Psicologia del Lavoro e Organizzazioni

Scarsità o Abbondanza: Crea la Realtà che Vuoi

Viviamo in un mondo di “scarsità” o di “abbondanza”? La risposta, sorprendentemente, dipende più da noi che dalla realtà esterna. Ogni volta che scegliamo (o anche solo pensiamo) qualcosa, stiamo modellando la nostra realtà. E il modo in cui la interpretiamo determina il tipo di persona che diventiamo. Un piccolo cambio di prospettiva può cambiare […]

Psicolab — Scarsità o Abbondanza: Crea la Realtà che Vuoi
Viviamo in un mondo di “scarsità” o di “abbondanza”? La risposta, sorprendentemente, dipende più da noi che dalla realtà esterna. Ogni volta che scegliamo (o anche solo pensiamo) qualcosa, stiamo modellando la nostra realtà. E il modo in cui la interpretiamo determina il tipo di persona che diventiamo. Un piccolo cambio di prospettiva può cambiare molto.

Due modi di vedere il mondo

C’è una verità psicologica affascinante: ogni volta che scegliamo di fare o di pensare una cosa, stiamo modificando la nostra realtà. È l’atteggiamento di fondo a farci vivere in un mondo di “scarsità” oppure di “abbondanza”.

Prendiamo un esempio dal mondo del lavoro. Capita di sentire un collega dire: “non ti dico cosa faccio, se no mi rubi i segreti”. È un atteggiamento tipico della mentalità di scarsità: l’idea che le risorse siano limitate, e che se io regalo qualcosa a qualcuno divento più povero. In questa visione, condividere è una perdita.

Ma c’è un’altra possibilità. Nella mentalità di abbondanza, condividere le proprie risorse con gli altri può generare nuove idee e nuova ricchezza per entrambi. Immaginiamo di dare a un collega un’idea per un progetto: lui la rilancia con un punto di vista diverso, e insieme arriviamo a una terza soluzione che prima non esisteva, non ce l’aveva lui, non ce l’avevo io. Abbiamo creato qualcosa di nuovo proprio grazie alla condivisione.

Vale ovunque

Questo principio funziona in ogni ambito. In azienda, condividere risorse crea valore per chi riceve e per chi dà. Persino nel volontariato vale la stessa logica: chi ha una mentalità di scarsità pensa “se c’è un’associazione in più, avrò meno offerte io”; chi ha una mentalità di abbondanza pensa “se ci sono anche loro, faranno passare più persone, mostreremo che il volontariato è più forte, e questo avvantaggia anche me”.

Il punto centrale è questo: a seconda di quale decido che sia la realtà, poi farò di tutto per crearla, in modo del tutto inconscio e automatico, quindi senza sforzo. È un meccanismo psicologico potente, che merita di essere conosciuto.

La profezia che si autoavvera

Come funziona? Se sono convinto che “la gente ti frega” (che si tratti di idee, di posti buoni o di clienti) la mia attenzione sarà tutta dedicata a quell’aspetto. Coglierò ogni minimo segnale interpretabile in tal senso e agirò di conseguenza, concentratissimo a difendere il mio “tesoretto personale” perché “non mi rubino nulla”.

Facendo così ottengo due effetti: noto tutto ciò che conferma la mia idea, rinforzando l’immagine di un mondo ostile; e divento sempre più bravo a “non farmi fregare”. Ma a quale prezzo? Divento uno specialista del difendermi in un mondo che mi vuole fregare.

Posso però pensare l’esatto opposto: “la gente ti dà opportunità”. In questo caso la mia attenzione si concentra su come condividere le risorse aiuti gli altri e me; noterò gli atteggiamenti costruttivi e positivi, confermando che “il mondo è pieno di persone generose con cui costruire cose buone”. Così divento uno specialista del creare valore con gli altri. È il meccanismo della profezia che si autoavvera: ciò che ci aspettiamo di trovare, finiamo per trovarlo davvero.

Non è pensiero magico

Attenzione: questo non significa che basti pensare positivo per non ricevere mai una delusione. Potrà comunque capitare una “fregatura”. La differenza sta in come la interpreto. Se dico “ecco, lo sapevo, se ti fidi le persone ti fregano sempre”, trasformo l’episodio nella mia realtà generale. Se invece dico “in questo caso non è andata bene, questa azione non ha ancora prodotto i risultati che desideravo“, riconosco che anche in una realtà di abbondanza ci possono essere situazioni che al momento non funzionano, senza però farne una regola.

Il segreto è non concentrarsi sui fallimenti, ma su ciò che funziona: solo così si diventa bravissimi in quella “disciplina”. Nessuno è mai diventato un bravo attaccante continuando a giocare in difesa.

Il regalo finale: l’automatismo

C’è un’ultima, preziosa conseguenza. All’inizio “sforzarsi di vedere il lato che funziona” può essere faticoso. Ma come per ogni allenamento, dopo un po’ questo atteggiamento diventa automatico. E allora capita naturalmente: di un discorso colgo la parte buona, di un’opportunità vedo e agisco sulla parte che crea valore per tutti, di una persona noto i lati che portano risultati. Tutto questo senza più fatica, perché è diventato il nostro “pilota automatico”.

Come suggeriva lo scrittore Nikos Kazantzakis, le cose in cui crediamo abbastanza tendiamo a crearle davvero. Scegliere l’abbondanza non è ingenuità: è una strategia mentale che, allenata, trasforma il modo in cui vediamo il mondo, e con esso il tipo di persona che scegliamo di diventare.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra mentalità di scarsità e di abbondanza?

La mentalità di scarsità vede le risorse come limitate: condividere significa perdere. Quella di abbondanza crede che condividere generi nuove idee e ricchezza per entrambi. Le due visioni portano a comportamenti opposti e, di fatto, creano realtà diverse.

In che senso “creiamo” la nostra realtà?

Attraverso l’attenzione e la profezia che si autoavvera. Se credo che il mondo sia ostile, noto solo ciò che lo conferma e agisco di conseguenza; se credo che offra opportunità, noto e costruisco valore. Ciò che ci aspettiamo di trovare, tendiamo a trovarlo davvero.

Pensare positivo elimina ogni delusione?

No, non è pensiero magico. Le delusioni possono comunque capitare. La differenza sta nell’interpretarle: non come prova che “il mondo frega sempre”, ma come un episodio che al momento non ha funzionato, senza farne una regola generale. L’importante è concentrarsi su ciò che funziona.

Come si sviluppa una mentalità di abbondanza?

Con l’allenamento: all’inizio richiede sforzo cogliere il lato positivo, ma col tempo diventa automatico, un “pilota automatico” che ci fa vedere naturalmente il valore in discorsi, opportunità e persone. È una strategia mentale che si costruisce con la pratica.

Viviamo in un mondo di “scarsità” o di “abbondanza”? Dipende più da noi che dalla realtà. Chi ha una mentalità di scarsità vede le risorse come limitate e condividere come una perdita; chi ha una mentalità di abbondanza sa che condividere genera nuove idee e ricchezza per tutti. Attraverso l’attenzione e la profezia che si autoavvera, finiamo per “creare” la realtà in cui crediamo: se ci aspettiamo un mondo ostile, lo troveremo; se ci aspettiamo opportunità, costruiremo valore. Non è pensiero magico: le delusioni capitano, ma è come le interpretiamo a fare la differenza. Concentrarsi su ciò che funziona, con allenamento, rende questo atteggiamento automatico, un “pilota automatico” che trasforma il modo in cui vediamo il mondo.
Resta aggiornato. Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere i prossimi approfondimenti via email. Presto saremo anche sui canali social: continua a seguirci.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *