I giovani. “Piccoli uomini, animi ancora ribelli, difficili da domare, magari con poca voglia o consapevolezza per usufruirne. Potenziale dinamitardo” (Costanza Milisenna, 3 D, Gennaio 2011).
Eccoli, chiamati a conoscere presto il mondo in cui sono gettati, per amarlo o odiarlo, senza mai accontentarsi di promesse e parole. Prendono il loro futuro per mano, lo stringono e lo baciano sulla fronte, lo guardano fisso negli occhi, gli promettono a voce alta che lotteranno con tutte le forze per non deluderlo. “L’avvenire è un’incognita, ma sono pronti a esporsi, il rischio è coraggio, è forza di andare avanti … ” (Martina Vecchio, 2 D, dati del maggio 2010); se s’insiste e si resiste, sarà più facile raggiungere la meta e conquistare la cima, “la speranza è un rischio da correre” (G. Bernanos, Aforismi, 1988-1948). “Sperare contro ogni aspettativa … è questa la molla che dà un senso all’esistenza” (Marta Salamone, 2 D, Febbraio 2011)!
Come un esercito in movimento, lottano per vivere e vivono per vincere, sognano, in bianco e nero o a colori, con dialoghi o musiche, “credono, sperano, agiscono per superare le loro colonne d’Ercole, soverchiare le loro paure, cercare nel buio e scorgere uno spiraglio di luce, finalmente liberi dalle catene (Carla Milisenna, Universitaria, Dati rilevati nel Marzo 2008). L’importante è che non smettano mai, che restino sempre accesi dentro e fuori, insieme, anche se, purtroppo, “il bagliore di ogni lanternino emana una luce fioca” (Pirandello, Il Fu Mattia Pascal, 1904), incapace di incontrare altri riflessi, altre “deboli canne” (Pascal, Pensieri, 1623-1662) su cui ancorarsi.
Inglobati in un guscio, incapaci di trasmettere le loro emozioni, circondati da quanti fanno di sé il centro del mondo, annaspano nel buio, si lasciano dominare da paura, insicurezza, tristezza, malinconia, spie lampeggianti della noncuranza umana, piovre sempre in agguato.
Felicità? Sussiste veramente il corrispettivo concreto delle quattro sillabe che danno significato alla loro vita? Riusciranno a scoprirne il bandolo? “Come placare la lotta dei frammenti tra di loro? (Matilde Perriera, La Solitudine del Mondo Giovanile, Psicolab, 03/11/2010). Bisogna che ricomincino a camminare a passi più sicuri, confidare nella “possibilità dell’impossibile” (Sara Rizza, Universitaria, Febbraio 2011), aprire le braccia agli altri, lasciarsi cullare dalla loro presenza, riempire il vuoto che ognuno si trascina vivendo, “anche se il timido luccichio di una stella cadente si snoda attraverso il cielo e rimane inosservato, se l´indifferenza e la superficialità sono imperanti, se la pace, il calore, l’armonia sembrano rintanati in altre galassie” (Laura Di Vita, Universitaria, dati dell’aprile 2008); uscendo dalla prospettiva soffocante dell’individualismo e aprendosi al dialogo” (Matilde Perriera, Ibidem), rinsalderanno “le forze poderose della comprensione che sfoceranno come gocce zampillanti di una sorgente dall´amara solitudine e lo splendore di un raggio di sole si irradierà con la tenacia della foglia caduta per ultima da un ramo” (Laura Di Vita, Ibidem).
Dialogare, alzarsi in piedi, “vindicare se sibi” (Seneca, Ep. ad Luc, I, 1), prediligere il “quod est” (Seneca, De br. Vitae, X, 2), facendosene da dominato a dominatore, vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo, ottimizzare il “carpe diem”, esistere in ogni attimo, come se esso fosse l’ultimo, “quam minimum creduli postero” (Orazio, Carpe diem, Carmen I, 11). E’ apprezzabile partecipare, condividere, inserirsi, dare braccia e sentimento guidati dalla convinzione delle proprie idee, muoversi sempre con buoni propositi, affrontare problemi enormi per ”diventare il cambiamento che si vorrebbe vedere nel mondo” (Gandhi, Aforismi, 1869-1948), non porre tempo in mezzo quando sembra che tutto stia per finire, poter scegliere, l’entusiasmo sarà nitroglicerina rinvigorita dal loro sorriso e dalla loro tenacia.
