Le figure, e cosa le distingue
Lo psicologo ha una laurea in psicologia, ha ottenuto l’abilitazione ed è iscritto all’albo. Può svolgere valutazione, sostegno, abilitazione e riabilitazione psicologica. Non prescrive farmaci.
Lo psicoterapeuta è uno psicologo o un medico che ha completato in aggiunta una scuola di specializzazione riconosciuta, di durata pluriennale. Solo questa formazione abilita all’esercizio della psicoterapia, ed è annotata sull’albo.
Lo psichiatra è un medico specializzato in psichiatria: prescrive farmaci e, se ha anche la formazione specifica, può esercitare la psicoterapia.
Il neuropsichiatra infantile è un medico specializzato per l’età evolutiva, figura di riferimento per i disturbi del neurosviluppo.
Va aggiunta una precisazione sul counselor: non è una professione sanitaria regolamentata da un albo, e la giurisprudenza italiana ha ripetutamente affermato che le attività riservate agli psicologi non possono essere svolte da chi non è iscritto. Chi si rivolge a un professionista per un disagio psicologico ha diritto di sapere quale titolo possiede.
Un cambiamento recente da conoscere: la laurea magistrale in psicologia è diventata abilitante, con un tirocinio integrato nel percorso al posto dell’esame di Stato successivo.
Gli ambiti di intervento
La psicologia non è un blocco unico: le aree hanno oggetti, metodi e contesti diversi.
La psicologia clinica, che si occupa di valutazione e trattamento del disagio psicologico.
La psicologia dello sviluppo e dell’educazione, che studia i cambiamenti nel corso della vita e interviene in ambito scolastico ed evolutivo.
La neuropsicologia, che valuta e riabilita le funzioni cognitive dopo lesioni o in condizioni neurodegenerative.
La psicologia del lavoro e delle organizzazioni: selezione, benessere organizzativo, sicurezza.
La psicologia sociale, che studia il comportamento in relazione agli altri e ai gruppi.
La psicologia giuridica e forense, che opera in ambito peritale e di tutela dei minori.
La psicologia della salute, che si occupa dei comportamenti legati alla malattia e dell’aderenza alle cure.
E la psicologia dello sport, dell’emergenza, del traffico, ambientale, fra le aree applicative più recenti.
Gli approcci in psicoterapia
Le scuole di specializzazione fanno capo a orientamenti diversi: cognitivo-comportamentale, psicodinamico, sistemico-relazionale, umanistico, fra i principali.
Va detto ciò che la ricerca indica sul confronto fra approcci: per molti disturbi le differenze di efficacia fra orientamenti risultano modeste, mentre pesano fattori comuni come la relazione terapeutica. Con un’eccezione importante: per alcuni disturbi specifici (fobie, disturbo di panico, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi post-traumatici) esistono trattamenti mirati con evidenze superiori, e in quei casi l’approccio conta.
Ne segue l’indicazione pratica: la domanda utile non è «qual è l’approccio migliore» in generale, ma qual è il trattamento con più evidenze per il problema specifico.
Cosa verificare prima di iniziare
- L’iscrizione all’albo, verificabile pubblicamente, e l’annotazione di psicoterapeuta se si cerca una psicoterapia.
- Quali evidenze sostengono l’approccio proposto per il problema portato: è una domanda legittima.
- Gli obiettivi e un tempo entro cui verificare se qualcosa si muove.
- Costi, frequenza e modalità in caso di interruzione.
- E se serve una valutazione medica in parallelo, che per alcuni quadri è parte del percorso e non un’alternativa.
Domande frequenti
Che differenza c’e fra psicologo e psicoterapeuta?
Lo psicoterapeuta e uno psicologo o un medico che ha completato in aggiunta una scuola di specializzazione riconosciuta: solo quella abilita all’esercizio della psicoterapia.
Lo psicologo puo prescrivere farmaci?
No. La prescrizione e riservata ai medici, fra cui lo psichiatra e il neuropsichiatra infantile.
Il counselor e una figura equivalente?
No: non e una professione sanitaria con albo, e le attivita riservate agli psicologi non possono essere svolte da chi non e iscritto.
Conta l’approccio terapeutico?
Per molti disturbi le differenze fra orientamenti sono modeste, ma per alcuni quadri specifici esistono trattamenti mirati con evidenze superiori.
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