Neuroscienze

PNEI – Editoriale

Avevo sei o sette anni quando trovai sul balcone della casa di campagna, nella quale ero in vacanza coi miei nonni, un piccolo uccellino, caduto probabilmente dal nido di uno di quegli alberi che circondavano la casa. Aiutato da mia nonna, prendemmo l’uccellino, lo mettemmo nell’ovatta e provammo a dargli da mangiare piccole molliche di pane imbevute nel latte, ma lui non voleva saperne, continuava a pigolare e se ne stava immobile dove lo avevamo sistemato. Il giorno seguente, le sue condizioni erano decisamente peggiorate. Adesso non pigolava neanche più e sembrava respirare a fatica. Lo portammo allora da un veterinario, ma fu inutile. Il piccolo uccellino morì.
Ero convinto che fosse morto di fame, ed è anche possibile. Ma ognuno di noi sa che è sempre meglio non fermarsi alla prima ipotesi. Certo è che allora non potevo sapere che un forte stress può produrre un drammatico abbassamento delle difese immunitarie, soprattutto in un organismo fragile come quello di un uccellino di pochi giorni di vita, e permettere così il dilagare di infezioni, in questo caso letali. Che relazione c’è dunque tra gli stimoli ambientali ed il sistema immunitario? O, più generalmente, che relazione c’è tra ambiente e i vari sistemi dell’organismo? E infine, è lecito parlare anche di ambiente interno?
Fino a qualche decennio fa i vari sistemi, psichico, neurologico, endocrino ed immunitario, sono stati studiati separatamente, dai vari specialisti del settore, soprattutto in occidente. È infatti eredità della filosofia orientale la concezione di una visione olistica dell’uomo, inteso come un microcosmo che la Medicina Cinese Tradizionale (MCT) ha considerato, e considera, “un tutt’uno” di mente e corpo, al di là di quella che è la visione meccanicistica della res extensa cartesiana che ha dominato per anni la concezione della medicina occidentale.
La psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) è una disciplina, di nascita relativamente recente, che basa le proprie teorie ed i propri metodi sulla convinzione che i vari sistemi (psichico, neurologico, endocrino ed immunitario) interagiscano tra loro per il raggiungimento di un’omeostasi interna dell’organismo. A prova di tutto ciò, è stato dimostrato che le cellule immunitarie sono in grado di interpretare i messaggi provenienti dal sistema nervoso autonomo (SNA) e dal cervello; alcuni peptidi, come l’ormone adrenocorticotropo (ACTH), quello tireotropo (TRH) o la vasopressina, sono in grado di attraversare la barriera ematoencefalica ed agire direttamente sul cervello; inoltre è stato provato che i linfociti producono e secernono ACTH.
Se mente e corpo sono dunque in grado di interagire, non risulta difficile accettare l’idea che l’umore (inteso come disposizione mentale, più o meno positiva, all’interpretazione degli stimoli) possa regolare, o quantomeno influenzare (o se preferiamo, interferire con) il sistema nervoso centrale, quello ormonale e quello immunitario.
In questa rubrica, Maria-Vittoria Bossolasco affronterà le tematiche più rilevanti della PNEI, rivelandoci come in realtà mente e corpo si intreccino in un sottile e saldo gioco di coinvolgimenti reciproci, così da mettere in luce quali siano i meccanismi psichici ed organici che regolano il nostro star bene.

Francesco Albanese

Firenze, 2 Luglio 2003

Immagine di Francesco Albanese

Francesco Albanese

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