Se crediamo tanto in qualcosa che non esiste ancora, la creiamo
Le cose che non esistono non le abbiamo desiderate abbastanza.
Nikos Kazantzakis
Il Natale ci ha portato a essere tutti più buoni, a fare i regali, ma che effetto ha su di noi?
Di fatto tutte le volte che scegliamo di fare una cosa, o anche solo di pensare a una cosa, stiamo modificando la nostra realtà.
E’ l’atteggiamento che fa si che viviamo in un mondo di “scarsità” piuttosto che di “abbondanza”.
Ad esempio mi è capitato di parlare con colleghi trainer e di vedere atteggiamenti tipo: “non ti dico cosa faccio in aula, perché se no mi ‘rubi i segreti’”.
Ecco, questo è un atteggiamento che genera una realtà di scarsità, una realtà dove se io regalo qualcosa a qualcuno dopo io sono più povero, e questo perché penso che ci siano solo un numero limitato di cose e se io rinuncio ad una…
In questo caso mi sono tolto una possibilità di vivere in un mondo più “ricco”, un mondo dove si “genera ricchezza”, un mondo dove se io condivido le mie risorse con qualcun altro questo può far si che si producano nuove idee, e nuove risorse per me e per quest’altra persona.
Ad esempio: un collega mi chiede un’idea per un corso e io gli dico cosa faccio io in certi casi, lui mi dice “bello! Io lo abbinerei anche a quest’altro aspetto…” mi rilancia un punto di vista diverso dal mio e insieme stiamo ragionando su una terza cosa che prima non c’era, non ce l’aveva lui, non ce l’avevo io… abbiamo creato qualcosa di nuovo grazie al fatto di aver condiviso risorse!
Vale lo stesso dal punto di vista commerciale o in qualsiasi azienda si lavori: se condividiamo risorse creiamo qualcosa di nuovo che serve a chi beneficia della nostra risorsa ma anche a noi.
Vale anche nel volontariato, a patto di avere un atteggiamento di “abbondanza”: mi è capitato di vedere un’associazione di volontariato che non voleva che ai soliti stand delle solite associazioni se ne aggiungesse un’altra nuova, (il pensiero di scarsità dice: “se c’è un’associazione in più allora avrò meno offerte io”) mentre il pensiero di abbondanza e di generosità dice: “se ci sono anche loro faranno passare più persone, potremo vedere più idee, mostrare che il volontariato è più forte… e tutto questo da vantaggio anche a me!”.
Il punto è che a seconda di quale decido essere la realtà poi farò di tutto per crearla, in modo assolutamente inconscio, quindi automatico, quindi senza particolari sforzi… interessante?
Infatti se dico che “la gente ti frega” (le idee, o i posti buoni, o i clienti…) la mia attenzione sarà tutta dedicata a quell’aspetto, quindi coglierò ogni minimo segnale interpretabile in tal senso e soprattutto agirò in tal senso, concentratissimo a far sì che “non mi rubino http:\\/\\/psicolab.neta”.
Così pensando, faccio due cose: noto tutto quello che può confermare la mia idea “che mi vogliano fregare” rinforzando l’immagine della realtà che mi sono creato e divento sempre più bravo a “non farmi fregare”, mantenendo intatto e preservato il mio “tesoretto personale”.
Oppure posso pensare esattamente l’opposto: “la gente ti dà opportunità” (nuove idee, nuove risorse, nuovi clienti…) in questo caso la mia attenzione viene dedicata al fatto che condividere le mie risorse con gli altri li aiuta e mi aiuta, noterò tutte le cose che creano valore aggiunto, tutti gli atteggiamenti di “costruttività” e di positività, confermando anche qui che “il mondo è pieno di persone generose con cui costruire cose buone”.
Nel primo caso divento uno specialista del “difendersi in un mondo che ti vuole fregare” nel secondo caso divento uno specialista del “creare valore con gli altri”.
Vuol dire che basta pensare che il mondo è pieno di persone generose per non avere più neanche una fregatura? No, mi potrà comunque capitare di prendere una fregatura, semplicemente eviterò di dire “ecco, lo sapevo, se ti fidi le persone ti fregano sempre!”, facendo diventare questa la mia realtà… se dico “in questo caso non è andata bene, questa azione non ha (ancora) prodotto i risultati che desideravo…” sto dicendo che anche in una realtà di abbondanza ci possono essere situazioni che al momento non stanno funzionando bene…
Ma non mi ci concentro sopra, anzi continuo a concentrarmi e a vedere quello che funziona, perché in questo modo diventerò bravissimo in quella disciplina… mai visto nessuno diventare un bravo attaccante continuando a giocare in difesa!
E qui arriva un altro regalo: le cose “buone” diventano automatiche.
Si perché “sforzarsi di vedere il lato che funziona meglio” può essere faticoso, la cosa positiva è che dopo un po’ (come sempre quando ci si allena) diventa automatico questo atteggiamento e allora capita che di un discorso che mi viene fatto prendo la “parte buona”, di una possibilità che mi viene offerta vedo e agisco sulla parte che produce valore per tutti, di una persona vedo i lati che portano risultati, e tutto questo senza fare più fatica, perché è diventato il mio “pilota automatico”.