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Sesso Amore e SM

Breve Estratto

“Il grido di dolore è così forte da lasciar soccombere il desiderio! Perché accade? Sei tu a renderti prigioniera del tuo male o gli altri a vederti già incatenata ad una sedia a rotelle, impotente nel corpo e sconfitta nell’animo? Forse un corpo ferito non brama una carezza? Labbra solcate dal sorriso beffardo del male non attendono che un bacio ne disseti l’ardore? Forse un fisico debole e insicuro non vuole gustare la gioia del piacere e ritrovare la consapevolezza della sua capacità di amare? Niente è più sferzante di uno sguardo compassionevole che già ti ha incatenata ad una sedia, che osa pensare che un corpo seduto è privo del diritto di godere, niente è più umiliante di chi già è pronto a guardarti dall’alto della sua salute mentre ti concede briciole di amore. Vorresti fermare il tempo, fuggire e ti accorgi di essere prigioniera della tua malattia, esposta alla berlina come fiera in gabbia. E poi … il tuo corpo sceglie di affrontare la belva del male e si interroga se gli è concesso di vive e amare.”
Carla Adriana Fasiello
(stralcio di lettera ricevuta da me)
Dopo la diagnosi di SM il peso psicologico ed emozionale della sofferenza percepita può essere così grande da credere di dover cancellare il piacere della sessualità e anhttp:\\/\\/psicolab.netare ogni trasporto o desiderio amoroso. E’ importante sapere che la SM, attaccando il sistema nervoso nella sua globalità, provoca anche un impatto sulle reazioni sessuali di ciascun individuo. Il desiderio sessuale, le fantasie erotiche e tutto quanto connesso alla libido risiedono nella zona limbica del cervello.
Dunque il desiderio sessuale è una fase fondamentale nel rapporto. Affinché si attivi, il cervello deve produrre in quantità un neurotrasmettitore, la dopamina , che sollecita il desiderio e deve rallentare la produzione della sostanza che lo inibisce: la serotonina. Un eventuale sbilancio dei neurotrasmettitori cambia non solo la vita sessuale ma anche quella quotidiana del paziente affetto di SM. Occorre per questo uscire dall’anestesia emotiva – usiamo questa parola forte (anestesia emotiva) anche perché si ha addirittura una riduzione della produzione di endorfine da parte dell’ipotalamo. Perché tutto ciò si svolga adeguatamente è necessario che il cervello emozionale, chiamato sistema limbico, abbia dato il “via libera” di fronte ad un’emozione con connotazione erotica. Nel maschio la zona maggiormente sensibile agli stimoli in fase d’eccitazione è il glande, perché ricco di recettori sessuali specifici che trasmettono le sensazioni attraverso il midollo spinale, fino all’encefalo. Nel sistema limbico si trovano le aree responsabili dell’erezione che sono sensibili all’azione del testosterone, infatti durante la fase di eccitamento si ha un aumento della sua secrezione. Il primo essenziale segno di eccitazione femminile è la lubrificazione vaginale. I centri nervosi che assicurano la risposta fisica sessuale, anche nella donna, sono situati a livello midollare e in rapporto con il Sistema Nervoso Centrale. La stimolazione del clitoride, zona erogena di primaria importanza nella donna, attiva migliaia di fibre nervose e determina una serie di reazioni vascolari ed endocrine che contribuiscono alla formazione della “piattaforma orgasmica”.
Nella Sclerosi Multipla, malattia che colpisce il sistema nervoso centrale e a volte presenta placche sul midollo spinale, può verificarsi una riduzione della sensibilità delle zone erogene degli organi genitali strettamente dipendenti da esso. La sessualità può essere disturbata anche da altri sintomi della SM, quali stanchezza, spasticità, tremolii, difficoltà di coordinazione, incontinenza o dolori. Alcuni temono di avere rapporti sessuali credendo erroneamente che tale attività comporti un eccessivo sforzo fisico che possa far peggiorare la malattia o far comparire una recidiva. E’ importante affrontare tali argomenti nella coppia e con i medici specialisti per non rendere un “tabù” i problemi sessuali.
Una riduzione della sensibilità nella zona intima, nelle donne, può comportare una lubrificazione insufficiente, a causa della quale l’atto sessuale può risultare spiacevole e doloroso con riduzione del desiderio, nella maggior parte dei casi ciò non incide sulla capacità di raggiungere l’orgasmo. Il controllo di una gravidanza indesiderata rappresenta un ulteriore motivo di stress per molte donne affette da SM perché ne temono le conseguenze, altre rincorrono tale desiderio con determinazione.
Gli uomini possono soffrire di disfunzioni erettili ed eiaculatorie. Ci sono anche rari casi di eiaculazione retrograda, in cui il seme non fuoriesce dal pene, ma risale verso la vescica. L’aumento della rigidità muscolare (spasmi) nella parte superiore delle cosce, può rendere il rapporto sessuale doloroso o anche impossibile. Per quanti soffrono di incontinenza, i disturbi sessuali possono essere associati alla paura di non controllare la minzione.