Comunicare, ok, ma su quali canali? Quali sono le strategie più efficaci? L’alba del XXI secolo, osannato e criticato, ha risvegliato tutti con il miracolo dell’elettromatica e una divorante ansia sembra aver coinvolto ogni singolo aspetto della civiltà occidentale, fiumi di notizie viaggiano nell’etere, senza che nessuno se ne renda conto. Gli adolescenti, di fronte a tale rapido divenire, hanno indossato l’abito dell’esploratore come stimolo ad andare sempre avanti, mentre webcam, e-mail, sms trasmettono notizie elaborando sms a velocità supersonica, permettendo all’informazione di arrivare in tempo reale e facendo sentire in diretta persino il suono della voce adorata, mittente e ricevente sono accanto virtualmente, partecipi l´uno della vita dell´altro … Tutto avviene rapidamente, un click e via.”Tvb! Qnd vn? Cmq, vngn ttt, nn prtr tuo frtll, xk dmn nn uscm cn Frncsc?”, “Sn trst, c vdm + trd?, c sntmo dp?, mi mnch, qnd ci ptrm vdr?”, “mio frtll mi ha ftt impzzre + nn mi ha xmx di uscr! Tvb. 1 * e 1 :-)”, consonanti fredde, meccaniche che si rincorrono incessantemente, esprimendo pensieri non emozioni, figli del rifiuto di vivere e di parlare. ”Ci vediamo per un film, per una pizza”? Appuntamento fissato con input elettronici sul display del cellulare o sullo schermo del computer, sarà un miracolo capire ora, indirizzo, titolo del film. Che dire, poi, di Facebook?
“E’ un mondo di plastica, partorito dalla mente di Mark Zuckerberg, studente dell’università di Harvard che ha dato a questo social-network il nome dei classicissimi annuari, con le foto dei singoli individui, che alcuni college statunitensi pubblicano all’inizio dell’anno accademico. Su questo canale, ogni utente non ha meno di 100 “amici”, figurine che, con un semplice click, possono essere aggiunte nel profilo, ma soltanto con una piccola parte di tali “amici” si ha un rapporto “umano”. Qual è la molla che spinge a commettere il delitto della propria privacy, inoltrando tutte le informazioni e le foto proprie a “individui” che, probabilmente, non si sono mai incontrati e che, magari, abitano nell’altra parte del pianeta? A porre la propria anima alla mercè di questo mondo virtuale, che, spinto da un irrefrenabile voracità di gossip e di scoops, fa sì che tutti sappiano tutto di tutti e in tempo più che reale? Files e osservazioni si susseguono giorno e notte, come una cascata che riversa tutta la sua acqua in un oceano chiamato web, in cui noi sguazziamo e nuotiamo …
Ricordiamo, però, che web vuol dire rete e noi, piccoli pesci nell’oceano, corriamo il rischio di rimanerci impigliati (Salvatore Giannavola, 3 D, dati dell’aprile 2010)!!! I ragazzi, mummificati davanti al computer, si accontentano della semplice ipotesi della realtà, dell’aspetto virtuale, della casualità, nel miraggio, probabilmente, di incontrare il partner ideale con la navigazione in rete; si conoscono e si amano nelle chat, si sentono esonerati dall’esprimere con la forza della voce ciò che provano, anche se, magari, dopo l’incontro reale, assassini potenziali e sommersi uccidono i sentimenti che il PC aveva generato.
Le e-mail sostituiscono la carta, storie d’amore meravigliose corrono veloci lungo cavi informatici e sui tasti di un computer, non si compie nemmeno lo sforzo di perfezionarle, il correttore automatico segna gli errori, un “salva con nome” le archivia. In pochi mesi, collegati con milleottocento, duemila siti, ci si isola in una stanza semibuia, bersagliati dalle radiazioni luminose, mentre una vocina dentro fa capolino dal mouse e invita a non lasciarsi accecare dai fari abbaglianti della tecnica moderna, a tendere in avanti verso un futuro da pianificare accarezzando le lucerne che resteranno per sempre accese nel proprio animo. Ed eccola, è ancora vitale la lettera tanto sospirata dai nostri nonni, “miniere d´oro” (Renata Casanova, Universitaria, dati dell’ottobre 2008) cariche di adrenalina, “in cui infiniti pensieri danzavano su un foglio bianco” (Federica Falzone, Universitaria, Gennaio 2011), essa conserva ancora la sua aura di sacralità; solo dei fogli di carta intrisi di inchiostro, ma quanti amori, quante amicizie, quanti legami sempre più tonificati dalla deliziosa attesa; una mina brilla nell’anima e si riaccende l’ansia nella fremente attesa della risposta, la fibrillazione all’arrivo per leggerla subito, la trepidazione nell’aspettare la data dell’incontro, il battito del cuore per le manifestazioni d’affetto del “proprio lui” …
