L’argomento tradizionale
La difesa classica dello studio del latino e del greco poggia sull’idea che allenino facoltà generali (rigore, memoria, capacità logica) poi utilizzabili ovunque.
È una posizione con una storia lunga: quella della disciplina formale, secondo cui certe materie eserciterebbero la mente come la ginnastica esercita il corpo.
È anche una delle prime ipotesi psicologiche a essere state sottoposte a verifica sperimentale, all’inizio del Novecento.
Cosa hanno mostrato le verifiche
Il risultato è netto e vale ancora: il trasferimento generale non avviene.
Studiare una materia difficile migliora le prestazioni in quella materia e in compiti che ne condividono elementi specifici. Non produce un miglioramento generico delle capacità di ragionamento.
È lo stesso risultato emerso nei decenni successivi in ambiti diversi: i programmi di allenamento cognitivo migliorano i compiti allenati e trasferiscono poco; l’insegnamento della programmazione migliora la programmazione; la memorizzazione di poesie non migliora la memoria in generale.
Il trasferimento avviene quando c’è sovrapposizione di contenuto o di procedura: non per effetto della difficoltà.
Cosa resta valido, e non è poco
Ridimensionato l’argomento della ginnastica mentale, ne restano altri più solidi proprio perché specifici.
Il lessico: una quota consistente del vocabolario colto italiano e delle terminologie tecniche ha origine latina e greca. Conoscerne gli elementi consente di comprendere parole mai incontrate, un vantaggio misurabile nella comprensione dei testi.
La consapevolezza grammaticale esplicita: analizzare la struttura di una lingua flessiva rende visibili relazioni sintattiche che nella lingua materna restano implicite, e questo ha ricadute sulla comprensione di testi complessi.
L’accesso diretto a testi che hanno strutturato le categorie con cui pensiamo: diritto, filosofia, politica, medicina.
E la traduzione, che è l’unico esercizio scolastico in cui non esiste una risposta unica corretta e in cui bisogna motivare una scelta fra alternative tutte parzialmente valide.
Perché la precisazione conta
Difendere una materia con un argomento debole la espone.
Se il valore fosse l’allenamento generale della mente, allora qualunque materia impegnativa andrebbe bene, ed è esattamente l’obiezione che viene mossa.
Gli argomenti specifici reggono meglio proprio perché indicano cosa quella materia fa e le altre no.
Sull’insegnamento
Un’ultima osservazione, che riguarda il modo più che il contenuto.
Ciò che rende efficace lo studio di una lingua non parlata è documentato e differisce dalla pratica abituale.
La verifica frequente (recuperare attivamente le forme anziché rileggerle) produce ritenzione superiore, ed è uno dei risultati più solidi della psicologia cognitiva.
La distribuzione nel tempo batte la concentrazione: la stessa quantità di studio dilazionata produce più apprendimento.
La lettura estensiva di testi accessibili, accanto alla traduzione di brani difficili, migliora la fluidità più dell’analisi isolata di frasi complesse.
E il riscontro che spiega perché una resa è preferibile a un’altra vale molto più di un punteggio: che nella traduzione è, per definizione, un giudizio.
Domande frequenti
Il latino allena la mente in generale?
No. Il trasferimento generale è stato verificato sperimentalmente più volte con esito negativo: si migliora in ciò che si esercita e in compiti che condividono elementi specifici.
Allora non serve?
Serve per ragioni specifiche: accesso al lessico colto e tecnico, consapevolezza grammaticale esplicita, lettura diretta dei testi che hanno formato le nostre categorie, e l’esercizio della traduzione.
Perché l’argomento della ginnastica mentale è rischioso?
Perché se il valore fosse l’allenamento generico qualunque materia impegnativa andrebbe bene: è precisamente l’obiezione che viene mossa.
Cosa rende efficace lo studio?
Recuperare attivamente le forme anziché rileggerle, distribuire lo studio nel tempo, leggere molto materiale accessibile e ricevere riscontri che spieghino perché una resa è preferibile.