Spesso la diagnosi di SM modifica la visione del proprio corpo e di conseguenza l’autostima. La sessualità è molto di più che la pura potenza sessuale o la capacità di raggiungere l’orgasmo. A volte, la paura di fallire può far cadere in un circolo vizioso dal quale è difficile uscire, una sana autostima è un presupposto importante per avere una vita sessuale felice. Ricerca di protezione, di tenerezza e di emozioni scaturite desiderio sono elementi importanti nel rapporto affettivo ed amoroso. Non lasciamo che le disfunzioni fisiche impediscano di cercare nuove dimensioni della sessualità.
Anche i disabili affetti da SM, possono riscoprire il proprio corpo come fonte di piacere e non solo di sofferenza e di disagi quotidiani. L’assistenza tradizionale mira a soddisfare tutte le esigenze della persona disabile, tranne questa. Esiste la fisioterapia, il sostegno psicologico, la cura della persona, ma l’aspetto sessuale è dimenticato o semplicemente omesso. L’argomento assume caratteri più delicati quando si prova a discutere su una terapia per poter permettere ai disabili di vivere una serena vita sessuale e divide la proposta di istituire, anche nel nostro Paese, la figura dell’assistente sessuale.
In Italia non è previsto niente del genere, l’assistenza sessuale, paragonata all’acquisto di prestazione sessuali, è illegale. In alcuni Paesi europei, la figura dell’assistente sessuale già è presente. «In Svizzera, Danimarca, Olanda, Svezia e Germania – spiega Ulivieri all’Adnkronos Salute – ci sono associazioni che si occupano di questo tipo di assistenza. Addirittura in Olanda il servizio è a carico del servizio sanitario». Sia ben chiaro che questo niente ha a che fare con la prostituzione.
Una soddisfacente attività sessuale, oltre ad una auspicabile relazione che sia solida e basata sull’amore, accresce l’autostima, allontana i sintomi depressivi, comuni nella SM, rendendo migliore la qualità della vita. C’è di più, esiste una biochimica dell’amore basata sulla giusta interazione dei meccanismi di cui si è fatto cenno e sulla diversa capacità modulatoria delle sostanze ormonali.
Tutte queste considerazioni, supportate da numerose ricerche portate avanti negli anni da insigni ricercatori, ci hanno indotto ad indagare ulteriormente.
L’amore agisce sul cervello come potente neuroprotettore? E’ noto da tempo che, per le donne affette da SM, non solo la gravidanza non è controindicata, ma costituisce un fattore protettivo. La ricerca neurologica suggerisce i benefici dell’orgasmo per il cervello, il Professor Barry Komisaruk della Rutgers University ha scoperto che avere un orgasmo per il cervello è un esercizio migliore di qualsiasi altra attività di stimolazione cerebrale.
Ma quale legame esiste tra sesso, amore e SM? Cosa accomuna a livello biochimico la gravidanza, l’orgasmo e l’amore?
Un ormone viene prodotto durante la fase dell’innamoramento, la gravidanza, in particolare il parto, è una fabbrica di ormoni, anche durante l’orgasmo, si ha una vera esplosione di ormoni.
Quale dunque l’ormone che viene prodotto dal nostro organismo in queste diverse situazioni ed è collegato ai rapporti affettivi?
Mica l’ossitocina? Spesso chiamata “ormone dell’amore”, è un ormone prodotto in una delle parti più antiche del cervello che viene rilasciato dall’ipofisi, una volta liberato sprigiona i suoi effetti benefici: regola la temperatura corporea, controlla la pressione sanguigna, alza le difese immunitarie.
Svolge importanti funzioni protettive per la specie, per il cervello, e anche per le malattie neurologiche. Secondo uno studio presentato ad un congresso internazionale “L’International Meeting for Autism Research di Toronto” l’ossitocina è utile nei bambini e adolescenti autistici nei quali migliora le funzioni di quelle aree del cervello coinvolte nell’elaborazione di informazioni.
Alcuni scienziati austriaci della Medical University di Vienna hanno scoperto che abbracciarsi è un ottimo modo per allentare lo stress, migliorare la memoria e abbassare la pressione arteriosa.
Come spiega il dottor Jurgen Sandkuhler, neurofisiologo del Center for Brain Research è ancora nell’ossitocina che possiamo rintracciare la spiegazione di tutto questo.
A simili risultati è giunto anche Kory Floyd, professore alla Hugh Dows School of Human Communication, presso l’Arizona State University. Il dottor Floyd ha scoperto infatti che esternare il proprio amore, sia con le parole sia attraverso le azioni, ha effetti benefici sulla salute.
L’ossitocina è solo uno dei neuroprotettori naturali. Mi chiedo se siano state avviate ricerche sul ruolo degli ormoni nel decorso della SM, potrebbe rivelarsi la strada da percorrere per giungere ad una cura efficace per essa.
Nell’attesa che la scienza ci venga incontro lasciamo che il farmaco dell’amore porti benefici effetti nelle nostre vite.

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