Al ripescare la vecchia corrispondenza, riaffiorano alla mente, con la nitidezza di un tempo, tanti ricordi, emozioni, trepidazioni rivissute come nuove, rigenerando la passione segreta che pulsa ancora e che non si estinguerà mai per le connotazioni in apparenza marginali ma fortemente pregnanti, sfumature, anche involontarie, di innegabile seduzione. In quelle pagine sbiadite, tutto parla, il profumo della carta, una “a” un po´ meno rotonda, l’incertezza dei segni grafici … ogni segno, di volta in volta, tradisce struggente tenerezza, segreti, ira, incantesimi vissuti con allegria, sofferenza, pena o rivela occhi commossi, innamorati, furiosi, o fa intravedere il solco lasciato da un luccicone caldo che increspa la pagina, oppure l´inchiostro sbavato da un gesto di disappunto, … “ogni particolare diviene interpretazione dell’anima, miracolo di idee, forziere di pathos” (Martina R.M. Foresta, Universitaria, dati del Dicembre 2008) …
Ora, nell’età della robotica e dell’informatica, quel tempo in cui piccioni viaggiatori raggiungevano le finestre di trepidanti fanciulle è passato, basta codificare i propri pensieri su una tastiera e il gioco è fatto, schiavi di una società ipnotizzata dal progresso tecnologico che, se clicca il tasto sbagliato, rischia di annichilire lo spirito e volatilizzare le grandi emozioni, senza qualcuno con cui sanare le ferite. Il desiderio di riappropriarsi della vita reale sollecita e chiede fermamente di ritornare all’era mesozoica di un cd con le “proprie” canzoni, non può soddisfare quest’età del “tutto e subito” in cui web-cam ed e-mule traducono troppo velocemente le parole d’amore su cui non si ha tempo di meditare, di pensare, di ragionare. L’invito al recupero delle vocali diventa perentorio. Esse riconosceranno il cuore “nascosto” fra milioni di sms da cancellare per liberare le memorie dei telefonini e, volteggiando sulla pagina profumata di una lettera, faranno “risentire” l’eco di suggestioni calde, prorompenti, configurazioni di gioie, dolori, strati profondi dell’animo; lacrime di sangue e occhi raggianti cercheranno di nuovo “carta e penna”, strumenti tangibili che perpetuano la disperazione di un “me ne vado” o la tenerezza di un “ti amo”.
A seguito di tali riflessioni, i più furiosi detrattori dei codici cifrati, disgustati per “l’uscita di scena della bic, ormai abbandonata in un colorato portapenne dopo aver tracciato bellissime parole su fogli profumati” (Sara Perricone, dati del dicembre 2008), nel tentativo di rigenerare la lingua, concretizzano l’anacronistico sogno di bloccare tutti i computer. All’improvviso, partono a caso missili nucleari, si collassa la borsa, si staccano le linee telefoniche” … Blackout totale e un angelo, da lassù, aiuta a ritrovare “il proprio io” … anche senza il navigatore satellitare …!!! Eppure … no, non è cambiato niente di sostanziale, l’elettromatica offre opportuni strumenti di partecipazione emotiva. Da fanatica degli short message service, adoro cogliere al volo impressioni tuffandomi in un sms e rifiuto l’idea secondo cui la loro semplicità banalizzi l’intensità delle emozioni. Quando si ama, non importa la distanza infinita o il mezzo con cui raggiungere il “proprio lui”, il sentimento scorre tra i fili del telefono, la tenerezza sollecita continui sms, ogni ostacolo ispira e-mail mozzafiato per mantenere vitale “il guscio di cicala” (Montale, Non recidere forbice quel volto, 1939).
