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Stress da Caldo per Animali e Persone

Breve Estratto

Il periodo estivo provoca moltissimi disagi alle persone e agli animali, al fine di eludere tali complessità e malumori, basterebbe poter stare un po’ al fresco per ricaricarsi d’energia. A questa difficoltà si aggiunge un elevato tasso di umidità che provoca un aumento della percezione del caldo che diviene causa di stress.
Persone ed animali soffrono entrambi le alte temperature, e le loro reazioni sono spesso simili: ambedue riducono le loro attività lavorative e necessitano di un aumento di acqua e aria fresca.
Per quanto riguarda le persone il momento di maggior disagio si registra durante le ore notturne. La notte, se passata lontano da climatizzatori o altri apparecchi rinfrescanti, diventa insopportabile da tollerare, inoltre dormire male causa stanchezza, disagio e stress che si ripercuotono per tutta la giornata con conseguenze anche peggiori come la febbre. Gli stati febbrili della bella stagione vengono considerati sintomi influenzali, in realtà, non si tratta di influenza ma di repentini sbalzi di temperatura che costringono l’organismo ad innescare meccanismi di difesa. Normalmente il sistema di termoregolazione umano riesce a mettere in atto adattamenti opportuni, cosa che durante alcune giornate estive particolarmente calde non riesce a fare. Questa perdita di controllo, porta l’individuo oltre ad effetti significativamente negativi sulla salute delle persone, anche a disagi dal punto di vista psichico. Moltissime ricerche dimostrano, difatti che temperature eccessive portano ad un aumento dell’irritabilità e dell’astenia e ad una diminuzione del benessere psichico.
Inoltre, a tali problemi si aggiungono quelli legati all’attività produttiva delle persone: lo stress lavoro correlato. Le temperature possono essere fonte di stress a lavoro, che varia a seconda di tanti fattori, primo tra tutti il tipo di lavoro che si svolge. I lavoratori più a rischio sono coloro che svolgono mansioni all’aperto, in questo caso il lavoratore può soffrire di giramenti di testa, affaticamento, etc. Per tutti gli individui che lavorano in spazi chiusi, invece, è consigliabile che in caso di elevate temperature esterne non ci si esponga al getto diretto di aria fredda proveniente da ventilatori o condizionatori. Inoltre si ritiene opportuno aumentare il numero di pause, evitare l’esposizione al sole durante le ore più calde e concentrare le attività più impegnative nelle prime ore della giornata, evitarle nel tardo pomeriggio durante il picco di ozono.
La Coldiretti fornisce una lista dei cibi che potrebbero migliorare in modo significativo la nostra condizione di sofferenza dovuta al caldo. Sì a pane, radicchio, riso, cipolla, aglio, formaggi freschi, lattuga, uova bollite, latte fresco caldo e frutta dolce. L’ideale resta sempre la verdura e frutta di stagione. No agli alimenti conditi con molto pepe, sale e spezie in generale. Proibite le patatine, i salatini e i cibi in scatola. Attenzione però anche a caffè e superalcolici.
Lo stress da caldo non colpisce solo gli umani, ma anche gli animali, soprattutto le mucche, che a causa delle alte temperature, secondo una ricerca, producono il 15 per cento di latte in meno rispetto alla media giornaliera dei periodi normali. Per aiutare i bovini nella produzione, vengono allestite docce, ventole e condizionatori. Oltre all’idea di refrigerare l’habitat dell’animale, quest’ultimo deve essere fornito di acqua fresca e pulita. Purtroppo tali condizioni di stress da caldo, sia per le persone che per gli animali, possono solo esser migliorati con dei piccoli accorgimenti e non eliminati del tutto. Si consiglia comunque di seguire attentamente i consigli degli esperti al fine di rendere tali giornate afose più sopportabili possibile.
Bibliografia
Magnani M.; Majer V., Rischio stress lavoro-correlato. Valutare, intervenire, prevenire 2011, Cortina Raffaello  (collana Individuo, gruppo, organizzazione)
Nicoletta Carbone, Alberto Pellai, Paola Reverso, Guida al Benessere, Kowalski
Sitografia
http://www2.coldiretti.it/News/Pagine/427–––16-Giugno-2013.aspx

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