddisfazione nella relazione, sia sessuale sia complessiva. La bassa qualità dell’impegno percepito. La presenza di opportunità: contesti lavorativi o sociali che le rendono disponibili è uno dei fattori più sottovalutati. Alcuni tratti di personalità, in particolare quelli associati a impulsività e ricerca di sensazioni. Le norme percepite nel proprio ambiente, cioè la convinzione che sia un comportamento comune.

Va detto anche ciò che pesa meno di quanto si supponga: le caratteristiche demografiche e le classificazioni per categoria (professione, età, segno) hanno valore predittivo trascurabile rispetto alle variabili di relazione e di contesto.

Perché queste classifiche piacciono

Il successo di questo genere di contenuti ha ragioni psicologiche riconoscibili.

Rispondono a un bisogno di prevedibilità: se il rischio si concentra in categorie identificabili, sembra evitabile. È rassicurante, e falso.

Funzionano come l’effetto Barnum: descrizioni sufficientemente ampie in cui quasi chiunque si riconosce.

E offrono una spiegazione dispositiva (è il tipo di persona) che è cognitivamente più economica di una spiegazione basata su relazione e circostanze, ma sistematicamente meno accurata.

Il costo di questa impostazione non è solo intellettuale: alimenta il sospetto generalizzato basato su categorie, e distoglie l’attenzione dai fattori su cui si potrebbe effettivamente lavorare, la qualità della relazione, gli accordi espliciti su cosa si considera un tradimento, e ciò che accade quando quella qualità si deteriora.

Domande frequenti

Gli uomini tradiscono piu delle donne?

Il divario esiste ma e piu stretto di quanto si creda e si riduce nelle coorti piu giovani, anche perche le modalita di rilevazione influenzano molto le risposte.

Come si riconosce una finta ricerca?

Assenza della rivista di pubblicazione, risultati in forma di classifica, committente con interesse commerciale, percentuali senza margini di errore e campione descritto in modo vago.

Quali sono i predittori reali?

Insoddisfazione nella relazione, basso impegno percepito, disponibilita di opportunita, alcuni tratti di personalita e la convinzione che sia un comportamento comune.

Perche queste classifiche hanno successo?

Perche promettono prevedibilita, funzionano come descrizioni generiche in cui tutti si riconoscono e offrono spiegazioni basate sul tipo di persona, piu semplici e meno accurate.

Le classifiche su chi tradisce derivano quasi sempre da comunicati e non da ricerche: mancano rivista, metodo e margini di errore. I dati reali indicano un divario fra i sessi piu stretto di quanto si creda e in riduzione, con stime molto sensibili a come si rileva e a cosa si definisce tradimento. I predittori documentati riguardano relazione, impegno percepito e opportunita, non le categorie. E spiegare tutto col tipo di persona e comodo ma distoglie da cio su cui si puo intervenire.
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