Attraverso un linguaggio criptografico ricco di abbreviazioni, punti esclamativi o interrogativi, faccine sorridenti o tristi, sottrazione delle vocali, “ping pong di e-mail, sms o telefonate confortanti ai cellulari, si dà fulmineo sollievo all’angoscia, alla rabbia, alla tristezza e si cerca immediatamente di far riflettere gli interlocutori potenziali sul proprio punto di vista, veicolando quel sostegno che essi inconsciamente richiedono riguardo alle loro scelte e ai loro comportamenti” (Matilde Perriera, La Solitudine del Mondo Giovanile, Psicolab, 03/11/2010); le “diavolerie” condannate aprioristicamente dai più infervorati censori consentono al destinatore di sentirsi parte di un’immensa comunità di amici, di personificarsi, individualizzarsi e farsi individuare (Teresa Sampugnaro, Comunicare un’ Organizzazione: Immagine, Promozione, Vendita, Psicolab, 17/11/2010), di “materializzare, in una significativa climax, i dolcissimi ricordi estivi o le infinite emozioni nascoste nella mente, nel cuore, nell’anima e di rivivere una complice una notte stellata, con lo sciabordio delle onde che s’infrangono sugli scogli come dolce sottofondo” (Marco Dell’Utri, Inchiostro, dati del Giugno 2008). Amore non è solo tenersi per mano, scambiarsi teneri baci, abbracciarsi … E’ sentirsi al settimo cielo quando “lui” chiama, aspettare con inquietudine un suo sms, ascoltarlo e vederlo per ore intere attraverso una web-cam, fantasticare scrivendo un’e-mail. Dididìn … dididìn … dididìn … di giorno, di notte, al lavoro, al mare, ovunque e sempre, “arricchendo sempre di più il salvadanaio delle care amiche Tim e Wind” (Il costo degli sms è troppo alto?, sndaniele.wordpress.com, 3/11/2007) … 00:01 … Auguriiiiiiiiiiii … il cellulare squilla o vibra per l’arrivo della posta. Un messaggio tempestivo, caratterizzato da una forte valenza simbolica, mette sinergicamente faccia a faccia con la realtà e, grazie alle mille circonlocuzioni, è incisivo, efficiente, aiuta a “tenersi stretti”, ad alimentare le amicizie, a ricordare l’appuntamento a cena, a comunicare “l’incidente di un amico, l’attesa di una donna di diventare mamma, ad affidare i propri tormenti, i propri sentimenti, le proprie gioie all’amico del cuore, al di là delle distanze o degli impegni individuali” (Giuseppe Madronte, 3 D, febbraio 2011) …
Avanti, verso il futuro e oltre! L’avvenire pulsa nelle menti di giovani e non, immersi e sommersi a diretto confronto con sistemi assetati di cambiamento, di innovazione, di progresso, palestre aperte al confronto dialettico. “La comunicazione, d’altra parte, è il processo attraverso il quale gli uomini creano, mantengono e alterano l’ordine sociale, le relazioni tra loro e la loro stessa identità. Senza di essa non esiste sistema sociale e l’efficienza del sistema sociale dipende fortemente dalla capacità di comunicare dei suoi componenti. Si può affermare che un’organizzazione esiste quando vi siano persone in grado di confrontarsi le une con le altre, disposte a dare un contributo individuale, al fine di conseguire un obiettivo comune“ (Teresa Sampugnaro, Ibidem).
La consapevolezza dell’incidenza delle nuove forme di contatto tra individui di tutte le età ha indotto gli operatori del diritto ad affrontare la difficile problematica del valore probatorio del materiale informatico. Sms, mms, e-mail, per esempio, costituiscono “documenti telematici che possono costituire prova se non se ne disconosce la provenienza, il contenuto e i riferimenti temporali. Chi ha interesse potrà mostrare il contenuto del messaggio su supporto cartaceo e, se necessario, esibirà al giudice il messaggio originale” (Consulenza legale online. Informazioni, pareri e notizie sul mondo delle leggi – Il valore probatorio degli SMS – Il valore probatorio degli SMS, www.legale.guidaconsumatore.com). “Nella disputa lettere-sms nessun vincitore, dunque, il canale sarà, di volta in volta, scelto in base alla predisposizione di ciascuno ma, soprattutto, al tempo a disposizione, fortemente condizionato dai ritmi frenetici che, spesso, consentono soltanto veloci sms … RITARDO … si clicca invio e il destinatario ne è subito a conoscenza, a mille anni luce dagli ambasciatori che veicolavano le informazioni ((Federica Falzone, Universitaria, Gennaio 2011) !!!
Nessun voltafaccia clamoroso, quindi, contro la magica lettera, soltanto un “arrivederci all’estate prossima, in riva al mare, o alla sera, prima di andare a dormire, quando il tempo a disposizione sarà più magnanimo, con il gusto di scegliere la carta e il colore dell’inchiostro, richiudere la busta con dentro un bel fiore essiccato e sigillarla con le proprie iniziali“ (Federica Falzone, Ibidem). Nel petto degli uomini di tutti i tempi, infatti, batte lo stesso cuore perché l’umanità non conosce vecchiaia; “non si possono contestare gli efficaci, rapidi e incisivi canali degli sms, è la dose, semmai, che fa il veleno” (Renata Casanova, Ibidem), ”in medio stat virtus” (Orazio, Sermones I,1), c’è una misura per tutte le cose, ci sono, insomma, confini precisi al di là dei quali non può esistere il giusto, la virtù sta nel mezzo e “soltanto il connubio delle due forze in simbiosi, elettromatica e tradizione, potrà uccidere il mostro della solitudine” (Federica Falzone, Ibidem).
