Cosa incide davvero sui figli
La ricerca su questo è ampia e converge su alcuni punti.
Le differenze medie fra figli di genitori separati e non separati esistono ma sono piccole, e la maggioranza dei figli non sviluppa difficoltà persistenti.
Ciò che pesa non è la separazione in sé ma il conflitto, e in particolare il conflitto in cui il figlio è coinvolto: essere messo in mezzo, fare da messaggero, sentirsi chiedere di schierarsi.
Il conflitto precede spesso la separazione, e questo è il motivo per cui parte delle differenze osservate è presente già prima. È un dato che ricolloca la responsabilità: non è l’atto giuridico a produrre il danno.
Va aggiunto ciò che protegge: una relazione di qualità con almeno un genitore, stabilità nella vita quotidiana, e la percezione di non dover scegliere fra i due.
Sul tempo di frequentazione, i dati indicano che la continuità della relazione con entrambi i genitori si associa a esiti migliori: con l’eccezione, importante, delle situazioni di violenza, dove il criterio è la sicurezza.
Perché il conflitto si autoalimenta
I meccanismi psicologici in gioco sono noti e riconoscerli aiuta.
L’escalation: ogni mossa viene letta come attacco e giustifica una risposta, e la sequenza si autoalimenta indipendentemente dall’oggetto iniziale.
L’attribuzione asimmetrica: il proprio comportamento viene spiegato con le circostanze, quello dell’altro con il carattere.
Il costo affondato: più risorse sono state impegnate, più diventa difficile fermarsi, perché fermarsi sembra ammettere che erano sprecate.
E il ricorso al procedimento come riconoscimento: quando ciò che si cerca è che venga dichiarato chi aveva ragione, nessun esito è sufficiente, perché il bisogno non è di natura giuridica.
Va detto chiaramente: è la ragione per cui alcune vertenze si prolungano per anni senza che l’oggetto materiale del contendere lo giustifichi.
Il quadro attuale e gli strumenti
Alcuni elementi vanno aggiornati rispetto a come vengono comunemente descritti.
L’affido condiviso è la regola nell’ordinamento italiano, e l’affido esclusivo l’eccezione motivata. Va distinto dal collocamento, cioè da dove il figlio vive stabilmente: sono due questioni diverse, e confonderle genera aspettative sbagliate.
La riforma del processo civile ha ridefinito il rito in materia di famiglia e istituito il tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie, con l’obiettivo di concentrare competenze prima distribuite.
Sul piano psicologico va segnalata una nozione controversa: la cosiddetta alienazione parentale non è una diagnosi riconosciuta dai sistemi di classificazione, e la giurisprudenza italiana di legittimità ne ha escluso l’utilizzabilità come base autonoma di valutazione. Ciò non significa che non esistano comportamenti di ostacolo alla relazione: significa che vanno descritti e provati come condotte, non nominati come sindrome.
Fra gli strumenti, la mediazione familiare si associa a maggiore soddisfazione, accordi più duraturi e minore ricorso successivo al giudice. Non è indicata in presenza di violenza o di forte squilibrio di potere, dove presuppone una parità che non c’è.
Cosa fare, in concreto
- Tenere i figli fuori dalle comunicazioni fra adulti: niente messaggi trasmessi, niente resoconti giudiziari, niente richieste di opinione.
- Non chiedere, neppure indirettamente, di schierarsi.
- Distinguere il conflitto di coppia dalla funzione genitoriale: la seconda continua indipendentemente dal primo.
- Concordare le regole essenziali e per il resto accettare che nell’altra casa le cose si facciano diversamente.
- Chiedersi periodicamente cosa si sta effettivamente ottenendo, e a quale costo per i figli e per sé.
Domande frequenti
La separazione danneggia i figli?
Le differenze medie sono piccole e la maggioranza non sviluppa difficolta persistenti. Cio che pesa e il conflitto in cui il figlio viene coinvolto.
Affido condiviso e collocamento sono la stessa cosa?
No. L’affido riguarda le decisioni sui figli ed e la regola; il collocamento riguarda dove il figlio vive stabilmente.
L’alienazione parentale e una diagnosi?
No: non e riconosciuta dai sistemi di classificazione e la Cassazione ne ha escluso l’uso come base autonoma. I comportamenti di ostacolo vanno provati come condotte.
La mediazione familiare funziona?
Si associa a maggiore soddisfazione e accordi piu duraturi, ma non e indicata in presenza di violenza o di forte squilibrio di potere.
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