Scrivere è arte, dono innato o frutto di impegno continuo, bisogno di dialogare e, pertanto, anche se molti modelli si vogliono respingere perché superati e altri esaltare perché nuovi, nelle relazioni l’aspetto più rilevante resta la trasmissione dei sentimenti, “non importa con quali canali essa si costruirà, sarà la sensibilità di ciascuno a orientare la scelta verso un codice comune” (Federica Falzone, Ibidem). È sempre la stessa sinfonia che non nasce dalla legge del DEVI, ma da quella del CHE NE PENSI – CHI SEI – IN COSA CREDI. “Omnia mutantur, nihil interit”, tutto cambia inarrestabilmente e http:\\/\\/psicolab.neta definitivamente muore, “ut cera facilis signatur in novis figuris”, come la cera duttile si plasma in nuovi aspetti, “nec manet ut fuerit”, non rimanendo qual era, “nec eandem formam servat”, e senza conservare la stessa forma, “sed tamen ipsa eadem est”, ma sempre cera è (Ovidio, Le Metamorfosi, XV, 165). Asettico un sms e incapace di manifestare i propri sentimenti con parole che sgorgano dallo spirito e stimolano tutti e cinque i sensi? Nessuno a me lo ha mai detto … Non firmo mai i miei messaggi, tutti dicono di individuarne immediatamente, dallo stile personalissimo, la provenienza … Certo, qualche volta mi ucciderebbero, ma, nel complesso, nessuno potrà mai affermare, leggendoli, che tali canali non consentano di esprimere i sussurri della propria anima, la musica del cuore, la girandola di pensieri che trova sbocco in virtù della sua profonda intensità. “00:01 … Cara magistra vitae, grz x tutto qll ke, tua sponte, hai smpr fatto e continui a fr x me, x la mia fmgl, x tutti noi. Tvb, da smpr, 1 sntmnt spntn, ma la tua rsrvtzz, tlr eccxv, mi impdsc e mi frena tnt da nn riuscr a mnfstrtl, né, spx, trv le parole + efficaci x esprmrl. 1 sux*nixm tinteggiato da 1 sntmnt sncr che lascerà 1 segno prfnd finchè il sl rsplndr su le sciagr umn. Luci, colori, musica, rgl, srrs, strtt di mano, metaforike tiratine d’orkk, grnd abbuffate, … tutto è smblcmnt rappresentativo x la tua fst, ma la gioia + grnd, sulla cui scia ti augr di proseguire, nella tua splndd avvntr esistnzl, è qll di essr amata dalla xsn a cui hai dato il tuo cuore di dnn, smpr vicina ai suoi cari e sollecita verso i tnt amc ke ti vglm bn, ke ti stimiamo cn sncr bnvlnz!!! Buon cmplnn, piccl e felicitazioni per la cld giornt ke ti asptt. Fa’ ke exa scorra accmpgnt dalle 1000 gioie ke meriti”. Al suo risveglio, la festeggiata sarà invasa dal piacere di essere stata pensata da una persona amica … Dididìn … dididìn … dididìn … e il fiume in piena riesce a stringere la mano al momento giusto, cristallizza il timore e sollecita gli impulsi … Dididìn … dididìn … dididìn … e “lo specchio” (Seneca, De ira, III, 36, 1-4) permette di raccontare significativi dettagli di vita … Dididìn … dididìn … dididìn … e “the snake, il serpente del dolore che soffoca nella sua morsa, che non ha nessun tallone d’Achille, che si presenta al traguardo con gli occhi infuocati di rabbia e cattiveria, si neutralizza, aprendo un varco alla speranza di tornare a sorridere” (Sara Rizza, Universitaria, febbraio 2011) … Dididìn … dididìn … dididìn … e si riaccende la fiducia, faro che illumina la notte e trasforma le aspirazioni in realtà (Isabella Geraci, Universitaria, dati del marzo 2008) … Dididìn … dididìn … dididìn … e l’immediato cortocircuito tra emittente-ricevente diventa leva strategica per crescere in armonia, riaccende la fiducia, faro che illumina la notte e trasforma le aspirazioni in realtà, aiutando a costruire insieme “Societas”, una società, “simillima fornicationi lapidum est”, che poggi su una volta di pietra legata da una catena indistruttibile, “quae, casura”, destinata a cadere, “nisi in vicem obstarent”, se esse non si puntellassero a vicenda, togliendo una sola pietra, l’intera costruzione crollerebbe. (Seneca, Ep. ad Luc. 95, 51-53).